Dead or alive? Le frontiere dei servizi bibliotecari nell’era della condivisione: 15 anni della comunità NILDE

Dead or alive? Le frontiere dei servizi bibliotecari nell’era della condivisione: 15 anni della comunità NILDE
Ilaria Brancatisano, Elena De Carolis, Enza Gasbarro, Elisabetta Tamburini (a cura di)
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: ottobre 2017
Pagine: 274
ISBN: 978-88-94885-41-5

Abstract

Nel 2016 NILDE (Network for Interlibrary Document Exchange) ha celebrato i 15 anni di attività, in occasione del Convegno tenutosi dal 19 al 20 maggio a Roma, nell’Aula Magna della Sapienza.

L’evento, organizzato congiuntamente dalle tre principali università pubbliche di Roma Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, e dal CNR, è stato dedicato all’impatto sui servizi bibliotecari dei nuovi modelli di produzione, fruizione, diffusione e condivisione di contenuti scientifici e formativi, sostenuti e incentivati dall’evoluzione delle tecnologie digitali e del web: dall’open access alle piattaforme di e-publishing, dai learning environment ai social network della ricerca (ResearchGate, Academia.edu, Mendeley ecc.), in un contesto normativo italiano ed europeo (quello del copyright) in cui tuttavia gli utenti – gli studiosi e le istituzioni di ricerca – e le biblioteche, rischiano di essere dei soggetti deboli rispetto agli altri attori presenti.

I bibliotecari dovranno sforzarsi di agire come gruppo di pressione verso i decisori politici, per trovare delle strade di soluzione alla crisi della comunicazione scientifica; in questo sforzo NILDE ha tra i suoi punti di forza la vivace e collaborativa comunità delle biblioteche, in continua espansione anche al di là dei confini nazionali, e la formidabile usabilità del software, sviluppato dal team di sviluppo in costante dialogo con i bibliotecari che operano sul campo, rappresentando ormai uno strumento essenziale per il reperimento di documenti nel mondo delle biblioteche.

Contributi

Prefazione

Paola Coppola
Adriana Magarotto
Piera Storari

ERRORE IN IMPOSTAZIONE DEL CONTENUTO

Introduzione

Ilaria Brancatisano
Elena De Carolis
Enza Gasbarro
Elisabetta Tamburini

ERRORE IN IMPOSTAZIONE DEL CONTENUTO

Sailing the stormy sea – interlending and document supply in 2016

Mike McGrath

Dalla fine degli anni '90 l'informazione scientifica ha subito due trasformazioni radicali: il passaggio dall'analogico (stampa) al digitale (elettronico) e l'introduzione dell'accesso aperto, con un notevole impatto sull'accessibilità dei prodotti della ricerca e sui modelli di pricing degli editori.

Questo intervento indicherà come entrambe queste trasformazioni hanno un impatto significativo sul prestito interbibliotecario e come potrebbe evolvere la situazione nei prossimi anni.

Invisible Library

Ari Muhonen

Le collezioni delle biblioteche sono sempre più invisibili agli utenti. Le collezioni cartacee sono tenute in magazzino o alienate per problemi di spazio, destinato sempre più ad area di studio o ad area ricreativa.
Anche le collezioni elettroniche diventano invisibili. I ricercatori si servono di motori di ricerca piuttosto che delle interfacce delle biblioteche per recuperarle. I social network come ResearchGate e Academia.edu permettono di caricare e distribuire i contenuti fra pari, senza bisogno di mediazione.
Le biblioteche devono affrontare grosse sfide: devono saper maggiormente far conoscere i loro servizi e rendersi nuovamente visibili. Anche il prestito interbibliotecario deve ridefinirsi come uno degli strumenti per fornire il materiale a stampa agli utenti, in modo facile ed efficiente.

Condivisione delle opere creative e collaborazione tra biblioteche: quando e in che misura il fine didattico o scientifico prevale sulla proprietà intellettuale?

