B@belonline vol. 4 Pensare l’eresia. Tra origine e attualità

B@belonline vol. 4 Pensare l’eresia. Tra origine e attualità
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: ottobre 2018
Pagine: 377
ISBN: 2531-8624

Abstract

Rivista online di Filosofia

Contributi

Introduzione

Francesca Brezzi 

Non vorrei dire un’eresia!

Francesca Gambetti 

Il saggio si propone di analizzare il significato di un’espressione comune come “non vorrei dire un’eresia”, anche attraverso un’analisi del suo uso politico, condotta mediante corpora linguistici. La proposta di recuperare questo modo di dire, si fonda sul valore profondamente filosofico e non retorico, dell’espressione, che rimanda al significato etimologico del termine che ha il senso di scelta, in particolare di adozione di principi che orientano la condotta di vita. L’accostamento di eresia e filosofia consente di recuperare il modello di pensiero critico, di ritorno all’originario filosofare socratico considerato da Hannah Arendt cifra dell’autentica umanità e l’unico baluardo contro ogni forma di dominazione.

L’eresia originaria e le sue alterazioni. I – La matrice giudaico-apocalittica dell’eresia di Gesù

Gaetano Lettieri 

Scopo di questo saggio è tentare di proporre un’interpretazione della nozione protocristiana di eresia che sia genetica e non soltanto degenerativa, originaria e non soltanto avventizia. Soltanto restituendo la nozione di eresia cristiana come insieme iniziale e metamorfica, scaturita già nel contesto ebraico e soltanto poi definitasi in quello greco/ellenistico, se ne potrà riconoscere la natura dinamica, controversa e relativa, non statica e non assoluta, quindi la dimensione storico-teologica e non teologico-dogmatica.

La fondazione del reato di eresia

Alessandro Saggioro 

Il concetto di Eresia è un prodotto storico-religioso giudaico-cristiano che affonda le proprie ragioni nei contrasti intrareligiosi delle comunità di fedeli del primo secolo dopo Cristo. Il termine in greco antico, significa ‘scelta’, e implica una serie di riflessioni basate sull’agire umano, sul pensiero intellettuale, filosofico e religioso, sulla concettualizzazione. Esso ha senso in una dialettica contrappositiva, di forte conflittualità religiosa, ideologica, valoriale nei confronti del pensiero greco e con sviluppi importanti sul piano territoriale. La concettualizzazione della diversità religiosa si innesta nella dialettica fra identità e alterità, fra ortodossia e eresia o eterodossia. Sono tutti prodotti storici, determinati dal pensiero intellettuale ma basati su dinamiche di potere; le comunità derivano da ciò le rispettive ragioni d’essere, che divengono a un certo punto anche definizioni pubbliche nei confronti dell’Impero Romano.

Amore o eresia? Un nodo della differenza femminile

Chiara Zamboni 

L’eresia è un concetto che rimanda a una situazione che nasce e si sviluppa nella storia della chiesa cristiana, dunque in una storia prevalentemente di uomini. Diverse donne sono state condannate per eresia in particolare nel Medioevo. Ma il dispositivo dell’eresia appartiene alle coordinate storiche del pensiero maschile, in cui le donne sono rimaste impigliate e coinvolte indirettamente. Le donne delle comunità primitive non erano eretiche, perché non proponevano un’altra dottrina riconoscibile né avevano cercato di separarsi, anzi erano profondamente interne alla comunità. La loro differenza non era dottrinale ma di stile di vita e d’esperienza. E le accuse volevano limitare la loro indipendenza. E furono rigettate, forcluse(termine psicoanalitico) non riuscendo il linguaggio maschile a esprimere elementi portanti dell’esperienza, in questo caso dell’esperienza della differenza femminile. Si ricorda il movimento delle Beghine e Margherita Porete.

Felix Haeresis: Moses Mendelssohn in defense of Spinoza

Irene Kajon 

Felix culpa è una espressione presente nel canto Exultet,che si recita nella liturgia cristiana il Sabato Santo e si richiama alla colpa originaria di Adamo,che tuttavia ha determinato la venuta di Cristo.Felice eresia pertanto si intende quella che consente  la crescita e il perfezionamento del pensiero religioso e filosofico. In  particolare si mostra come Moses Mendelssohn abbia avuto verso Spinoza l’atteggiamento di chi vede nell’eretico una persona che, come dissidente rispetto a una dottrina consolidata dalla tradizione, permette che si compiano dei passi in avanti, e che produce dunque con la sua attività effetti benefici.

