The co-operative firm. Keywords

The co-operative firm. Keywords
A cura di:  Andrea Bernardi, Salvatore Monni
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: maggio 2016
Pagine: 192
ISBN: 978-88-97524-67-0
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Abstract

Questo libro è strutturato come un dizionario e come tale presenta 23 brevi contributi, ciascuno con un diverso argomento, scritto da autori con un background differente e una diversa prospettiva disciplinare. Tutti i capitoli ambiscono a descrivere quanto sia antico, ricco e diverso il settore cooperativo a livello mondiale. Tutti i capitoli descrivono esplicitamente o meno il peso del settore cooperativo sulla crescita e lo sviluppo. Presi insieme, i capitoli offrono una spiegazione multidisciplinare del contributo offerto alle nostre vite dal settore cooperativo, illustrano come così è stato da molto tempo e come potrebbe essere ancora a lungo attraverso il reinventarsi del ruolo delle cooperative nella nostra società. Tutti i capitoli descrivono le cooperative con riferimento alle imprese tradizionali ma fanno ciò in maniera critica, piuttosto che retorica o polemica.

Contributi

Preface

Giuliano Poletti

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/1

A Dictionary of the Multifaceted Co-operative World

Andrea Bernardi
Salvatore Monni

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/2

A: Co-operative Alliances, Italy

Mauro Lusetti

Questo capitolo descrive la necessità anche in Italia di una forte Alleanza delle Cooperative. L’autore nel capitolo analizza come in Italia, conclusosi il tempo delle divisioni ideologiche tra socialisti e cattolici, il processo di unificazione delle tre principali centrali cooperative (AGCI, Confcooperative e Legacoop)  risulti a questo punto definitiva e inevitabile.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/3

B: Workers’ Buyout

Marcelo Vieta

Questo Capitolo descrive il sistema del Workers’ Buyout, la sua applicazione per la creazione di nuove cooperative, e suggerisce che il modello organizzativo cooperative è una fattibile opzione in occasione di crisi aziendali che richiedono l’intervento dei lavoratori per essere risolte. Il capitolo inoltre classifica le possibili occasioni e le tipologie di Workers’ Buyout. Infine, illustra il potenziale per la creazione di cooperative e per superare crisi microeconomiche con una breve descrizione del modello italiano.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/4

C: Control and Governance

Johnston Birchall

Questo capitolo si occupa di un punto cruciale. Quando le cooperative sono molto piccolo, non hanno un problema con il controllo dei soci, I quali hanno la possibilità di influenzare il processo decisionale e la gestione, e normalmente possono verificare che la cooperative persegua I loro interessi. Ci possono essere problemi legati alle dinamiche di gruppo ma queste sono comuni ad ogni tipo di piccolo gruppo che vuole realizzare qualcosa. Non appena I soci cedono potere decisionale a un gruppo più piccolo, il problema della governance emerge.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/5

D: Rural Development

Mariagrazia Rocchigiani
Nora Ourabah Haddad
Denis Herbel

Questo capitolo e’ un contributo tecnico sul ruolo delle coooperative nello sviluppo rurale. Nei paesi sviluppati e in via di sviluppo, esistono esempi di organizzazioni di produttori e cooperative che sono innovative e di successo nel dare supporto ai piccoli produttori. Tuttavia tali esperienze rimangono limitate in scala e negli obiettivi. La sfida principale e’ costruire su queste esperienze di successo per catalizzare uno sviluppo sostenibile. La Fao e la comunitá internazionale pongono l’accento su un riorientamento degli interventi affinché riconoscano le capacitá di azione e di decisione delle cooperative e delle organizzazioni di produttori di fronte ad attori piú forti. L’appoggio a tali organizzazioni deve essere costruito su dinamiche di cambiamento organizzative o di altra natura endogene alle organizzazioni per stimolare l’impegno attivo dei membri a gestire il loro processo di sviluppo. Gli esempi forniti nel capitolo riguardano l’Argentina, il Benin e l’Etiopia e offrono una concreta idea su come le cooperative possono contribuire allo sviluppo rurale e e allo sviluppo socio – economico delle comunitá in cui operano.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/6

E: Empowerment

Francesco Burchi
Sara Vicari

L’articolo illustra il ruolo delle cooperative nel promuovere l’ empowerment delle fasce piu’ povere della popolazione, in quanto istituzione che favorisce lo sviluppo umano e l’ agency dei soci. In particolare nell’ articolo si analizza il potenziale delle cooperative nel promuovere lo sviluppo umano e l’uguaglianza di genere.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/7

