Scritti dedicati a Maurizio Converso

Scritti dedicati a Maurizio Converso
A cura di:  Domenico Dalfino
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: giugno 2016
Pagine: 648
ISBN: 978-88-97524-68-7
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Abstract

Sono raccolti gli scritti che alcuni amici, con affetto e gratitudine, hanno dedicato a Maurizio Converso. Dal 1976 al 2013 è stato coordinatore della rivista il Foro italiano, alla quale ha iniziato a collaborare nel 1972. Ha tenuto incarichi di insegnamento presso Università italiane e istituzioni pubbliche e private. Senza ricoprire cariche istituzionali e senza assumere alcun ruolo ufficiale, Maurizio Converso è stato ed è, nella cultura italiana, un riferimento fondamentale per la documentazione giuridica e non solo. Nella consapevolezza della prevalenza dei rapporti umani, con profonda gratitudine e con affetto, gli è dedicato questo libro, la realizzazione del quale è dovuta alla paziente opera di Domenico Dalfino, al quale, unitamente ad Angelo Danilo De Santis, va il sentito ringraziamento degli autori.

Contributi

Prefazione

Giorgio Costantino

La parabola della custodia cautelare in carcere ‘obbligatoria per legge’

Rossano Adorno

Più volte interpolato dal legislatore, il comma 3 dell’art. 275 c.p.p. ha mutato ripetutamente contenuto ed ambito operativo.

Nella versione primigenia, alimentata dall’humus dei principi di adeguatezza (comma 1) e proporzionalità (comma 2), era rigorosamente ispirato al criterio di stretta necessità ed escludeva automatismi applicativi, riservando al giudice la dosimetria della risposta cautelare.

La mutazione genetica, legata alle stagioni dell’emergenza, reale o presunta, ha consegnato, con riferimento a un catalogo fluttuante di reati, una duplice presunzione: relativa, quanto alla sussistenza delle esigenze cautelari, assoluta, quanto all’adeguatezza della sola misura carceraria.

Il progetto CERTANET nel sistema Italgiure della Corte di cassazione

Giovanni Amoroso

 

Il saggio illustra il progetto denominato “CERTANET” nel sistema ItalgiureWeb della Corte di cassazione. Si tratta di una rilevazione automatica dei segmenti di conformità nella giurisprudenza civile e penale di legittimità e di marcatura virtuale delle massime conformi con la dizione CERTANET. La massima etichettata con CERTANET negli archivi CIVILE e  PENALE del sistema ItalgiureWeb esprime un principio di diritto che è stato affermato in termini conformi più volte (un certo numero di volte secondo un parametro prefissato) in epoca recente (nell'intervallo di tempo posto da un secondo parametro parimenti predeterminato) e che non risulta essere stato più contraddetto da massime successive in termini di difformità. Si crea così - automaticamente ed in modo costantemente controllato nel tempo - una differenziazione negli archivi di giurisprudenza tra quei principi di diritto formulati in massime che esprimono un indirizzo, allo stato, conforme e quindi maggiormente affidabile e tutti gli altri principi di diritto che non hanno ancora raggiunto questo standard di ripetuta conformità.

Termine di efficacia del pignoramento ed espropriazione presso terzi

Giampiero Balena

 

L’autore ritiene che nell’espropriazione presso terzi, al di fuori dell’ipotesi in cui il pignoramento sia eseguito d’ufficio dall’ufficiale giudiziario in seguito alla ricerca di beni con modalità telematiche, non sia richiesta un’autonoma e formale istanza di assegnazione o di vendita, e che, conseguentemente, non sia neppure applicabile il termine perentorio previsto dall’art. 497 c.p.c

L’evoluzione storica e la nascita delle tecniche legislative

Alfredo Bucciante

 

L’autore ripercorre le tappe della nascita degli studi di tecnica legislativa volti a rimediare all’inflazione delle leggi, uno dei problemi tipici di qualsiasi ordinamento, se non il problema principale.

Cassazione e legalità penale

Giovanni Canzio

La Magistratura - istituzione della ragione, sottratta alla logica del consenso popolare perché prevalgano solo le esigenze di giustizia e di tutela dei diritti della persona – è chiamata oggi a interrogarsi sulla moderna declinazione del principio costituzionale di esclusiva soggezione del giudice alla legge, cui è ancorato il fondamento dell’indipendenza e dell’autonomia.