Eresia: Lessing oltre Lutero e Spinoza

Mariannina Failla 

Le riflessioni sono dedicate alla seguente domanda: il dogma e l’eresia, sono due momenti indiscernibili e inseparabili l’uno dall’altro oppure no? Per rispondere analizzerò i passi dedicati all’eresia da pensatori eretici e condannati come tali dall’ortodossia religiosa sia cattolica sia ebraica. Si tratta di Lutero e Spinoza; li ho scelti non perché rappresentano due diversi attacchi a due diverse ortodossie religiose, bensì prevalentemente alla convinzione che il teologo antipapista e il filosofo ebreo possono essere ritenuti figure nodali di un processo che li attraversa, e in una certa misura li supera, culminando nella visione laica della religione promulgata da Lessing.

Gli dei figli degli uomini: l’impostura della religione secondo i libertini

Anna Lisa Schino 

I libertini eruditi del XVII secolo, pensatori, scrittori, studiosi assai eterogenei e con esiti molto diversi tra loro, sono accumunati da due caratteristiche: una profonda irreligiosità e uno stile obliquo di scrittura. Essi riflettono su come nascono le religioni e con quali subdoli meccanismi alcuni uomini, avidi di potere, sfruttano la naturale debolezza e la credulità dei loro simili. La riflessione libertina sulla religione si presenta innanzi tutto come esame dei meccanismi di persuasione e di formazione delle credenze; meccanismi fortemente influenzati da processi passionali e dalla credulità prodotta dall’ignoranza, che costituiscono quindi il fondamento primo di ogni religione. In secondo luogo i libertini analizzano come la religione sia stata utilizzata da parte di abili «legislatori» che hanno ingannato gli uomini per fondare su solide basi nuove società e nuovi imperi. “Instrumentum regni” .

Eresia e ortodossia nel marxismo

Stefano Petrucciani 

Nella storia del marxismo la dialettica tra ortodossia ed eresia ha giocato, almeno finché il marxismo è rimasto una realtà politicamente efficace, un ruolo fondamentale Proprio per questo possiamo dire che la storia vivente del marxismo, già in Marx stesso e poi nelle vicende del marxismo -come tentativo di cogliere e comprendere le dinamiche e le trasformazioni della società-, è una storia di ‘eresie’, cioè di rotture con la dottrina consolidata, dunque di dispute tra ortodossia ed eresia. E qui si sostiene che la migliore produzione marxista del 20 th si trova nei pensatori “eretici”: Lukács, Bloch, Gramsci, Adorno, Debord.

Il caso Semmelweis. La tragica storia di uno scienziato eretico

Paola Mastrantonio 

La vicenda del dottor Ignaz Philipp Semmelweis (1818-1865) e delle sue scoperte sulla febbre puerperale rappresenta ancora oggi un caso molto interessante e paradigmatico della storia della medicina, soprattutto per il modo singolare in cui i risultati, che egli riuscì a ottenere grazie a un lavoro tanto metodico quanto dolorosamente partecipato, si intrecciarono con le sue stesse drammatiche vicissitudini personali. Di fronte al paradigma dominante della scienza medica ,che lo marginalizzò egli propose un cambiamento scientifico-sperimentale ed epistemologico della ricerca.

Rileggere la Riforma protestante nell’ottica di un contributo alla didattica nella scuola superiore

Giulietta Ottaviano 

Questo articolo tratta la revisione e il rinnovo dei contenuti dell'insegnamento relativi alle origini della Riforma protestante, la formazione filosofica dei riformatori, il paragone con l'umanesimo, così come l'influenza della Riforma sull'era contemporanea e le successive correnti di pensiero. Considerando la riforma come un evento fondamentale nella storia moderna, proponiamo una prospettiva interdisciplinare e l'uso di un glossario ragionato per affrontare i molteplici concetti religiosi e filosofici.

Tra desiderio e cura: il diritto delle donne alla passione

Elena Pulcini 

Che cosa abbiamo in comune, noi donne emancipate del mondo contemporaneo con la Sophie e la Julie rousseauiane? All’immagine della moglie-madre, dipendente dal maschile e totalmente dedita alla cura dell’altro, si contrappone oggi quella di un soggetto fiero della propria autonomia e finalmente autorizzato a prendersi cura di sé, dei propri desideri e aspettative, capace di perseguire con determinazione il proprio progetto di vita. Eppure molte ombre si addensano ancora sul percorso emancipativo delle donne, ombre che Rousseau, attraverso le sue ambiguità, ci consente di illuminare rivelandoci, sia pure indirettamente, una verità inquietante che persiste tuttora: il fatto cioè che a un’emancipazione giuridica, professionale e pubblica non corrisponde pienamente quella che vorrei definire ‘un’emancipazione emotiva’.

