The destruction of cultural properties as a war crime: some critical remarks on the ICC’s Al Mahdi case

Viviana Sachetti

Abstract


Il 27 settembre 2016, la Trial Chamber VIII della Corte penale internazionale (CPI) ha condannato Al Mahdi per aver violato l'articolo 8 (2) (e) (iv) dello Statuto ICC, che considera un crimine di guerra un attacco tenuto in il contesto di un conflitto armato non internazionale quando diretto verso edifici dedicati alla religione, all'educazione e all'arte.

È probabile che il caso Al Mahdi costituisca un'importante sentenza della CPI che permetterà di identificare più chiaramente come crimine di guerra la distruzione di quegli edifici che sono inclusi nell'elenco dei siti protetti dall'UNESCO.

La sentenza, tuttavia, non manca di suscitare alcune perplessità, soprattutto per quanto riguarda la valutazione complessiva espressa dalla Corte in relazione al comportamento collaborativo adottato da Al Mahdi durante il processo.


Parole chiave


Al-Mahdi; Al-Mahdi; UNESCO; Criminal; Cultural; Penale; Culturale;

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