Giudici, computer, sentenze: venticinque anni dopo

Remo Caponi

L’autore ricorda uno scritto del professor Maurizio Converso pubblicato nel 1990 sul Foro Italiano a commento di un’ordinanza della Pretura di Monza, che il giudice aveva redatto avvalendosi non solo di un programma di videoscrittura, ma anche di un programma informatico, ideato da lui medesimo, che consentiva di calcolare rivalutazione monetaria e interessi a scalare per frazioni di tempo.

La previdenza forense dopo le recenti riforme legislative e regolamentari

Leonardo Carbone

 

A seguito del d.lgs. n. 509/94, che ha reso di natura essenzialmente privatistica la posizione assicurativa dell’avvocato, annullando la garanzia costituzionale in favore del medesimo della continuità della erogazione, nel tempo, del trattamento pensionistico, vi è stata una particolare attenzione del legislatore sulla Cassa forense, al fine di garantire per le future generazioni, sia gli equilibri finanziari e gestionali, che l’erogazione delle prestazioni. Lo scritto illustra, sia pure per grandi linee, gli interventi legislativi e regolamentari sulla previdenza forense

Brevi note sulle interazioni tra la artificial intelligence e la classe forense

Giovanni Carmellino

 

Lo scritto, naturalmente senza pretesa alcuna di completezza e con taglio sintetico, indaga l'influenza della tecnologia sulle professioni forensi e sulle discipline giuridiche civilistiche sostanziali e processuali, con particolare riferimento, da una parte, alla diffusione esponenziale della cultura legale in rete, e, dall'altra, ai timori causati dalla deriva autoreferenziale e non autorevole del dato giuridico.

Il problematico assetto delle fonti normative finanziarie

Giuseppe Leonardo Carriero

 

A un quarto di secolo dall’abrogazione della legge bancaria del ’36, la disciplina finanziaria in Italia è dettata da una pluralità di emittenti, pubblici e privati, nazionali ed europei. Al pluralismo delle fonti si accompagna un continuo mutamento delle leggi che governano il mercato finanziario. Gli sviluppi della regolamentazione nazionale ed europea incidono negativamente sulla stabilità della legge in ragione di una opaca riallocazione di funzioni e di una oscura semantica giuridica. La conoscenza di tale assetto regolamentare e la conseguente legittimazione dialogica diviene appannaggio di un sempre più ristretto insieme di operatori economici e di studi legali.

Tra mutatio ed emendatio libelli: per una diversa interpretazione dell’art. 183, c.p.c.

Costanzo M. Cea

 

L'autore esamina il problema del divieto di nuove domande alla luce dalla nuova e diversa interpretazione dell'art. 183, 5° comma, c.p.c. fornita dalle S.U. con la sentenza 12310/2015, condividendone, con alcune precisazioni, le conclusioni.

La Cassazione

Giorgio Costantino

 

Si riferisce dello stato delle proposte di legge pendenti in Parlamento. Si dà conto della successione delle riforme del procedimento di legittimità. Si indicano le soluzioni accolte dalla Corte sulle più recenti riforme. Si auspica un improbabile intervento di razionalizzazione della disciplina processuale e si ricorda il potere di autoregolazione delle corti supreme. Si conclude segnalando i limiti e le conseguenze di una modifica della Costituzione in funzione di una restrizione dell’accesso alla Corte.

La Cassazione civile tra riforme inutili e problemi complessi

Pietro Curzio

 

La crisi del giudizio di cassazione ha origine nell’eccessivo numero di ricorsi. Deve essere affrontata partendo da scelte che conducano la Corte ad essere solo giudice di legittimità, il cui compito è quell’unificazione dell’interpretazione senza la quale il principio di uguaglianza viene leso proprio nella sede più delicata costituita dall’applicazione giurisprudenziale delle norme. A tal fine è necessario che il ricorso per cassazione sia proponibile solo per violazione di legge, come sancito dalla Costituzione, senza ampliamenti, o, quanto meno, è necessario che il legislatore non contraddica con nuovi interventi estensivi le scelte in senso restrittivo fatte solo pochi anni fa. Ma è poi assolutamente indispensabile l’adozione di misure ‘non legislative’, strutturali ed organizzative, sostenute con investimenti seri in termini di risorse umane ed economiche.

