Gli dei figli degli uomini: l’impostura della religione secondo i libertini

Anna Lisa Schino

Abstract


I libertini eruditi del XVII secolo, pensatori, scrittori, studiosi assai eterogenei e con esiti molto diversi tra loro, sono accumunati da due caratteristiche: una profonda irreligiosità e uno stile obliquo di scrittura. Essi riflettono su come nascono le religioni e con quali subdoli meccanismi alcuni uomini, avidi di potere, sfruttano la naturale debolezza e la credulità dei loro simili. La riflessione libertina sulla religione si presenta innanzi tutto come esame dei meccanismi di persuasione e di formazione delle credenze;  meccanismi  fortemente influenzati da processi passionali e dalla credulità prodotta dall’ignoranza, che costituiscono quindi il fondamento primo di ogni religione. In secondo luogo i libertini analizzano come la religione sia stata utilizzata da parte di abili «legislatori» che hanno ingannato gli uomini per fondare su solide basi nuove società e nuovi imperi. “Instrumentum regni” .


Parole chiave


Libertini eruditi; Religioni; Passioni; Credulità; Impostura

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