Dall’esegesi giuridica alla teoria dell’interpretazione: Emilio Betti (1890-1968)

Dall’esegesi giuridica alla teoria dell’interpretazione: Emilio Betti (1890-1968)
A cura di:  Antonio Banfi, Emanuele Stolfi, Massimo Brutti
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: maggio 2020
Pagine: 329
ISBN: 979-12-80060-21-1
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Abstract

Nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla scomparsa di Emilio Betti, l’Istituto che porta il suo nome ha voluto ricordare il giurista promovendo un incontro di studi incentrato sul tema dell’interpretazione che, fra i tanti sui quali Betti ha lavorato, è certo quello sul quale più intensamente si fermò a riflettere durante gli ultimi anni della sua vicenda intellettuale. Questo volume raccoglie molti dei contributi che arricchirono quell’incontro assieme ad altri che si sono aggiunti successivamente. Betti, com’è noto, costruì una peculiare teoria dell’interpretazione capace di uscire dallo stretto ambito giuridico per assumere valenza generale. Il taglio fortemente interdisciplinare che si è voluto dare all’incontro ha consentito di ricostruire il lungo percorso intellettuale che ha preparato l’elaborazione della sua costruzione (e quindi i vivaci dialoghi con personaggi come Croce, Capograssi e Gadamer); di estendere l’indagine sui molteplici piani toccati dall’ermeneutica bettiana; di indagare le ragioni della fortuna tutto sommato limitata che la sua teoria ha incontrato a livello internazionale.

Contributi

Presentazione

La “dissoluzione dell’Europa”: ideologia e ricerca teorica in Betti (1943-1955)

Massimo Brutti 

Il saggio segue il percorso biografico, ideale e scientifico di Emilio Betti dagli anni del tramonto del regime fascista all’Italia postbellica e alla pubblicazione del suo La teoria generale dell’interpretazione. Il pensiero del giurista viene ricostruito nelle sue componenti culturali e ideologiche, nei suoi incontri-scontri con in principali filoni della filosofia del primo Novecento, nel continuo confronto con la tradizione culturale dello storicismo. Ne emergono una coerenza non immobile ma anche alcuni nodi di contraddizione teorica non sciolti.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/1

Emilio Betti: il percorso intellettuale e il tema dell’interpretazione

Italo Birocchi 

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/2

Emilio Betti: un pioniere dell’ermeneutica, misconosciuto. Perché?

Giuseppe Zaccaria 

A cinquant’anni dalla scomparsa del giurista di Camerino, autore della Teoria generale dell’interpretazione, il saggio si propone di ri-valutarne criticamente l’opera, chiedendosi il perché della sua mancata fortuna nella cultura contemporanea. La teoria dell’interpretazione di Betti viene ricostruita a partire dal suo nucleo filosofico fondamentale, il problema del rapporto tra il soggetto conoscente e l’oggetto da conoscere, mostrandone le composite ascendenze filosofiche nella tradizione storicistica e romantica tedesca. Analizzato il serrato dibattito polemico tra Betti e Gadamer, sostenitori di due concezioni tra loro alternative dell’ermeneutica, il saggio riconosce i meriti di Betti nel porre il problema dell’oggettività dell’interpretazione. L’A. attribuisce al linguaggio obsoleto di Betti e alla sua chiusura nei confronti della ‘svolta linguistica’ dei primi decenni del Novecento il principale motivo della scarsa fortuna di Betti nel pensiero contemporaneo.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/3

Volontà, individuo e ordinamento. Alcune riflessioni sul pensiero di Emilio Betti

Antonio Banfi 

In conclusione, se dunque è certamente corretto inquadrare Betti nella temperie politico-culturale del fascismo italiano, una sua piena rilettura non può prescindere da una rappresentazione più ampia, che tenga conto dell’incessante dibattito circa i rapporti fra individuo e stato che da più di un secolo percorreva le più attente fra le coscienze europee. Emilio Betti fu pensatore tanto eclettico quanto fecondo. La sua compromissione con il Regime fascista può oscurare alcuni aspetti del suo pensiero, facendone un alfiere di una costruzione giuridica totalitaria. L’autore non ritiene che le cose stiano in questi termini, in particolare per quel che riguarda la teoria del negozio giuridico. La costruzione teorica di Betti deve essere riletta nel quadro di un’esperienza teorica e filosofica europea di durata più che secolare.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/4

Betti maestro di casistica

Emanuele Stolfi 

Il saggio riguarda taluni aspetti dei metodi di ricerca e di insegnamento di Emilio Betti e si concentra in particolare sull’attenzione da lui prestata si casi pratici (partendo dal volume Esercitazioni romanistiche sui casi pratici pubblicato nel 1930). L’autore esamina i rapporti tra l’analisi casistica e la riflessione dogmatica – secondo il peculiare significato che Betti attribuisce al termine “dogmatica” che non è in opposizione necessaria (ma piuttosto in connessione) col la conoscenza storica – e il contesto culturale e accademico nel quale Betti operò e le principali dottrine giuridiche e filosofiche cui si ispirava.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/5