L’influenza esercitata dal diritto nazionale nell’elaborazione di concetti ‘europei’ ad opera della Corte di giustizia. Il caso Gothaer

Elena D'Alessandro

 

Il contributo si propone di verificare se e in quale maniera i singoli diritti nazionali costituiscano modelli di riferimento per la Corte di giustizia allorquando quest’ultima, adita in sede di rinvio pregiudiziale, constati la necessità di elaborare un concetto “europeo” per garantire la uniforme interpretazione del diritto europeo. L’analisi è posta in essere muovendo dall’esame della sentenza Gothaer.

I giuristi e l’informazione di finanza pubblica

Gaetano D'Auria

 

Il lavoro si propone di illustrare i principali documenti che scandiscono, in Italia, il processo annuale delle decisioni annuali e pluriennali di finanza pubblica e quelli di maggior rilievo per la comprensione dei fenomeni finanziari che più direttamente interessano la gestione delle politiche pubbliche. L’attenzione è rivolta essenzialmente ai documenti di produzione pubblica e delle relative fonti di informazione (intese come quelle dalle quali “nasce” l’informazione), a prescindere dalla loro reperibilità (o dall’essere analizzati e commentati) in luoghi o siti informatici di privati.

Controversie in materia di licenziamento e nuove forme di conciliazione

Domenico Dalfino

Il saggio pone in evidenza le ragioni che impongono, o comunque rendono estremamente opportuno, un trattamento differenziato delle controversie relative al licenziamento rispetto a tutte le altre in materia di lavoro. In particolare, nel delineare i tratti essenziali della normativa in vigore con specifico riguardo agli strumenti di conciliazione, esso rimarca l’attuale tendenza del legislatore a “monetizzare” il posto di lavoro e l’arretramento delle tutele del lavoratore che ne consegue.

La motivazione della sentenza (di lavoro): una vita complicat

Luigi de Angelis

L’autore esamina l’evoluzione normativa in tema di motivazione della sentenza, in particolare di lavoro, ne indica le ragioni d’efficienza riaffermandone il ruolo di garanzia, evidenzia alcune distorsioni nella pratica giudiziaria, sostiene che la motivazione “tradizionale” abbia avuto un ruolo modesto nella crisi della giustizia.

Uguaglianza e lavoro: quanto (poco) resta nel nostro ‘diritto vivente’

Michele De Luca

La parità di trattamento nel rapporto di lavoro subordinato è ancora un problema aperto nel nostro ordinamento? Palese la ragione del dubbio. Il diritto vivente sembra averne dato, infatti, una soluzione consolidata. Né da questa si può, all’evidenza, prescindere – quale punto di partenza – in qualsiasi indagine, volta a dare risposta all’interrogativo di apertura e, con essa, a disegnarne le prospettive.

La sorte delle statuizioni civilistiche dopo il d.leg. n. 7 del 2016

Giuseppe De Marzo

Sono trattati alcuni aspetti dell’intreccio tra procedimento penale pendente e processo civile instaurato a seguito del recente intervento normativo in materia di abrogazione e depenalizzazione dei reati (d. leg. 7/2016).

Tecniche di tutela collettiva e selezione degli interessi

Angelo Danilo De Santis

Il successo degli strumenti di tutela collettiva, che si misura in termini di efficienza e deterrenza delle condotte illecite, dipende dagli obiettivi che i legislatori perseguono. Le scelte compiute in Brasile, con l’adozione del nuovo c.p.c., paiono il sintomo di una certa disaffezione nei confronti della tutela giurisdizionale collettiva; in Europa, invece, i conati di armonizzazione si scontrano con l’eterogeneità delle scelte sinora compiute dagli ordinamenti interni, nonché con il ruolo complementare che gli strumenti di private enforcement sono destinati a svolgere in settori nevralgici del mercato.

Sulla tecno-riforma del processo e su un possibile programma di ricerca nel campo dei sistemi linguistici, giuridici e informatici

Giorgio Di Benedetto

 

Il processo telematico suggerisce una riflessione (a) sulle ripercussioni dell’informatica nell’attività dell’interprete (b) sulle caratteristiche di neutralità che i sistemi devono possedere (c) sul bagaglio teorico di cui il giurista deve essere oggi munito. La ricerca che si propone è sulle grammatiche di trasformazione - comuni alla lingua naturale, al diritto e ai sistemi informatici - con le quali il diritto viene declinato o più semplicemente “detto” all’interno del processo.

