Apologie

Redazione Krypton

Abstract


Per il tema del primo numero, la scelta è ricaduta sul concetto di apologia, con l’intenzione di indagarne, con diversi approcci e prospettive, le possibili forme e declinazioni (di qui la scelta del plurale Apologie), nella consapevolezza che, dalla filosofia classica greca agli scritti dei Padri della Chiesa, dalle diatribe medioevali e rinascimentali fino al declino dell’Ancien Régime, dai tempi moderni fino alle produzioni scritte o ad artefatti dell’estremo contemporaneo, difendere, legittimare, giustificare significa andare alla ricerca di argomentazioni convincenti e persuasive (la persuasione degli animi è parte fondante dell’apologia) e strutturare le stesse sulla scorta delle regole della retorica classica o di nuovi dispositivi, ma anche individuare avversari ideali che finiscono per costituire una ineliminabile presenza di retroguardia; l’apologia si può infatti definire come esposizione giustificativa della verità e celebrazione, come prodotto atto a persuadere ma anche, contestualmente, come esclusione dell’errore opposto. Senza considerare che lo strumento linguistico non è l’unico possibile: un peso rilevante, in una accezione larga di apologetica e di apologia, deve essere attribuito al mezzo iconografico; basti pensare a tutti quei cicli pittorici e scultorei che, direttamente o indirettamente riferibili alla volontà di un regnante, hanno dato forma visiva e plastica al potere e a ciò che si voleva dimostrare essere il suo legittimo esercizio, senza dimenticare del resto le nuove forme iconiche (video, film) celebrative di un potere istituito o occulto. Difesa e attacco, legittimazione e delegittimazione, rappresentano un atto unico, due facce della medesima medaglia, in grado di dirci molte cose circa il modo di concepire e di rappresentare persone e poteri.

Full Text

PDF

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.