Note sull’iconografia della statua della ‘Velata’

Giuliana Calcani

Abstract


La statua funeraria femminile denominata la ‘Velata’ fin dal momento della sua scoperta, avvenuta nella II Frazione del Palombaro Maruffi il 17 novembre 1925, è stata trasferita nel Museo Nazionale Romano dal 23 novembre dello stesso anno. Valorizzata prima come statua ritratto e collocata poi nel corridoio di passaggio verso il grande chiostro di Michelangelo, è oggi esposta nel chiostro piccolo dello stesso Museo nelle Terme di Diocleziano. Oggi viene classificata come semplice statua funeraria femminile, ma l’iconografia particolare e la raffinata lavorazione impedisce di annoverare la ‘Velata’ nel generico repertorio funerario in uso nella media età imperiale. Nelle immagini che traducono il mito di Alcesti per la committenza romana si trova invece il nesso che restituisce il senso all’opera. È probabile che questa, come altre produzioni del periodo antoniniano ispirate nella forma e nei contenuti al periodo classico ateniese, dipendano dalle celebrazioni messe in atto da Erode Attico per la commemorazione della moglie, Annia Regilla.


Parole chiave


statua funeraria femminile - Museo Nazionale Romano - rinascimento greco - arte romana – Alcesti

Full Text

PDF

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.