Dati, computazione, scienza: estendere i confini del processo civile telematico

Nicola Lettieri
Ernesto Fabiani

Il contributo evidenzia le enormi potenzialità della informatizzazione della giustizia in considerazione delle nuove tecnologie di analisi dei dati. La digitalizzazione, infatti, può condurre ad un utilizzo del patrimonio informativo generato all’interno del processo civile telematico per scopi che vanno oltre l’efficienza del processo: grazie all’analisi computazionale di sentenze ed atti processuali, si spazia dall’identificazione automatica dei precedenti giurisprudenziali più rilevanti, allo studio dell’evoluzione storica degli ordinamenti e del linguaggio giuridico fino allo svolgimento di indagini di carattere sociologico.

Per la qualità delle conoscenze giuridiche, tra nostalgia e tutela dei diritti

Massimo Fabiani

Il breve saggio vuole affrontare un tema delicato quale è quello del rapporto fra informazioni e conoscenze nel campo delle scienze giuridiche e come, di riflesso, l’abbandono delle conoscenze quale riflesso dell’esaltazione del web possa porre a rischio un corretto esercizio della giurisdizione e, al fondo, minare la tutela dei diritti.

La giurisprudenza e i canoni ermeneutici dell’esistenza

Vincenzo Ferrari

La giurisprudenza come fonte del diritto, attraverso l’esercizio della nomofilachia e lo sviluppo del diritto vivente, si pone al centro della riflessione compiuta dall’autore, il quale ne ravvisa il ruolo di privilegiato osservatorio ermeneutico della complessità esistenziale per una migliore comprensione dei fenomeni giuridici.

L’ufficio giudiziario fisiologico

Sebastiano L. Gentile

L’efficienza della giurisdizione civile e il suo ruolo non più di attesa ma attivo. Le tecniche di autorganizzazione per il controllo e la gestione dei processi entro i termini di ragionevole durata. Il coordinamento e l’interscambio tra i magistrati della sezione. I provvedimenti presidenziali organizzativi contenenti i risultati ermeneutici condivisi. L’assetto fisiologico dell’ufficio misurabile mediante il parametro oggettivo ex lege 89/01. L’esperienza della Sezione Lavoro del Tribunale di Taranto.

I magistrati con compiti di assistente di studio presso l’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di cassazione

Gianluca Grasso

Il contributo affronta il tema dei magistrati con compiti di assistente di studio presso Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di cassazione. La figura dell’assistente di studio è stata introdotta con il cd. decreto del fare al fine di favorire l’eliminazione dell’arretrato presso la Suprema Corte. Il testo esamina i compiti assegnati agli assistenti alla luce della prima applicazione presso le sezioni civili della Corte, mettendo in luce le possibili modifiche normative.

Regole del c.d. processo civile telematico e sistema del codice di rito

Gianpaolo Impagnatiello

L’autore nota come alcune delle criticità derivanti dalla introduzione del processo civile telematico derivino da una distorsione della sua funzione e del suo scopo. È infatti spesso confuso con un sistema autonomo e diverso dal processo civile, con un proprio sistema di regole; ove sarebbe invece opportuno ricondurlo alla sua propria funzione di strumento al servizio del processo civile. Si propongono, dunque, alcune correzioni, nell’ottica di un riallineamento tra principi processuali e regole tecniche.

L’interpretazione della legge ai tempi della decretazione d’urgenza e dei voti di fiducia: la rinnovata centralità del dato storico e comparatistico

Daniela Longo

Il saggio evidenzia le difficoltà interpretative delle recenti novelle del processo civile, causate dall’atecnicismo legislativo, inevitabile conseguenza di una legislazione frettolosa e continua, carente di riflessione e caratterizzata dall’affermazione della prassi parlamentare ‘decretazione d’urgenza-maxiemendamento alla legge di conversione-voto di fiducia sul nuovo articolo unico’. L’imprecisione linguistico-giuridica delle norme di nuovo conio impone all’interprete di discostarsi da una lettura grammaticale o sistematica, per privilegiare una ricostruzione storico-politica della norma, unica in grado di conferire un senso ad espressioni generiche o errate, anche attraverso il raffronto con progetti di legge mai presentati ai due rami del Parlamento o con analoghi istituti d’Oltralpe.