Giuseppe Mazziotti

Con l'avvento del digitale, l'oggetto principale dell'attività divulgativa delle biblioteche ha conosciuto un processo di inesorabile espansione che dilata il concetto stesso di ‘biblioteca’ fino ad abbracciare luoghi diversi dai tradizionali spazi di archiviazione e consultazione di opere letterarie, scientifiche, musicali, audiovisive, ecc. La biblioteca contemporanea gestisce ormai l'accesso non solo a volumi intesi in senso fisico; gestisce anche, e in misura sempre più significativa, l'accesso a materiali, documenti e informazioni che converte in formato digitale (da formati originariamente analogici) o di cui entra in possesso direttamente in forma immateriale tramite l'accesso a beni e/o servizi quali riviste e libri elettronici, banche dati, ecc. Nello svolgere le proprie attività e nel fornire servizi quali il prestito – anche interbibliotecario – la libera consultazione e la fotocopia, e per riprodurre opere e materiali anche solo per esigenze di semplice archiviazione e uso interno – le biblioteche devono fare i conti con il diritto d'autore – a livello sia nazionale sia transnazionale – e con tutta una serie di limiti e clausole contrattuali che accompagnano la fornitura di servizi di accesso a riviste e altre opere didattiche e/o scientifiche da parte degli editori.

Queste preoccupazioni sussistono ogni qual volta le opere gestite dalla biblioteca non siano cadute nel pubblico dominio o non siano state pubblicate secondo le modalità del c.d. ‘accesso aperto’.

Per ciò che riguarda l'Europa, in particolare, a distanza di quindici anni dall'entrata in vigore della direttiva sul diritto d'autore nella società dell'informazione, non è ancora chiaro se e in che misura le biblioteche possano beneficiare anche nell'ambiente digitale di quelle libertà di utilizzazione che, nel mondo analogico, hanno tradizionalmente fatto prevalere, nell'interesse della collettività, il fine didattico o scientifico sulla logica commerciale della proprietà intellettuale.

La relazione offrirà un quadro analitico delle più importanti eccezioni e limitazioni che, nel diritto d'autore europeo e italiano, riguardano le attività delle biblioteche e, nel prendere atto di importanti sentenze interpretative della Corte di Giustizia dell'Unione europea in questo ambito, cercherà di delineare una serie di possibili riforme al testo della direttiva del 2001 che la Commissione europea ha annunciato, senza entrare nello specifico, nel dicembre 2015.

Copyright e licenze ai tempi dell’e-lending e della scienza aperta: nuove opportunità o nuovi ostacoli per lo scambio interbibliotecario

Rosa Maiello

Il servizio di prestito interbibliotecario e document delivery ha finora consentito alle biblioteche di condividere le proprie raccolte per soddisfare le esigenze degli utenti, e forse rappresenta ancora il principale modello di cooperazione interistituzionale a beneficio del pubblico. Nello stesso tempo, la tecnologia consente di ridurre i tempi e i costi delle procedure rendendo più efficiente il servizio.

Tuttavia, la crescita di due fenomeni opposti, ovvero da un lato la diffusione di licenze di contenuto aperto e dall’altro l'iperregolazione del diritto d'autore e la diffusione dei sistemi di gestione dei diritti digitali, sembra evidenziare la tendenza a forme divergenti di disintermediazione. Emergono infatti nuovi intermediari per la consegna dei contenuti, vale a dire gli editori stessi o altri fornitori di servizi commerciali online, e in prospettiva questo potrebbe rendere il prestito interbibliotecario (ILL) e il Document Delivery (DD) abbastanza marginali.

Per comprendere se è davvero questa la prospettiva a medio termine, o se proprio l’antiteticità delle due tendenze sopra indicate lasci supporre che il lavoro delle biblioteche in questo settore sarà ancora necessario a lungo, è opportuno concentrarsi sull'attuale contesto normativo e sulle sue prospettive, considerando in particolare la legislazione sul copyright nonché le caratteristiche delle licenze d’uso concesse dai titolari.