F: Recovered Factories

Francesco Vigliarolo

Con il termine “fabbriche recuperate” si indica il processo di recupero di imprese da parte degli operai, a causa di situazioni fallimentari conclamate o incipienti, che si rafforzò in Argentina a cavallo della crisi del 2001, che diede vita a forme sistematiche di autogestione. Nonostante la prima fabbrica recuperata risalga al 1959, il fenómeno è legato principalmente alla crisi del 2001, momento in cui si assistette alla nascita di un gran fermento sociale in risposta ad una delle più grandi crisi finanziarie della storia umana. Per descrivere con maggior profondità il fenomeno l’articolo ripercorre alcune casue sul piano della teoria economica riproponendo alcune politiche messe in campo dagli anni ‘70 in poi in Argentina, per arrivare a definire un modello di fabbrica recuperata definito “territoriale” che tenta di proporre sul piano culturale modalità di gestione basate sulla centralità della forza lavoro e sul benessere della comunità, diametralmente opposte al modello liberista di quegli anni le cui disfunzioni ne hanno causato la sua nascita come risposta socio-economica.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/8

G: Gung Ho

Andrea Bernardi

Questo capitolo è una storia del movimento cooperativo Cinese in epoca moderna. Gung Ho è la più antica delle associazioni cooperative cinesi e la più vicina ai principi del movimento cooperativo internazionale. Tuttavia, non è purtroppo la più grande o la più potente delle organizzazioni cooperative in Cina. Questo capitolo spiega perchè.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/9

H: Human Development

Pasquale De Muro
Salvatore Monni
Sara Vicari

L’articolo contribuisce a studiare il valore aggiunto delle cooperative in un contesto di sviluppo incentrato sulle persone. In particolare, esamina le cooperative come istituzioni per lo sviluppo umano e analizza i fattori che possono favorire la conversione della participazione in cooperativa nell’ espansione dell’ agency e delle capabilities dei soci.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/10

I: International Co-operative Law

Gemma Fajardo-García 

Co-operative Law has a long tradition in European countries, like the Industrial and Provident Act in the United Kingdom in1852 or the Prussian Co-operatives Act in 1867. The European Union was no born to create a common law but to remove restrictions on the freedom of establishment. In 2003 the Statute for a European Co-operative Society was approved, but harmonization of European co-operative legislation was never carried out, not even for its most importante distinctive elements. In 2012 the European Commission presented a report about the application of the SCE Statute showing that the SCE Regulation has had relatively little success. The differences between the different legal systems are considerable, both in forma and in content. European Commission expressed its intention not to carry out the harmonization of the European co-operative legislation directly, but to support the harmonization proposals that the co-operative sector presented to it. El derecho cooperativo tiene una larga tradición en los países europeos, desde la Industrial and Provident Act de 1952 en Reino Unido o la Ley prusiana de cooperativas de 1867. La Unión Europea no nació para crear un derecho común sino para surprimir las restricciones a la libertad de establecimiento. In 2003 se aprobó el Estatuto de la Sociedad Cooperativa Europea, pero nunca se ha llevado a cabo una armonización de la legislación cooperativa en Europa, ni siquiera en relación con sus elementos más característicos. En 2012, la Comisión Europea presentó un informe sobre la aplicación del Estatuto de la SCE que mostraba que esta regulación había tenido relativamente poco éxito. Las diferencias entre los diferentes sistemas legales son considerables, tanto formalmente como por su contenido. La Comisión Europea ya manifestó su intención de no llevar a cabo la armonización de la legislación cooperativa europea directamente, pero sí apoyar las propuestas de armonización presentadas por el sector cooperativo.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/11

K: Keywords

Fabrizio Martello
Rowan Tomlinson

La prima parte del capitolo presenta il metodo delle Keywords in letteratura e nelle scienze sociali, teorizzato da Raymond Williams, e la sua applicazione a un’indagine sul lessico relativo al complesso fenomeno economico e sociale delle cooperative. La seconda parte ripercorre la storia del termine “co-operativo” dalle sue origini nel latino cristiano – nell’ambito della traduzione del Nuovo Testamento dal greco – fino all’inizio del XIX secolo, quando Robert Owen e i suoi successori lo scelsero quale termine caratterizzante per esprimere il loro progetto di riforma sociale.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/12