Prospettive ed evoluzione del processo esecutivo in Italia

Giuseppe Miccolis

Nel contributo si ripercorrono le numerose riforme che, seguendo ad un lungo periodo di indifferenza del legislatore, a partire dal 1998 sono intervenute in materia di processo esecutivo, sintetizzandone i contenuti e valutandone la portata. Tra queste, si approfondisce la recente riforma dell’art. 614 bis, che ha generalizzato l’applicazione della norma, mantenendone però, condivisibilmente, esclusi i provvedimenti di condanna al pagamento di somme di denaro. Si auspica un arresto temporaneo di tali frenetici interventi, così da stabilizzare gli effetti delle modifiche apportate e da permetterne agli operatori del diritto un’analisi ed applicazione nel lungo periodo

La domanda d’ingiunzione europea nell’epoca del PCT

Antonio Mondini

Con l’ingiunzione europea di pagamento si è voluto offrire agli operatori economici dell’Unione un mezzo, uniforme e semplice nell’uso, per il rapido recupero dei crediti non contestati. La snellezza del meccanismo si riscontra già per quanto attiene alla forma della domanda, secondo la disciplina dell’art. 7 del reg. (CE) 1896/2006. L’Italia ha tuttavia comunicato alla Commissione di ammettere solo domande in forma cartacea, da consegnarsi brevi manu o da trasmettersi per posta. Nello scritto si rilegge questa limitazione alla luce dell’evolversi della realtà, di fatto e giuridica, interna e dei principi comunitari di effettività e di equivalenza e si conclude che essa possa e debba essere superata in modo da ammettere anche domande in forma elettronica, firmate digitalmente e inviate in allegato ad un messaggio di posta semplice.

Concetti indeterminati nella disciplina della s.r.l.: i finanziamenti anomali

Loredana Nazzicone

La nuova s.r.l., pur nel richiamato intento del legislatore della riforma di accentuare l’autonomia dei soci, è regolata da numerose clausole generali o norme a fattispecie indeterminata, sovente a contenuto economico.

Infatti, si guardi al mercato come luogo artificiale, creato dalle regole e identificabile con il suo statuto giuridico, oppure si affermi che il diritto rincorre il mercato per ordinarlo, il diritto societario, e commerciale in generale, è intriso di nozioni economiche.

Molte di queste entrano nelle norme mediante elementi indeterminati della fattispecie, accomunati alle clausole generali quale “concetti-valvola”, dispositivi tecnici cui l’ordinamento ricorre quando non è in grado di prescegliere, oppure non si rivela utile farlo, la tecnica della fattispecie analitica.

Ai concetti indeterminati è affidato dunque il delicato compito di offrire la soluzione più razionale dei casi concreti; e al giudice di interpretarle ed applicarle.

Il saggio esamina, in particolare, i contenuti indeterminati della fattispecie dei cd. finanziamenti anomali dei soci di s.r.l.

A proposito di una massima imprecisa (con una breve chiosa critica e con qualche osservazione sulla competenza del tribunale delle imprese a conoscere delle controversie sul compenso di amministratori e liquidatori di s.p.a.)

Giuseppe Niccolini

Si prende spunto dalla massima tratta da un’ordinanza della Cassazione (che si reputa imprecisa) per discutere l’affermazione resa nella decisione secondo cui la controversia tra una società di capitali e il suo liquidatore (o il suo amministratore) in ordine alla spettanza del compenso non rientra nella competenza del tribunale delle imprese perché riguarda un rapporto di lavoro parasubordinato o di opera professionale. Si conclude nel senso che, indipendentemente dal fatto che il rapporto tra una società per azioni e il suo liquidatore o il suo amministratore non è né di lavoro parasubordinato né di opera professionale, la controversia sul loro compenso rientra, ai sensi dell’art. 3, 2° comma, del d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168, nella competenza del tribunale delle imprese perché riguarda un ‘rapporto societario’.

L’effettività della tutela in materia di lavoro

Ilaria Pagni

Lo studio affronta l’analisi degli strumenti di tutela giurisdizionale predisposti in materia di lavoro al fine di misurarne l’effettività. Partendo dal presupposto per cui l’effettività del rimedio giurisdizionale ex art. 24 Cost. viene spesso a coincidere con la predisposizione di strumenti di tutela specifica, l’Autrice ripercorre, da un lato, i mutamenti della disciplina processuale e sostanziale applicabile nelle ipotesi di illegittima risoluzione del rapporto di lavoro, a partire dalla legge n. 604/1966 e lo Statuto dei lavoratori fino alle modifiche apportate dalla cd. legge Fornero e dal D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23, evidenziando una progressiva riduzione delle ipotesi di tutela specifica in favore della tutela per equivalente, con quanto consegue in termini di effettività del rimedio; dall’altro lato, vengono ricordati gli strumenti processuali che hanno assicurato una maggiore effettività al credito da lavoro, tra cui le previsioni speciali di provvisoria esecutività di determinati provvedimenti giurisdizionali, misure coercitive specificamente previste nonché il centrale utilizzo del provvedimento d’urgenza quale strumento di impulso alla rapidità della tutela.

