Il significato di ‘uso’. Note a Essere e tempo, §§ 15-18

Lorenzo Pizzichemi

Abstract


In questo saggio si intendono vagliare due ipotesi. La prima: che il significato consista in un’attività d’uso. La seconda: che le preposizioni siano il corrispettivo significante di quell’attività d’uso che rende qualcosa come il significato linguistico anzitutto possibile. In Essere e tempo Martin Heidegger provvede a fornire una fondazione ‘ontologica’ a entrambe le ipotesi, caratterizzando logicamente l’attività d’uso in maniera preposizionale. A partire da Heidegger, si avanzano allora alcune tesi circa la natura e la funzione delle preposizioni. Sulla scorta delle osservazioni di Paolo Virno sulla negazione linguistica, si sostiene che le preposizioni sono «utensili trascendentali». Esse, infatti, sono sì utensili concreti della prassi linguistica, ma, al contempo, danno realtà empirica alle condizioni di possibilità che giacciono a fondamento di ogni prassi linguistica. Scopo di questo saggio, infine, è suggerire un ripensamento delle teorie di Heidegger su ‘uso’ e ‘significato’.


Parole chiave


uso, preposizioni, significato di ‘significato’, negazione, Martin Heidegger, Essere e tempo

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