L’invettiva misogina: dal Corbaccio agli scritti libertini del ’600

Paola Cosentino

Abstract


L’intervento si propone si ricostruire il percorso che, dal dettato violento, cupo e rancoroso del Corbaccio di Boccaccio, giunge a verificare la fortuna dell’invettiva misogina in ambito cinquecentesco, attraverso una serie di esempi in prosa (come, ad esempio, l’aggressiva lettera posta all’inizio del volume delle Lettere di diversi autori, raccolte per Venturin Ruffinelli, Mantova, 1547) e in poesia (in special modo guardando alla tradizione delle satire, esemplate sul modello di Giovenale e spesso legate al tema del “prender moglie”). L’excursus individuerà poi una serie di casi seicenteschi in cui è presente il motivo della tirata antifemminista, soprattutto rintracciabile all’interno della produzione romanzesca e novellistica dell’Accademia degli Incogniti.


Parole chiave


Corbaccio; invettiva misogina; Venturin Ruffinelli

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