Ai confini delle liti da medical malpractice nell’esperienza statunitense. Fughe in avanti dei legislatori e argini (tardivamente?) eretti dalle Corti.

Alesandro Palmieri

Negli Stati Uniti, le preoccupazioni connesse al dilagare delle azioni risarcitorie contro i sanitari e le strutture dove operano hanno indotto vari legislatori statali a introdurre regimi derogatori, più favorevole per i convenuti. Nelle pieghe di tali regimi si sono create sacche di impunità, ridimensionate da recenti pronunce che, nel Texas e nell’Alabama, hanno ripristinato le regole ordinarie in relazione alle cadute nelle aree ospedaliere e alle molestie sessuali in danno dei pazienti.

La struttura delle decisioni dei giudici costituzionali: un confronto fra la tradizione di civil law e quella di common law

Paolo Passaglia

 

La struttura delle decisioni dei giudici costituzionali è fortemente influenzata dall’appartenenza di un ordinamento alla tradizione di civil law o di common law.

La corrispondente alternativa tra la matrice unitaria della decisione collegiale e la seriatim opinion conosce, tuttavia, alcune deroghe, la più significativa delle quali è probabilmente data dall’introduzione delle opinioni concorrenti e dissenzienti in molte corti costituzionali dei sistemi di civil law.

La ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare

Giorgio Giuseppe Poli

Lo scritto contiene un’analisi complessiva dell’istituto della ricerca telematica dei beni da pignorare, introdotto di recente, nel nostro ordinamento processuale, all’art. 492 bis c.p.c., per effetto del d.l. 132/2014 (conv. con modif. nella l. 162/2014) e già oggetto di un primo restyling ad opera del d.l. 83/2015 (conv. con modif. nella l. 132/2015).

Premesso l’esame dell’impatto della novella sul sistema di tutela del credito ed il suo inquadramento sistematico nel codice di rito, l’indagine si sofferma sulle modalità di presentazione dell’istanza da parte del creditore, sui contenuti dell’autorizzazione giudiziale nonché sulle rispettive caratteristiche dell’accesso telematico tramite ufficiale giudiziario e dell’accesso consentito ai creditori tramite i gestori.

Autonomo spazio è dedicato alla disanima della concreta operatività della riforma, tuttora ostacolata dal mancato funzionamento, in molti uffici giudiziari, delle strutture tecnologiche atte a consentire l’accesso in forma telematica alle banche dati pubbliche.

L’Ufficio studi, massimario e formazione della giustizia amministrativa

Vito Poli

Lo scritto analizza le funzioni attribuite all’Ufficio studi, massimario e formazione della giustizia amministrativa. In particolare sono considerati lo scopo, di miglioramento delle attribuzioni della giustizia amministrativa, la ratio istitutiva, consistente nel diritto del magistrato alla formazione, e le modalità, di piena autonomia, in cui l’Ufficio opera.

La degiurisdizionalizzazione del ‘non contenzioso’ familiare: l’impatto sulle prassi e la promozione del fenomeno anche per le unioni civili

Barbara Poliseno

Nonostante il significativo riscontro registrato nelle prime prassi applicative, la procedura di negoziazione assistita dagli avvocati per le soluzioni consensuali di separazione e divorzio rimane uno strumento che, in termini di deflazione del carico di lavoro, costituisce un’alternativa possibile  soltanto per  quella parte  “non contenziosa” della giustizia civile familiare. Sennonché, la proposta di legge diretta a prevedere l’applicabilità dell’art. 6 l. 162/2014 anche  per lo scioglimento “consensuale” delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, induce l’interprete a meditare ancora sulla opportunità di ricorrere a tali tecniche di tutela anche per le soluzioni consensuali delle convivenze eterosessuali more uxorio, e ciò al fine di regolamentare formalmente l’affidamento e il mantenimento dei figli minori o bisognosi di protezione.