L’interiorizzazione della dipendenza permane, con la forza di un vero e proprio archetipo moderno, nella sfera dei sentimenti e delle relazioni affettive, a dispetto di incontestabili traguardi nella sfera materiale e sociale.

Rosetta Stella tra saperi e femminismi separati negli anni ‘90

Marisa Forcina 

Si analizza, con empatia, il pensiero di una femminista prematuramente scomparsa, Rosetta Stella, e attraverso il suo contributo si interroga il femminismo degli anni 90 , come riflessione che ha coniugato la libertà e la differenza femminile con il sapere della tradizione, sia quello espresso dalla filosofia, o dalla politica, o dalla storia. In particolare si ricorda il confronto di Stella con la religione per ribadire la materialità della trascendenza, smontando il nesso tra il sacro e il patriarcato, tra teologia e androcentrismo, tra il santo o la santità della fede e il monosessismo. Ripensare il cristianesimo, ripensare Dio era per lei e per molte altre oggi, non una questione teologica e di sapere, ma una questione di esperienza, pagando anche una certa marginalità.

Wittgenstein e Bourdieu: dalla nozione di ‘regola’ alla concettualizzazione dell’‘habitus’

Giulia A.R. Visintini 

Il testo ripercorre la genesi del concetto di ‘habitus’ elaborato dal filosofo, etnologo e sociologo francese Pierre Bourdieu, nella sua stretta correlazione con la nozione di ‘regola’ rintracciabile nelle Ricerche filosofiche (1953) del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, cui Bourdieu esplicitamente si ispira. L’intento è quello di far emergere la continuità tra le due nozioni conducendone un’analisi che proceda a partire dagli stessi nuclei tematici. Viene fatto particolare riferimento ai testi bourdieusiani Per una teoria della pratica (1972) e Il senso pratico (1980), in cui l’habitus viene sistematicamente concettualizzato e impiegato per giungere a una ‘conoscenza prassiologica’. Si tratta di un approccio epistemologico grazie al quale superare la dicotomia tra soggettivismo e oggettivismo nell’analisi delle pratiche sociali e in particolare delle uniformità (di percezioni, valutazioni, attitudini, atteggiamenti, aspirazioni, preferenze, azioni, scelte) riscontrate all’interno di gruppi omogenei (per classe, genere, etnia, livello d’istruzione).

Magistri sine registro

Paolo Montesperelli 

Scopo di questa presentazione è rintracciare il senso unitario del seminario Differente/mente. Pensare la differenza, l’altro, lo scarto, rintracciarlo proprio a partire dal titolo e da alcuni interrogativi che possiamo porci. Starà agli altri interventi indicarci alcune risposte. Il titolo, che accomuna queste due giornate di riflessione e di dialogo, si presenta come un gioco di parole: ‘Differente/mente’, come a dire ‘pensare in modo differente’, ma soprattutto ‘pensare le differenze’, o, addirittura, attraverso le differenze ‘pensare la differenza’

Capri espiatori e galline dalle uova d’oro. I media e l’immigrazione

Fabrizio Battistelli 

L'immigrazione è una questione sociale e politica delicata che è difficile affrontare in una prospettiva razionale, ossia l'adozione di un'analisi costi / benefici. Il problema principale è che l'uomo per la strada ignora i benefici economici, finanziari e demografici che gli immigranti portano con sé, mentre sperimenta una competizione per quanto riguarda l'accesso all'occupazione e al benessere. Per i cinici mass media e politici, concentrandosi sul pubblico e sul consenso rispettivamente, gli immigrati stanno passando da un ruolo di capro espiatorio a quello di un pollo con uova d'oro.

