Il contributo della giurisprudenza del Tribunale penale per la ex Iugoslavia all’interpretazione della nozione di genocidio, in particolare alla luce dei casi Karadžić e Mladić.

Flavia Lattanzi

Abstract


Il 24 marzo 2016 e il 22 novembre 2017 sono state rispettivamente rese in prima istanza le due sentenze nei casi Karadžić, ex-Presidente della Repubblica serba di B-E e Mladić, Capo di stato maggiore dell’esercito della Repubblica al tempo dei crimini allegati nell’atto di accusa. Entrambi gli accusati sono stati condannati per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi per tutto il territorio della B-E e per il genocidio commesso nell’area di Srebrenica, enclave sotto protezione delle Nazioni Unite (c.d. safe areas). L’Autrice svolge un’analisi della sentenza Karadžić, con qualche accenno a - e comparazione con - la sentenza Mladić. Il suo intento è quello di mostrare come il Tribunale penale per la ex Iugoslavia abbia, con queste sentenze, dato un contributo decisivo a chiarire la nozione di distruzione totale o parziale di un gruppo come tale quale elemento costitutivo del genocidio.


Parole chiave


- Giustizia penale internazionale; - Crimini di diritto internazionale; - Genocidio

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