Il finanziamento delle attività culturali in un sistema sociale ‘tripartito’

Pier Luigi Belvisi

Abstract


Gran parte delle attività culturali non è dotata di autonomia finanziaria, con i ricavi da vendita del servizio che coprono solo una quota, spesso modesta, dei costi di produzione. Ciò rende necessario un apporto finanziario esterno strutturale e permanente nella forma di sussidi pubblici, donazioni, ecc. La teoria economia individua una serie di motivazioni per il finanziamento del settore culturale, e analizza i vari strumenti e sistemi istituzionali utilizzati per attuarlo. Una questione rilevante è quella dell’allocazione dei fondi tra attività e istituzioni culturali diverse, e l’espressione delle preferenze riguardo a tale allocazione.

Lo schema del sistema sociale tripartito, più volte ripreso nei suoi scritti da T. Padoa-Schioppa, può fornire utili indicazioni sia riguardo alle motivazioni del finanziamento delle attività culturali che alle forme che esso può assumere. Tale approccio individua nel sistema sociale tre sfere di attività tra loro autonome e interdipendenti (giuridico-politica, economica e culturale). In base a questa analisi,  la sfera culturale fornisce agli altri due settori input rilevanti, che rendono necessario, e non opzionale, il suo finanziamento. Riguardo alle forme di finanziamento, emerge l’opportunità che il settore culturale sviluppi al suo interno la capacità di orientare l’allocazione di fondi e risorse tra le sue diverse attività e istituzioni. Ciò anche a favore delle nuove iniziative culturali e degli artisti emergenti.


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