Wittgenstein e Bourdieu: dalla nozione di ‘regola’ alla concettualizzazione dell’‘habitus’

Giulia A.R. Visintini

Abstract


Il testo ripercorre la genesi del concetto di ‘habitus’ elaborato dal filosofo, etnologo e sociologo francese Pierre Bourdieu, nella sua stretta correlazione con la nozione di ‘regola’ rintracciabile nelle Ricerche filosofiche (1953) del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, cui Bourdieu esplicitamente si ispira. L’intento è quello di far emergere la continuità tra le due nozioni conducendone un’analisi che proceda a partire dagli stessi nuclei tematici. Viene fatto particolare riferimento ai testi bourdieusiani Per una teoria della pratica (1972) e Il senso pratico (1980), in cui l’habitus viene sistematicamente concettualizzato e impiegato per giungere a una ‘conoscenza prassiologica’. Si tratta di un approccio epistemologico grazie al quale superare la dicotomia tra soggettivismo e oggettivismo nell’analisi delle pratiche sociali e in particolare delle uniformità (di percezioni, valutazioni, attitudini, atteggiamenti, aspirazioni, preferenze, azioni, scelte) riscontrate all’interno di gruppi omogenei (per classe, genere, etnia, livello d’istruzione).


Parole chiave


Bourdieu; Wittgenstein; Habitus; Ruolo; Immanenza

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