L: Labour and Participation

Tiziano Treu

Questo capitolo si occupa di una questione più ampia del settore cooperativo; quella della partecipazione dei lavoratori. Dalle origini, la cooperazione di lavoro ha rappresentato un tipo di relazione di lavoro che è differente da quella datore di lavoro/lavoratore associata all’economia di mercato. La differenza nella cooperazione di lavoro è dovuta al fatto che il lavoro del socio lavoratore è strutturalmente inserita in un’impresa, quella cooperativa, che è diversa da quella di capitale.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/13

M: Mutuals and Local Utilities

Salvatore Monni
Giulia Novelli
Laura Pera

In uno studio comparativo tra ltalia, Stati Uniti ed Europa, gli autori ci ricordano l'importanza delle imprese cooperative per la fornitura dei servizi di interesse economico generale. E’ sempre più difficile per le autorità locali o per i singoli stati garantire servizi pubblici e questo vale sia nei paesi più ricchi che in quelli in via di sviluppo. Questo capitolo tenta di spiegare il ruolo delle cooperative e il motivo per cui le cooperative dovrebbero prendere iniziative, almeno a livello locale verso la fornitura di servizi alle comunità. Ci può essere una ragione economica per sostenere queste iniziative ma soprattutto, ci potrebbe anche essere un motivo sociale per farlo.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/14

N: New Media

Mattia Miani

Il capitolo esplora la relazione tra imprese cooperative e nuovi media attraverso due storie. La prima storia riguarda lo sviluppo della comunita’ virtuale The Well che a un certo punto arrivo’ a sperimentare il modello cooperative nel tentativo di formare uno spazio virtuale libero e sostenibile. La seconda storia riguarda la creazione del nome dominio di primo livello .coop.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/15

O: Occupy Wall Street

Andrea Bernardi

Questo capitolo si occupa della recente crisi finanziaria e del fallito tentativo di cambio di paradigma. Il movimento di protesta mondiale è stato inefficace nel avere un impatto sulle politiche e nel proporre un modello alternativo al capitalismo finanziario. Il movimento cooperativo e quello di protesta hanno molti punti in comune nonostante la mancanza di dialogo tra loro. Il movumento occupy ha bisogno di una alternativa fattibile e un piano di azione pragmatico per rendere la protesta più costruttiva e conseguentemente efficace. Senza una proposta fattibile e robusta, il movimento di protesta è destinato al declino o dovrà reinventarsi in una forma più radicale.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/16

P: Labour Productivity

Pasquale Tridico

La produttività del lavoro con il passare del tempo, e con l’avanzamento del progresso tecnologico, è cresciuta di circa 8-10 volte in media nei paesi europei dalla fine del 1800. La produttività del lavoro, altro non è che la quantità di merce prodotta da un lavoratore in un giorno o in un’ora di lavoro. Essa dipende in modo cruciale dal progresso tecnologico e dalla dotazione di capitale e di strumenti di lavoro disponibili in un certo periodo e in mano effettivamente al lavoratore. Nel 1800, la scarsa dotazione di capitale e di strumenti di lavoro avanzati, e lo scarso livello di progresso tecnologico, mantenevano i livelli produttivi molto bassi, di conseguenza anche i livelli di reddito erano bassi. Oggi, il notevole avanzamento del progresso tecnologico, avvenuto in modo vertiginoso soprattutto nel secondo dopoguerra, permette di avere una produttività del lavoro molto più alta, quindi un livello di produzione molto più alto e conseguentemente un livello di reddito molto più alto. Tuttavia, attraverso una rassegna teorica, e un’analisi empirica di lungo periodo, con dati che provengono dal database storico di Angus Madison, vedremo che la produttività del lavoro, nell’economia nel suo aggregato, diventa un fenomeno endogeno, che dipende essenzialmente dalla espansione della domanda e dall’andamento del reddito, che trainano a loro volta investimenti “capital intensive” e progresso tecnico.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/17

Q: Co-operative Quality

Vincenzo Mannino

Perché la natura delle imprese cooperative  è sempre in discussione? E soprattutto perchè della stessa attenzione non sono oggetto  anche le altre tipologie di imprese come ad esempio quella capitalistica? Esiste forse un pregiudizio o altro nei confronti delle imprese cooperative? A domandarselo in questo capitolo è uno dei leader del movimento cooperativo italiano che a queste e altre domande come quale politica (anche europea) sia oggi necessaria per le imprese cooperative cerca di rispondere in questo capitolo.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/18

