Il senso del moderno nella città americana

Giorgio Piccinato

Abstract


La città americana è sempre stata il luogo dove i sogni della città europea hanno trovato il modo di realizzarsi in misura spesso molto maggiore di quanto non sia stato possibile nella terra madre. E stato così nell’Ottocento, quando la prima modernizzazione, arrivata con l’indipendenza, si esprimeva con le architetture industriali provenienti dall’Inghilterra e quelle istituzionali dalla Francia. Il caso più clamoroso è indubbiamente quello della diffusione dell’architettura moderna, nata in Europa come figlia della crisi seguita alla prima guerra mondiale, ed esplosa nelle Americhe dopo gli anni trenta del XX secolo. Ciò è avvenuto attraverso l’accettazione collettiva di uno stile che in Europa non è mai diventato realmente popolare. Nelle Americhe l’architettura nata dal Movimento moderno ha potuto dispiegarsi in quantità e qualità altrove ignote. Forse per la mancanza di una tradizione locale di peso, più attendibilmente per un’accettazione entusiasta della innovazione. Il saggio attraversa dunque alcuni esempi di progettazione modernista nelle Americhe, studiando il modo in cui si integra e si relaziona con il tessuto urbano già esistente.


Parole chiave


Stati Uniti; America del Sud; Europa; modernismo; urbanistica

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