Tra desiderio e cura: il diritto delle donne alla passione

Elena Pulcini

Abstract


Che cosa abbiamo in comune, noi donne emancipate del mondo contemporaneo con la Sophie e la Julie rousseauiane? All’immagine della moglie-madre, dipendente dal maschile e totalmente dedita alla cura dell’altro, si contrappone oggi quella di un soggetto fiero della propria autonomia e finalmente autorizzato a prendersi cura di sé, dei propri desideri e aspettative, capace di perseguire con determinazione il proprio progetto di vita. Eppure molte ombre si addensano ancora sul percorso emancipativo delle donne, ombre che Rousseau, attraverso le sue ambiguità, ci consente di illuminare rivelandoci, sia pure indirettamente, una verità inquietante che persiste tuttora: il fatto cioè che a un’emancipazione giuridica, professionale e pubblica non corrisponde pienamente quella che vorrei definire ‘un’emancipazione emotiva’.

L’interiorizzazione della dipendenza permane, con la forza di un vero e proprio archetipo moderno, nella sfera dei sentimenti e delle relazioni affettive, a dispetto di incontestabili traguardi nella sfera materiale e sociale.


Parole chiave


Educazione; Rousseau; SferaPubblica/privata; Cura di sé/cura dell’altro; Emancipazione femminile

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