Gli stranieri a Roma in un fondo dell’Archivio Storico Capitolino (1507-1527)

Andreas Rehberg

Abstract


Il 1507 fu un anno molto importante per la storia del notariato romano, in quanto papa Giulio II Della Rovere con la bolla Sicut prudens realizzò – dopo un primo tentativo fallito nel 1483 sotto suo zio Sisto IV – il Collegio degli scrittori dell’Archivio della Curia romana. Con i suoi 101 uffici esso aveva il compito di tutelare coloro che affluivano alla Curia Romana e i Curiam Romanam sequentes e di evitare la dispersione dei registri di imbreviature notarili. Per vie complesse gli atti di questo Collegio sono confluiti principalmente nell'Archivio Storico Capitolino nella Sezione LXVI dell'Archivio Urbano consistente di 117 volumi. Essi non contengono i protocolli di singoli notai ma solo le copie degli atti rogati dai notai stranieri vidimate dagli scriptores e correctores del Collegio creato da Giulio II. Fornendo una vasta casistica, il contributo traccia tre piste di ricerca percorribili attraverso questo materiale: analizzare cioè le varie tipologie di immigrazione, le forme e gli strumenti dell’integrazione e del mantenimento della propria identità da parte degli stranieri, il ruolo infine dei loro testamenti. 


Parole chiave


Migrazioni, Atti notarili, Stranieri, Identità culturale e religiosa

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