Il ‘peccato politico’ di Vittorio Emanuele Orlando

Diego Quaglioni

Abstract


Vittorio Emanuele Orlando (1860-1952) fu protagonista della vita politica e intellettuale dell’Italia liberale, e fu riconosciuto come il principale esponente della scuola giuridica italiana di diritto pubblico. Capo del governo alla fine della prima guerra mondale, Orlando si mostrò ambiguo agli inizi dell’ascesa al potere del fascismo fino ad apparire come un fiancheggiatore di Mussolini, passando decisamente all’opposizione solo dopo il delitto Matteotti.  Una biografia di Orlando che sia capace di porre in relazione il suo pensiero giuridico e i suoi orientamenti politici, la sua vicenda accademica e la sua vicenda politico-parlamentare e di uomo di governo, manca ancora. Occorre rivedere in sede critica un’immagine di Orlando che si è imposta fino a divenire un luogo comune: quella di un Orlando “bifronte”, giurista e politico, oscillante, con un misto di tatticismo e di spregiudicatezza che alla fine si rivelò impotente ad ingabbiare le forze suscitate dalla crisi politica e parlamentare dei primi anni 20, maturata in seno alle varie e contrapposte tendenze del liberalismo italiano.

Parole chiave


Vittorio Emanuele Orlando; Prima guerra mondiale; Scuola giuridica italiana di diritto pubblico; Fascismo; Benito Mussolini

Full Text

PDF

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.