Percorsi teatrali sullo straniero e sui sensi dell’alterità

Patrizia Nunnari 

Ripensare il fenomeno migratorio non certo come una mera realtà da contenere, bensì come occasione per ripensare con responsabilità categorie quali cittadinanza, ‘stranierità’, ospitalità, inclusione, rende possibili nuove categorie etiche e speculative sul valore da attribuire alla nostra comunità di uomini, alla società attuale, alla qualità della vita individuale e al mondo che vogliamo donare alle generazioni a venire. Il saggio presenta brevi testi teatrali-, nati da lunghe interviste-, nello specifico monologhi, sui migranti, sulle loro storie e sui pregiudizi che albergano nella mentalità, nei luoghi comuni soprattutto di noi Occidentali. Ogni testo è introdotto da una brevissima nota, utile per agevolare la lettura del testo teatrale e da note a piè di pagina che rinviano ai nodi speculativi e agli autori ai quali i monologhi immediatamente si rifanno, quali percorsi di narrazione teatrale.

‘Welt’,‘Leben’, ‘Umwelt’: l’origine del concetto di ‘Lebenswelt’ nelle Idee per una Fenomenologia Pura

Andrea Carroccio 

In questo articolo si cercano  alcuni punti di continuità e discontinuità intorno ai concetti cardine di Welt, Leben e Umwelt per mostrare quali elementi concettuali permangano nella Crisi e quali invece siano stati modificati o superati, percorrendo  un cammino a ritroso che si muove alla ricerca delle radici del concetto di Lebenswelt, restringendo l’analisi ai soli libri di Idee I e II. Il concetto di mondo-della-vita, così come appare nella Crisi delle scienze europee, è uno tra i concetti semanticamente ricchi e filosoficamente fecondi dell’ultima produzione husserliana. È un concetto che pone delle sfide alla comprensione filosofica, tanto che lo stesso metodo fenomenologico si presenta quantomeno problematico applicato all’oggetto Lebenswelt. Un’oggettiva difficoltà: quella di rintracciare la nozione chiara di mondo-della-vita. Lo stesso Husserl, infatti, non la rende evidente e semplicemente utilizza tale concetto come se fosse noto fin dalla prima pagina in cui compare.

La teoria dell’esperienza di Edmund Husserl e il pensiero dialettico ed estetico di Theodor W. Adorno. Un tentativo di dialogo

Alessandro Cazzola 

Il saggio si propone un confronto del pensiero adorniano con la filosofia husserliana,che  si rivela, qualora non ci si soffermi solo sulla pars destruens, più composito di ciò che l’analisi rivela di primo acchito. Considerando gli scritti in cui Adorno affronta il portato teorico di Husserl si rintracciano note variegate stagliantisi sullo sfondo di una tonalità generale che perdura in tutta la produzione. Si tenterà di contrastare la tonalità di sfondo con le note più rilevanti nel versante più toccato dal confronto, ovvero la prospettiva estetica. ‘Toccato’ non in senso meramente quantitativo, per numero di scritti ecc., ma come prospettiva mai completamente tralasciata da Adorno, anche nei casi in cui l’obiettivo meramente polemico prevale nettamente.

Etica: come creare un ecosistema globale,sostenibile,equo e giusto

Laura Moschini 

Per la creazione di un Ecosistema globale sostenibile, equo, giusto, caratterizzato da progresso economico e benessere sociale, dal rispetto per l’ambiente e da un uso responsabile delle sue risorse è necessario parlare di vera Etica. La vera Etica, infatti, fin dalle origini indica gli strumenti necessari per la Cittadinanza globale attraverso la ricomposizione del rapporto tra Etica, Economia e Politica. Oggi, in epoca di algoritmi, è inoltre necessario riconsiderare il rapporto tra le scienze cosiddette umanistiche e quelle tecnologiche affinché ogni sapere punti al raggiungimento degli Obiettivi ONU di Sostenibilità per il 2030.

Etica e bellezza, Convegno della SIFM

Marco Deodati 

Gioco senza regole. Homo ludens, Castelvecchi, Roma 2018, 140 pp.

Felice Lopresto  Francesca Brezzi 

La questione del mondo nei primi corsi friburghesi di Martin Heidegger, Mimesis, Milano-Udine 2017, 323 pp.

Guelfo Carbone  Stefano Marino 

Esperienza, politica e antropologia in María Zambrano. La centralità della persona, Mimesis, Milano-Udine 2017, 258 pp.

Giulietta Ottaviano  Sara Del Bello 

Experience and Infinite Task: Knowledge, Language and Messianism in the Philosophy of Walter Benjamin, London & New York, Rowman & Littlefield International 2018, 200 pp.

Carlo Salzani  Tamara Tagliacozzo 

Gli Schwarze Hefte di Heidegger: un ‘passaggio’ del pensiero dell’essere, Il nuovo Melangolo, Genova 2016, 152 pp.

Alessandro Volpi  Rosa Maria Marafioti 

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