Condividi Collabora Comunica: CCC – by NILDE

Marco Chiandoni
Rosella Magno

Condividere, collaborare e comunicare sono alla base del Network NILDE nato 15 anni fa a

seguito del progetto BiblioMIME, iniziato nel 1999 e finanziato dal CNR, per favorire lo scambio di documenti tra biblioteche.

Grazie agli enormi progressi tecnologici avvenuti in quel periodo, l'interscambio di documenti e la semplificazione operativa sono peculiarità di un servizio di successo.

Siamo passati infatti dalle richieste di documenti tramite fax o e-mail alla gestione integrata del document delivery e degli utenti, al collegamento con i maggiori cataloghi nazionali (ACNP e SBN), all'integrazione con le banche dati, all'internazionalizzazione del servizio.

NILDE è attenta alla continua innovazione informatica per rispondere adeguatamente alle esigenze sempre più pressanti dei suoi utenti: per questo, lo staff informatico, il CBN (Comitato delle Biblioteche NILDE) e l'intera comunità NILDE proporranno e realizzeranno sempre nuove funzioni e nuovi modi di collaborare.

NILDE Check-up: analisi degli scambi del Network 2011-2015

Silvana Mangiaracina
Elena Bernardini

Il Network è nato e cresciuto grazie alle regole che gli stessi membri si sono date e che annualmente vengono riconfermate col rinnovo dell'adesione. Alla base delle regole vi è l’obiettivo comune di migliorare la qualità del servizio agli utenti attraverso la collaborazione reciproca e la condivisione delle risorse.

La misurazione di alcuni indicatori numerici dimostra che il servizio è cresciuto in questi anni in termini di numero di biblioteche, volume di documenti scambiati, velocità di risposta, sicurezza della modalità di invio elettronico dei documenti. Quest’ultimo aspetto ha ricevuto il riconoscimento da parte degli editori che hanno inserito NILDE come modalità di invio nelle licenze negoziate con gli enti italiani.

Ma oltre ai dati quantitativi è utile conoscere anche ‘cosa’ viene scambiato tra le biblioteche. L'analisi dei dati qualitativi può divenire infatti uno strumento a supporto dei processi decisionali negli enti e nelle biblioteche che collaborano nel Network.

Viene qui presentata l’analisi preliminare degli scambi NILDE del quinquennio 2011-2015. Si cercherà di identificare i mutamenti più rilevanti rispetto alla precedente analisi 2005-2009, in termini di titoli di rivista coinvolti negli scambi, e quale sia il trend di questo servizio a 15 anni dalla sua nascita.

Un salto nell’iperspazio: bibliotecari ai tempi del social research sharing

Marco Chiandoni
Elena Fuschini
Stefano Guarise
Silvana Mangiaracina
Fulvia Merlini
Monica Ortolan
Anna Pinto
Emanuela Secinaro

Il dibattito internazionale sull’utilizzo dei social network scientifici (ResearchGate, Academia.edu, Mendeley, ecc.) e più in generale sulle abitudini di utilizzo di Internet per reperire documenti da parte degli utenti, suggerisce una riflessione anche da parte delle Biblioteche NILDE.

La comunità dei bibliotecari italiani, intesi come parti attive nella fornitura dei documenti, si interroga su questi fenomeni e sull’inevitabile cambiamento del proprio ruolo nel contesto.

L’osservazione dei dati statistici sull’utilizzo di NILDE negli ultimi quattro anni ha evidenziato alcune peculiarità: la differenza di tipologia di biblioteche e relativi utenti si riproduce anche nell’andamento in crescita o in decrescita dell’utilizzo di NILDE. Se per i ricercatori accademici di ambito scientifico la condivisione rapida ed efficace dei risultati della ricerca è un’esigenza primaria, per altre tipologie di utenti potrebbero contare altri fattori.