Brevi note in tema di regole e principi

Andrea Proto Pisani

Lo studio affronta la distinzione tra regole e principi, rilevando che le prime sono deducibili dai testi di legge mediante interpretazione, mentre i principi sono spesso valori che non si riferiscono a fattispecie determinanti, individuati tramite giudizi fondati sulla retorica. L’Autore conclude per la rilevanza del ruolo della Corte di Cassazione di garantire l’interpretazione uniforme.

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in funzione nomofilattica: il caso dello scorrimento delle graduatorie concorsuali

Giancarlo Ricci

L’articolo prende spunto dalla sentenza 28 luglio 2011, n. 14, con cui l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, ha esposto, in funzione nomofilattica, i principi di diritto che governano l’incerto rapporto fra scorrimento, da parte della p.a., di graduatoria concorsuale ancora efficace e indizione di nuovo concorso. Scopo del contributo è di ricostruire le dinamiche applicative delle coordinate esegetiche fornite dal Supremo collegio, avendo riguardo ai più recenti sviluppi della giurisprudenza dei T.a.r. e del Consiglio di Stato.

Giudice e legislatore nella tutela dei diritti

Roberto Romboli

 

Lo scritto analizza il problema della identificazione e della tutela dei diritti fondamentali, interrogandosi circa l’apporto dato ed i rapporti che vengono ad instaurarsi tra il legislatore ed il giudice. In particolare vengono sottolineati l’espandersi e la valorizzazione del diritto giurisprudenziale ed esaminato il tema della natura creativa dell’attività giurisprudenziale, dei suoi limiti e della sua legittimazione nello stato democratico costituzionale.

Lo studio del precedente giudiziario e la funzione delle riviste giuridiche

Renato Rordorf

Una tradizionale distinzione tra gli ordinamenti di civil law e common law risiede nel valore del precedente. Negli ordinamenti di civil law, infatti, vige il principio per cui la giurisprudenza non è fonte di diritto. Anche se il precedente non ha la forza di regola iuris, al pari del giudicato, la netta distinzione si affievolisce ove si consideri che l’utilizzo sempre più marcato da parte del legislatore di clausole generali impone una funzione creativa della giurisprudenza, che l’ordinamento inizia a considerare rilevante, anche se non vincolante.

Note sulla c.d. ‘degiurisdizionalizzazione’ (una proposta di modifica dell’art. 102, 2° comma, Cost. per deflazionare il contenzioso civile)

Giuliano Scarsellli

Lo scritto affronta il tema della cd. degiurisdizionalizzazione, cui il legislatore contemporaneo fa frequentemente ricorso per migliorare l’efficienza e la ragionevole durata dei processi civili. L’Autore affronta le questioni di legittimità della cd. degiurisdizionalizzazione rispetto all’art. 102 della Costituzione, secondo cui la funzione giurisdizionale è esercitata dai magistrati ordinari.

«Il Foro italiano» nella società dell’informazione

Onofrio Fanelli
Roberto Pardolesi
Michele Scialoja

Gli Autori ripercorrono la storia del Foro italiano dalla sua fondazione nel 1876 da parte di Enrico Scialoja, ai giorni nostri. La storia del Foro è stata caratterizzata da un costante miglioramento per rendere lo strumento adeguato alla “società dell’informazione”, e fornire una banca dati che renda del giurista con immediata e rapida, ma anche sistematica e selettiva

Interpretazione e clausole generali

Enrico Scoditti

La clausola generale costituisce un ideale di norma mediante cui identificare la norma concreta di diritto. A quest’ultima vanno ricondotti i casi che presentano comuni elementi di fatto. La norma individuale non è posta, ma è solo accertata dal giudice, perché disciplina la condotta dei consociati prima dell’accertamento giudiziario. In materia di clausole generali viene meno la tradizionale distinzione fra giudizio di fatto e giudizio di diritto perché il fatto costituisce l’elemento materiale della norma concreta di diritto.

Gestione della società per azioni e ruolo dell’organo assembleare

Massimiliano Silvetti

Nell’ambito del grande tema relativo al potere di gestione della società per azioni, si offrono alcuni spunti utili alla verifica della sussistenza di una parte di quel potere in capo all’organo assembleare. Nonostante le principali previsioni codicistiche (artt. 2380-bis e 2364, 1° comma, n. 5, c.c.) sembrino relegare l’assemblea in posizione sostanzialmente aliena rispetto alla gestione della società, vi sono altre norme che continuano pur sempre a riservare all’assemblea poteri gestori talvolta significativi (definibili quali veri e propri “ritagli di competenze”). D’altra parte, dottrina e giurisprudenza hanno costantemente individuato – e tuttora individuano – ulteriori “spazi” riservati alla competenza assembleare, il cui terreno d’azione e le cui facoltà rispetto alla gestione della società potrebbero risultare, pertanto – anche a seconda delle dimensioni della società – persino più ampi di quanto il dettato legislativo suggerisca.

