Le fonti giuridiche e lo studio della presenza islamica nello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo)

Roberto Benedetti

Abstract


I numerosi studi condotti fino ad oggi sul tema della schiavitù all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di età moderna hanno portato all’attenzione della comunità scientifica l’evidenza documentale della presenza sul lungo periodo di una minoranza composta da schiavi islamici che, pur non passando attraverso la conversione al cristianesimo e pur mantenendo la propria identità religiosa d’origine, costituiscono parte integrante di una complessa rete sociale ed economica. Ciò che è rimasto scoperto è, invece, lo studio dell’approccio istituzionale al fenomeno. Come era regolamentata la vita dei musulmani all’interno dei confini dello Stato del papa? Quali magistrature avevano la giurisdizione su di loro e in quali modalità la esercitavano? La seconda parte di questa comunicazione intende quindi presentare i primi risultati di una ricerca condotta sulle fonti normative prodotte dalle varie autorità centrali e periferiche dello Stato, in merito alla regolamentazione di una parte certamente esigua della popolazione ma estremamente significativa sul piano simbolico e teologico.


Parole chiave


Schiavitù, Roma, Islam, Conversione, Servi

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