Per approfondire lo studio è stato predisposto un sondaggio cui gli utenti delle Biblioteche NILDE hanno risposto nel mese di febbraio 2016, allo scopo di rilevare gli strumenti e le modalità utilizzate per reperire il full text di un articolo o di un capitolo di libro.

Questo lavoro si propone, misurati i risultati del sondaggio, di individuare da un lato il reale comportamento degli utenti nel reperimento di articoli, le scelte operative dettate dalle dinamiche della ricerca e le opportunità che sono loro fornite e di indicare dall’altro con quali nuove competenze e capacità dovranno intervenire i bibliotecari nel sistema.

Strategie di sopravvivenza. Biblioteche e open access: dalle tendenze in atto all’evoluzione dei servizi

Marialaura Vignocchi

Archivi aperti istituzionali, repository tematici o disciplinari, open data, social network accademici, riviste gold OA e riviste ibride, proliferare di versioni di uno stesso contenuto, editori ‘buoni e cattivi’, politiche mandatarie: tutto ciò sta cambiando l’assetto della comunicazione scientifica. L’emergere, seppur lento e mai lineare, di nuovi modelli di comunicazione delle conoscenze basati sull’accesso aperto, in rete, di contenuti digitali, mette in crisi prassi consolidate di servizio e costringe a un ripensamento del ruolo delle biblioteche e delle tradizionali pratiche di mediazione e condivisione delle risorse bibliografiche quali il document delivery e il prestito inter-bibliotecario. Partendo dallo stato di avanzamento dell’Open Access e dalle iniziative in corso, la presentazione cercherà di tracciare possibili linee evolutive dei servizi bibliotecari nella convinzione che solo adattandosi al cambiamento si può preservare il patrimonio di valori e funzioni su cui si basa la professione del bibliotecario.

Wikisource, la ‘wikibiblioteca’ collaborativa e multilingue

Luca Martinelli

Wikisource è un progetto della Wikimedia Foundation che ha lo scopo di creare ‘dal basso’ una biblioteca digitale multilingue, che accoglie testi, documenti e libri in forma digitalizzata di ogni tipologia, epoca o argomento. Tutti i testi raccolti, in una qualsiasi delle 285 lingue riconosciute dalla Wikimedia Foundation, sono in pubblico dominio o rilasciati secondo la licenza CC-BY-SA (la stessa licenza utilizzata in Wikipedia).

Nata il 24 novembre 2003, era inizialmente chiamata ‘Project Sourceberg’, in onore al Progetto Gutenberg (progetto capostipite di tutte le biblioteche libere online). Ribattezzata ‘Wikisource’ il 6 dicembre 2003, adotta la sua attuale suddivisione per lingua solo nel giugno del2005, inseguito a una decisione interna della comunità wikimediana. Esistono attualmente 65 versioni linguistiche, fra cui ovviamente quella italiana, che conta oltre 105.000 testi.

Ma come funziona davvero Wikisource? Chi sono questi ‘amanuensi’ del XXI secolo? Come avviene la rilettura dei testi e con quali regole? Cosa succede quando ci sono più versioni dello stesso testo? E soprattutto, come si rapporta Wikisource (e più in generale il complesso mondo della comunità wikimediana) con il mondo delle biblioteche?

Misurare per decidere GARE, uno strumento per la gestione e la valutazione dei periodici elettronici. Anche per il document delivery

Ezio Tarantino
Mario Santanchu00e8

GARE (Gestione amministrativa risorse elettroniche) è un gestionale sviluppato alla Sapienza con il quale vengono registrati tutti gli abbonamenti ai periodici, sia i contratti con i grandi editori stipulati dal Sistema bibliotecario, che quelli accesi dalle biblioteche dipartimentali e di facoltà.

