«Gumanitarnyj Fond» e la poesia di Bonifacij (G. Lukomnikov): innovazione (anti) estetica tra URSS e Russia

Massimo Maurizio

Abstract


Nel contesto della cultura tardo-sovietica la rivista «Gumanitarnyj Fond» – accanto alla lettone «Rodnik/Avots» – gioca un ruolo di primo piano per la definizione di un’estetica inedita, figlia ed espressione della disillusione portata dal processo di deideologizzazione in atto nel Paese e alla distruzione generalizzata di quei simulacri che tanta parte ebbero nel pathos protestatario delle correnti precedenti, prima di tutto del concretismo e del concettualismo moscovita. A un’opposizione intellettuale e ragionata, allo status quo viene si sostituisce ora un atteggiamento di aprioristica negazione di qualunque istanza, ivi comprese quelle rinnovatrici. Questo approccio sarà fondamentale per la nascita di visioni estetiche importantissime per il periodo, come quella di G. Lukomnikov (Bonifacij), che rielabora la tradizione underground del periodo precedente alla luce del massimalismo (anti)estetico proprio della fine degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta.


Parole chiave


«Gumanitarnyj Fond»; Bonifacij-Lukomnikov; Post-concettualismo, Letteratura russa contemporanea.

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