Raccontare e figurarsi: l’inizio di un’avventura e il problema dell’esperienza. Hegel e Sartre a confronto

Lucrezia Rosano

Abstract


L’obiettivo del mio intervento è di mettere in relazione il concetto di Erfahrung nella Phänomenologie des Geistes con quello di aventure ne La nausée, per mostrare come Hegel e Sartre, con un’operazione fenomenologica simile, facciano emergere un concetto di inerte decisamente controverso, attraverso un’indagine che si insinui nell’intimo della soggettività e nella struttura stessa della temporalità, a partire dall’attività della scrittura. Ho seguito un metodo che facesse dialogare le due prospettive, ed intersecare alcuni punti focali del romanzo della coscienza da un lato, e del romanzo di Antoine Roquentin dall’altro; ho voluto far emergere, geneticamente, il concetto di vita raccontata nella scrittura filosofica e letteraria. Nel capitolo iniziale ho mostrato come si passi dal primissimo rapporto di presenza al mondo, dove l’esperire coincide con l’essere assorbiti dal flusso vivente, all’emergere dell’ «interesse» verso il mondo, che innesca una rivoluzione interna al soggetto. L’esperienza inerte, passiva, passa in altro, dal movimento verso un fine che l’interesse determina, capovolgendo il significato di «tempo». Nel secondo capitolo evidenzio come emergano i concetti di avventura ed esperienza in sé, e come siano profondamente legati alla natura dell’Io, che io definisco – secondo una lettura congiunta degli autori – un «inerte attivo». Nel terzo capitolo, infine, espongo la tesi sartriana sulla letteratura e la ripenso guardando ad Hegel e al modo in cui esiste quale universale oggettivo  e, quindi, cultura.


Parole chiave


Sartre; Hegel; esperienza; avventura; io

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