Il progetto è nato dalla necessità di poter disporre di uno strumento con il quale monitorare in modo dettagliato le spese per l’editoria elettronica in modo da poterne individuare il valore (al di là degli strumenti tradizionali come il calcolo degli articoli scaricati o l’impact factor) e di attribuirle, secondo parametri il più possibile oggettivi, alle diverse aree disciplinari (e a tutti i dipartimenti che vi afferiscono).

L’indicatore utilizzato per l’analisi delle collezioni è l’incidenza degli articoli pubblicati da autori della Sapienza all’interno delle varie riviste. Associando l’area disciplinare di un determinato periodico (individuata da diverse fonti: Scopus, Ulrich’s etc.) con il settore scientifico disciplinare dell’autore e il dipartimento cui afferisce, è possibile assegnare ogni rivista ad un dipartimento (operando per analogia nel caso delle riviste per le quali non sono presenti autori della Sapienza).

L’intervento mostra come, utilizzando i report provenienti da NILDE, lo strumento si possa adattare anche ad una valutazione estremamente granulare del document delivery erogato da un’università, sia in termini di distribuzione fra le aree disciplinari che in termini economici.

Nuove progettualità per nuove biblioteche: dai prodotti ai servizi attraverso il design

Vincenzo Cristallo
Ivo Caruso

Dalla Biblioverde al Bookcrossing: Il design utile a un sapere creativo è una ricerca pilota nel campo del Product design e del Service design compresa nell’ambito delle attività culturali promosse dalla biblioteca “L. Quaroni” del dipartimento PDTA (Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura) di Sapienza Università di Roma. Agendo sul binomio design-innovazione, la ricerca ha indagato la possibilità di sviluppare altri modelli per allestire e rifunzionalizzare gli spazi bibliotecari a partire da quelli universitari. Un binomio essenziale per esaminare inconsueti prodotti e prodotti-servizi a confronto con nuove comunità di lettori. Dai temi dei ‘servizi estesi’ a quello delle ‘relazioni con i social’, dall’ambito dell’ ‘usabilità aumentata’ a quello della ‘variazione dei prodotti d’uso’, l’obiettivo della ricerca è stato quello di reinterpretare il valore di ‘luogo dell’ospitalità al sapere’ oltre le tradizionali consultazioni dei testi e offrire a questo intendimento proposte progettuali in grado di riaggiornare l'utilizzo delle biblioteche con inediti oggetti, strumenti e condotte.

Parte integrante di questa attività sperimentale è stato il concorso di design Libera un libro. Bookcrossing in cartone per le biblioteche di cui Biblioverde ha rappresentato un esempio per l’avvio di pratiche partecipate e culturalmente sostenibili. Attraverso la libera e gratuita condivisione di libri che lega la passione per la lettura al bisogno della trasmissione della conoscenza, è nata una famiglia di oggetti in cartone, a libera installazione, realizzati per incentivare comportamenti tali da rendere la biblioteca un luogo dall’ampio contenuto sociale.

Dell’insieme di queste attività di ricerca il saggio che segue tratteggia una sintesi relativa agli aspetti critici che ne hanno presiedute la preparazione teorica e successivamente le attività di progettazione e, in conclusione, si riepilogano le diverse mappe concettuali che hanno fatto scaturire metaprogetti e concept di sistemi-prodotti.

Periodici elettronici in ACNP, a che punto siamo?

Gustavo Filippucci
Maurizio Zani

L’intervento illustra la situazione attuale circa la presenza dei periodici elettronici all’interno del catalogo ACNP, tra immissioni automatiche e massive dei dati relativi ai contratti consortili (attraverso collaborazioni tra ACNP e i livelli centrali di ciascun Sistema bibliotecario di ateneo) e inserimenti effettuati autonomamente da singole biblioteche, indicando quali saranno le future aree di intervento per offrire alla comunità delle biblioteche e dei ricercatori, informazioni bibliografiche sempre più affidabili e autorevoli.