Il danno tanatologico e la ricerca del vero precedente. A proposito di una risalente pronuncia della Cassazione del Regno

Roberto Simone

Il tema del danno tanatologico su cui di recente sono intervenute le Sezioni unite trova la sua radice in una risalente pronuncia del 1925, in base alla quale non è possibile attribuire ai sopravvissuti per titolo ereditario quello che non spettava al de cuius prima di morire. Sta di fatto che il principio di diritto all’epoca fu enunciato con riferimento alle pretese di natura patrimoniale azionate dai sopravvissuti e, quindi, non ha alcuna attinenza con l’odierno problema del risarcimento del danno non patrimoniale della vita, che può trovare una più articolata risposta nell’ambito della riscoperta della duplice funzione compensativa e deterrente della responsabilità civile.

Esecuzione delle pronunce CEDU e ‘riapertura’ del procedimento e del processo amministrativo: verso una nuova ipotesi di revocazione?

Hadrian Simonetti

Lo scritto, che costituisce una versione riveduta e corretta dell’intervento svolto all’Incontro tra i Consigli di Stato italiano e francese tenutosi a Roma il 9 ottobre 2015, muove dall’inquadramento generale del sistema di esecuzione delle pronunce CEDU e dall’accentuarsi, nel corso del tempo, delle forme di restitutio in integrum; per poi esaminare quali conseguenze specifiche questa linea di tendenza generale possa determinare sia sui poteri di autotutela delle pubbliche amministrazioni che all’interno del giudizio amministrativo. In tale secondo ambito è al vaglio della Corte costituzionale la possibilità di introdurre, attraverso una sentenza di tipo additivo sull’esempio della n. 113/2011, una nuova ipotesi di revocazione del giudicato amministrativo, laddove in contrasto con una pronuncia CEDU.

La vendita forzata immobiliare riformata dal decreto legge n. 83 del 2015

Maria Laura Spada

Il presente contributo analizza le recenti e numerose modifiche apportate nell’ambito della vendita forzata immobiliare dal d.l. 83/2015 convertito con modificazioni dalla legge n. 132/2015.

L’eccesso di potere fra diritto amministrativo e tutela giurisdizionale

Aldo Travi

L’autore pone in evidenza la stretta relazione fra la nozione di eccesso di potere e la disciplina processuale, e rileva come siano in atto vari tentativi per rendere meno efficace la tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, proprio riducendo le garanzie nei confronti dell’eccesso di potere.

La Corte di Cassazione e la violazione e falsa applicazione dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro

Giuseppe Trisorio Liuzzi

L’Autore affronta la questione del giudizio di cassazione sulla violazione e falsa applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro. In passato i contratti collettivi di lavoro erano considerati alla stregua degli altri contratti fra privati, e l’intepretazione della volontà dei contraenti era compito del giudice di merito. Nel 1998 per la prima volta viene introdotto il ricorso in cassazione per l’interpretazione dei contratti collettivi di lavoro, poi ampliato con le modifiche del 2005 e del 2006. L’Autore si sofferma su un recente contrasto interpretativo interno alla Sezione lavoro della Corte di Cassazione.

La PEC nelle procedure concorsuali indette dalla p.a.

Emilio Tucci

Le pubbliche amministrazioni hanno spesso manifestato perplessità in merito alla possibilità di prevedere l’utilizzo della posta elettronica certificata per l’invio delle istanze di partecipazione ai concorsi. La riconosciuta equivalenza tra la PEC e la raccomandata con avviso di ricevimento consente, invero, un suo proficuo impiego nelle procedure concorsuali. Le amministrazioni competenti, fatta salva la possibilità di utilizzare diverse procedure automatizzate per semplificare ulteriormente il procedimento nel rispetto dell’imparzialità, economicità e celerità dell’espletamento, dovranno essere in grado di gestire diverse istanze di partecipazione trasmesse a mezzo PEC riconoscendone i presupposti di validità.

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