A proposito di una massima imprecisa (con una breve chiosa critica e con qualche osservazione sulla competenza del tribunale delle imprese a conoscere delle controversie sul compenso di amministratori e liquidatori di s.p.a.)

Giuseppe Niccolini

Abstract


Si prende spunto dalla massima tratta da un’ordinanza della Cassazione (che si reputa imprecisa) per discutere l’affermazione resa nella decisione secondo cui la controversia tra una società di capitali e il suo liquidatore (o il suo amministratore) in ordine alla spettanza del compenso non rientra nella competenza del tribunale delle imprese perché riguarda un rapporto di lavoro parasubordinato o di opera professionale. Si conclude nel senso che, indipendentemente dal fatto che il rapporto tra una società per azioni e il suo liquidatore o il suo amministratore non è né di lavoro parasubordinato né di opera professionale, la controversia sul loro compenso rientra, ai sensi dell’art. 3, 2° comma, del d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168, nella competenza del tribunale delle imprese perché riguarda un ‘rapporto societario’.


Parole chiave


DOCUMENTAZIONE GIURIDICA; MASSIMA GIURISPRUDENZIALE; PROCEDIMENTI IN MATERIA SOCIETARIA; AMMINISTRATORE; COMPENSO; TRIBUNALE DELLE IMPRESE

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