Se 742 vi sembran pochi. L’incremento dell’uso di NILDE in una biblioteca pubblica

Laura Ghisoni

La relazione mira a ricostruire l'esperienza in NILDE della biblioteca comunale di Piacenza Passerini-Landi dal 2003, primo anno di adesione al servizio, ad oggi.

742 sono gli scambi totali effettuati con NILDE nel 2015 e le transazioni appaiono in continuo aumento.

Negli ultimi anni c'è stato un incremento non solo dell'uso di NILDE e delle richieste ILL e DD, ma anche della frequentazione della biblioteca e della fruizione dei suoi servizi in generale: la Passerini-Landi appare come una biblioteca in crescita, ‘alive’ dunque, per riprendere il titolo del Convegno.

Dopo una breve presentazione del contesto in cui si situa la Passerini-Landi, della biblioteca a tre livelli e dei servizi interbibliotecari, verrà ripercorsa, col supporto dei dati statistici, l’attività all’interno della rete NILDE.

Saranno indagate tra l’altro le possibili motivazioni del bilancio positivo di tale attività della Passerini-Landi, in relazione anche alla sua natura di biblioteca pubblica.

Identità federata e biblioteche: binomio ideale per i servizi per la didattica e la ricerca. Buone prassi e casi d’uso

Rosita Ingrosso
Marisol Occioni
Vincenzo Praturlon

Per fornire un migliore servizio alla comunità scientifica di riferimento, alcuni Sistemi bibliotecari hanno sviluppato una collaborazione con IDEM e con il progetto europeo AARC, al fine di rendere più agevole e immediato l'accesso alle risorse elettroniche e migliorarne l'utilizzo.

La stessa identità federata che l'utente, studente o ricercatore, usava già per i servizi di ateneo e per accedere alle e-infrastructure pan-europee della ricerca è stata utilizzata per l'accesso ai servizi bibliotecari, determinando una progressiva riduzione dell'accesso alle risorse elettroniche tramite riconoscimento dell'indirizzo IP.

In questo modo le biblioteche e le e-infrastructure, che condividono lo stesso obiettivo di supporto alla didattica e alla ricerca, integrano i loro servizi fornendone una piena accessibilità in qualsiasi luogo l'utente si trovi.

In questo intervento l'Università Ca' Foscari, l'Università degli studi Roma Tre e l'Università del Salento, riportano le loro esperienze di implementazione ed utilizzo.

Il contributo dell’ICCU per lo sviluppo di politiche e servizi integrati nelle reti per la ricerca

Simonetta Buttu00f2

L'intervento intende illustrare le recenti strategie dell'ICCU per rendere sempre più aperti e riutilizzabili i dati delle biblioteche, in modo da poterli integrare nel web e con le infrastrutture per la ricerca che si stanno realizzando in Italia e all’estero.

A partire dalla politica di apertura di SBN, ora in grado di integrare al suo interno materiali di tipo diverso e differenti programmi, viene affrontato il tema dal punto di vista dei servizi di prestito interbibliotecario che rappresenta attualmente un obiettivo prioritario per l'ICCU.

Un altro passo verso tale obiettivo è stato fatto con la condivisione delle informazioni sui dati anagrafici delle biblioteche censite nell’Anagrafe delle biblioteche italiane pubblicati sotto forma di open data con licenza Creative Commons.

Anche sul Portale CulturaItalia viene gradualmente implementata una sezione specifica dedicata ai Linked Open Data.

In ambito europeo l’ICCU partecipa allo sviluppo di alcune delle più importanti infrastrutture per la conoscenza e la ricerca nel settore del patrimonio culturale e delle Digital Humanities, come DARIAH e PARTHENOS svolgendo un ruolo di primo piano nel coordinamento dei processi di aggregazione dei dati e nell’elaborazione di policies e linee guida per lo sviluppo degli open data e dell’open access, analizzando le problematiche legate al diritto d’autore nel contesto normativo nazionale ed europeo. 

