Benjamin, donne moderne e cinema hollywoodiano

Veronica Pravadelli

Abstract


Negli ultimi vent’anni, soprattutto nel contesto americano, le teorie di Walter Benjamin hanno costituito un elemento fondamentale nello sviluppo degli studi di cinema in relazione alla modernità. Particolare rilievo ha avuto la nozione benjaminiana di shock, ovvero la peculiare ricezione che il film, in virtù del suo dispositivo, attiva nello spettatore. Poco peso è stato dato, invece, alle teorie di Benjamin sulla femminilità. Questo intervento si propone di fondere queste due linee di ricerca del filosofo tedesco, per analizzare il cinema americano tra fine anni ’20 e inizio anni ’30. In particolare, il saggio andrà a scandagliare quello che è divenuto uno snodo fondamentale della riflessione sulla formazione del soggetto moderno, ovvero il rapporto fra femminilità e rappresentazione cinematografica. In questa prospettiva ci si concentrerà sulla messa in scena della working girl in alcuni film particolarmente significativi come per esempio Baby Face (1933).


Parole chiave


Cinema americano, Walter Benjamin, donna moderna, estetica del cinema, immaginario

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