Da Sterne a Guerrazzi: misure e contesti del furore

Daniela Mangione

Abstract


Francesco Domenico Guerrazzi ha nei propri scritti fatto ampio esercizio delle tonalità invettive. Ormai abile in quest’arte,  in un romanzo del 1863, Il Buco nel muro, prende a modello, per scagliarsi contro gli stampatori, una ironica, celebre maledizione del Tristram Shandy sterniano, istituendo così, a cento anni di distanza, un singolare ponte fra le due invettive. Nell’interrogarsi sul senso della scelta guerrazziana,  si riflette sul perché le invettive di Guerrazzi non solo non siano state sottoposte ad analisi e studio, ma siano state, in certo senso, considerate con imbarazzo - lo stesso imbarazzo con il quale sono stati accantonati i suoi romanzi risorgimentali che pure tanti lettori, e di classi diverse, avevano interessato e mosso. Il contributo riflette così sulla necessità, della nostra critica o del nostro canone, di rimuovere la vena polemica e le tonalità irose di un autore che è stato così prolifico e centrale nell'Ottocento italiano".


Parole chiave


Guerrazzi; Sterne; Tristram Shandy; Risorgimento; Canone

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