Che ne sarà dei bit? L’esperienza di un narratore digitale

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani ripercorre le proprie tappe di lettore ‘su carta’ fino a diventare un narratore digitale, passando attraverso il racconto della ruolo dello studio e della cultura nella sua storia familiare, delle prime esperienze in biblioteca, dell’incontro fatale con i primi computer come ‘macchine da scrivere’ e concludendo con una riflessione sulla conservazione dei bit, sull’evoluzione della proprietà intellettuale e sul ruolo del bibliotecario, che rispetto alla mole di dati e informazioni disponibili in rete, conosce e ‘sa’ e quindi è in grado di accendere processi di conoscenza nelle persone che incontra.

NILDE Web Services: API e l’integrazione con altri sistemi

Alessandro Tugnoli
Jacopo Anderlini
Silvana Mangiaracina

Lo scopodi questo intervento èdi presentare le nuovefunzionalità del software NILDEeifuturisviluppi checonsentirannoadaltrisistemi di interagire con NILDE attraverso l'utilizzodi API (Application ProgrammingInterfaces). L'implementazionedelleAPIè basatasulloscambio didati tramiteprotocolli standarddicomunicazione (es.: HTTP) e il formato dati diinterscambioè il JSON, ormai moltodiffuso esupportatodatutti i linguaggi diprogrammazione.
NILDE èun sistema per il document delivery chenascenon prevedendo l'accessoesternoai propridati (es.: anagrafica biblioteche,utenti, transazioni DD, statistiche diutilizzo, indicatoridel servizio, ...).Si è decisoquindi per l'aperturadel sistema affinchérispondesse adiverseesigenze: necessità diintegrazione conaltrisistemi (KronosdocGTBib-SOD, ExLibrisALMA ...), possibilità diesportare/renderepubblicamente accessibilialcuni dati del software, sviluppo di nuove applicazioni complementari, come ad esempio,applicazioni perdispositivi mobili.
Le prime APIdefinite sonoquellechepermettonodi ottenere dal sistema ALPE (ArchivioLicenzePeriodici Elettronici), strettamente collegato al software NILDE, le informazionirelative alle licenze;altre API,che sarannopresto sviluppate,sonoquelle relativeall'interfacciamentocon il servizio di document delivery.
La nuovainfrastrutturaeil nuovoframeworkaprono cosìle portediNILDE verso il futuroepermetteranno lo sviluppodi nuovefunzionalitàe applicazioni pur mantenendoevalorizzando quanto già esistente.

Perché non mi mandate il PDF? Il servizio document delivery agli utenti secondo i contratti di licenza concessi dagli editori

Ornella Russo
Silvana Mangiaracina

I contratti di licenza delle risorse elettroniche in abbonamento regolano gli usi, consentiti e non consentiti, che ciascuna biblioteca è tenuta a rispettare nell’erogare i servizi all’utenza.

Questo intervento presenta i risultati preliminari dell’analisi dei dati condotta sulle clausole delle licenze contenute nel database ALPE (Archivio delle Licenze dei periodici elettronici di NILDE) e le conseguenti ricadute che il ‘sistema delle licenze’ determina sul servizio interbibliotecario di fornitura di documenti e sulle attività a sostegno dello studio e della ricerca svolte dalle biblioteche.

L’analisi evidenzia come nella maggior parte dei casi, pur riconoscendo alle biblioteche la possibilità di effettuare il servizio, le licenze impongono limitazioni e comportamenti restrittivi che rischiano di rendere inadeguato, anacronistico e inefficiente il servizio offerto agli utenti.

Print on Demand

È stato attivato un servizio esterno che consente la stampa su richiesta (print on demand) di singole copie dei libri.
A tal fine è necessario rivolgersi per le informazioni relative alla Segreteria della RomaTrE-Press (epress@roma3education.it).

Dead or alive? Le frontiere dei servizi bibliotecari nell’era della condivisione: 15 anni della comunità NILDE

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