R: Resilience

Alexander Borda-Rodriguez
Sara Vicari

L’articolo analizza i fattori principali che favoriscono la resilienza delle cooperative. Attraverso lo studio di tali fattori, l’ articolo mostra come le cooperative siano in grado di superare crisi e shocks. L’ analisi si fonda su esperienze dei paesi in via di sviluppo, in particular modo su casi studio di cooperative dell’ Uganda e del Malawi.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/19

S: Safety and Well-Being

Jorge Muñoz 

Questo capitolo descrive brevemente un’importante linea di ricerca sulla relazione tra partecipazione dei lavoratori e benessere a lavoro. Secondo la letteratura, alla quale l’autore ha dato un importante contributo, più è alta l’abilità dei lavoratori di partecipare (in una cooperativa o in una impresa tradizionale), migliori sono i risultati in termini di sicurezza e benessere sul lavoro.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/20

T: Textbooks

Panu Kalmi

Questo capitolo focalizza la sua attenzione su un tema assai rilevante nel dibattito teorico e non solo: i manuali di economia trascurano le imprese cooperative rispetto a quelle capitalistiche? A quanto pare sembrerebbe proprio di si  e questo pur rappresentando  le cooperative da più di 150 anni, una parte importante delle economie di mercato. Nonostante questo, la maggior dei libri di testo di economia scritti dal secondo dopoguerra in poi, diversamente da quanto avveniva agli inizi del ventesimo secolo, prestano poca attenzione alle imprese cooperative.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/21

U: United Nations and Co-operatives

Hagen Henrÿ 

Questo capitolo fornisce un interessante contributo per una migliore comprensione della relazione tra il settore cooperativo e le Nazioni Unite. L'interazione tra Nazioni Unite e le cooperative ha una lunga e variegata storia che in questo capitolo viene ripercorsa con una particolare attenzione verso ILO e FAO. In particolare, negli ultimi 20 anni, tre strumenti internazionali sono stati adotatti: la dichiarazione iCA sull’identità cooeprativa; le linee guida ONU sulle cooperative; la raccomandazione ILO numero 193 sulla promozione delle cooperative.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/22

V: Venture Capital for Co-operatives

Giustino Di Cecco

V (VENTURE CAPITAL FOR CO-OPERATIVES), di Giustino Di Cecco, evidenzia i sorprendenti dati italiani del finanziamento di rischio alla imprese cooperative. Nonostante la scarsa diffusione, sia culturale che economica, del venture capitalin Italia, lo sviluppo delle modalità di reperimento di capitale di rischio da parte delle società cooperative si deve ad una sorprendente intuizione normativa del legislatore del 1992 e alla successiva attuazione della mutualità di sistema. Da leggere insieme ai capitoli paragrafi A, F ed L.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/23

W: War, Co-Operatives and Post-Conflict in Colombia

Germán Ricardo Dulcey Martínez 

This chapter describes the role of the Colombian co-operative sector in conflict areas and during the peace process. The experiences described and the conclusions drawn are relevant to many developing countries and conflict areas worldwide. Este capítulo describe el rol del sector coperativo colombiano en las áreas de conflicto y durante el proceso de paz.

Las experiencias descritas y las conclusiones presentadas son relevantes para muchos países en desarrollo y zonas de conflicto alrededor del mundo.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/24

Z: Zeitgeist, Educating Diversity

Andrea Bernardi
Salvatore Monni

In questo capitolo l’attenzione degli autori si concentra sulle imprese cooperative intese come istituzioni. Le imprese cooperative come tutte le istituzioni per funzionare bene devono necessariamente essere in sintonia con lo Zeitgeist,   lo spirito del tempo. Essere in sintonia con lo spirito del tempo significa innanzitutto che l'identità del settore cooperativo, i suoi obiettivi come le diversità rispetto alle imprese capitaliste concorrenti, siano periodicamente messe in discussione per fare in modo che si adattino alle esigenze contemporanee.

DOI: 10.13134/978-88-97524-67-0/25

Nella stessa collana

A cura di: Alessia Naccarato, Pasquale De Muro, Saverio M. Fratini