La memoria e la rete

Teresa Numerico

Abstract


L’obiettivo di questo articolo è tracciare le linee di una genealogia del concetto di memoria digitale per comprenderne connessioni e differenze con la memoria umana, con la quale condivide il termine. La definizione della memoria digitale comporta delle trasformazioni anche sull’idea stessa di memoria umana. La ricostruzione della storia delle idee nell’informatica da Turing a Licklider ci permetterà di individuare la struttura genealogica che spinse a una identificazione memoria digitale e umana, che non potrebbero essere più diverse.

Sappiamo che la memoria digitale trattiene con precisione tutte le informazioni che vi sono immagazzinate (a meno di malfunzionamento), ma le può ritrovare solo a patto di ricercare precisamente le informazioni prima immagazzinate. La memoria umana invece è per sua natura selettiva, imprecisa e instabile come mostrano molti studi psicologici, ma sostiene gran parte delle attività creative umane, proprio per la serendipità con la quale è capace di associare in modo nuovo i diversi elementi. Nonostante le difformità tra i due concetti si usa la stessa parola, cosa che si ripercuote sull’idea stessa della memoria umana e sul suo presunto funzionamento.

La parte finale dell’articolo si occupa delle grandi aspettative sulla Data science, non solo relativamente alla capacità di conservare delle strutture di cloud computing, ma anche di analizzarli per trovarne correlazioni che potrebbero sostituire il funzionamento dei modelli scientifici. La fiducia nel potere dei dati è uno dei risultati pericolosi dell’identificazione della memoria umana e digitale che si spiega a partire dalla ricostruzione genealogica di una presunta digitalizzazione della memoria.


Parole chiave


memoria digitale; Big Data; Turing; Licklider; intelligenza artificiale; epistemologia critica

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