Il giudice e l’interpretazione della norma penale

Antonio Carratta 

Il lavoro affronta il tema dell’interpretazione delle disposizioni di natura processuale, evidenziando le specificità che quest’attività presenta nel confronto con l’attività interpretativa delle disposizioni di natura sostanziale.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/6

Dogmatica, poetica e storia. Ancora sul rapporto tra Betti e Croce

Carlo Nitsch 

Quello tra Betti e Croce è un rapporto intellettuale importante, non ancora sufficientemente indagato. Queste pagine vorrebbero recare un contributo a tale indagine. Ricostruendo, nei suoi diversi svolgimenti, il confronto tra i due studiosi all’indomani della pubblicazione della prolusione di Betti su Diritto romano e dogmatica odierna (1928), recensita da Croce nel 1930. Cercando di approfondire, quindi, l’analisi di una vicenda, ben nota nelle sue linee generali, forse non ancora pienamente intesa nelle sue più specifiche implicazioni teoretiche.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/7

Metodo giuridico e metodo ermeneutico. Dall’interpretazione nel diritto civile all’ermeneutica negli altri campi del sapere

Francesco Petrillo 

Sono fonti imprescindibili dell’ermeneutica giuridica bettiana le contaminazioni tra gli studi di Friedrich Schleiermacher  e Friedrich Carl Savigny. Lo si coglie soprattutto se si tiene conto del think tank voluto da Friedrich von Humboldt, che vide i due pensatori intorno allo stesso tavolo all’Accademia delle Scienze di Berlino dal 1810 al 1835. La peculiarità della teoria generale ermeneutica bettiana, proprio riconsiderando la costruzione concettuale delle fonti, si rivela pienamente nella sua essenza di metodologia giuridico-ermeneutica, fruibile per tutti i campi del sapere.

DOI: doi.org/10.13134/979-12-80060-21-1/8

È possibile parlare di un’estetica bettiana?

Luca Vargiu 

Nella Teoria generale della interpretazione tante sono le questioni di rilevanza estetica che inducono a individuare al suo interno veri e propri percorsi estetici. Nel rivendicare questa tesi, dopo alcune osservazioni generali, il saggio prende in considerazione il modo in cui Betti tematizza il problema della creazione artistica. Tale questione, a cui nella Teoria generale della interpretazione è dedicata un’attenzione particolare, mostra da un lato la ricchezza della teorizzazione bettiana e, dall’altro lato, una comunanza di discorso con il pensiero estetico italiano coevo. Nonostante tale comunanza, il dialogo tuttavia non sbocciò. Ad alcuni punti problematici della mancata ricezione del pensiero estetico bettiano sono dedicate le considerazioni conclusive.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/9

Emilio Betti e i mutamenti della cultura giuridica europea

Angelo Antonio Cervati 

Il saggio è dedicato all’impegno didattico e di ricerca di Emilio Betti. In particolare, tende ad approfondire i profili storici e sociali del diritto nel quadro di una teoria generale dell’interpretazione. L’autore sottolinea la vastissima cultura umanistica di Betti, che va oltre lo studio delle discipline giuridiche e storiche specialistiche, per mettere in evidenza i mutamenti della coscienza culturale europea con riferimento ai valori della convivenza.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/10

Betti, l’ermeneutica e l’America Latina

Leysser León-Hilario 

Le opere di diritto civile di Emilio Betti sono famose in America Latina, non solo per la raffinatezza delle loro costruzioni teoriche e le loro traduzioni allo spagnolo e portoghese, ma anche per la vivida impronta dei suoi soggiorni come visiting professor in Brasile e Venezuela. Queste esperienze hanno influenzato la sua visione critica della comparazione giuridica che, insieme alla sua teoria ermeneutica, offrono preziose linee interpretative, che il contributo intende evidenziare, per le odierne prospettive di decolonizzazione giuridica.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/11

Emilio Betti e la comparazione giuridica: premesse per una discussione

Mauro Grondona 

Il saggio analizza i principali contributi di Emilio Betti al diritto comparato, inteso in primo luogo quale metodo. Emerge una netta apertura di Betti all’orizzonte della socialità, e in questo senso la comparazione giuridica, lungi dall’essere un’antagonista della dogmatica, assolve a una duplice funzione, conoscitiva e costruttiva di un sistema giuridico il più possibile armonico con il sistema sociale. In questa prospettiva la posizione teorica fatta propria da Betti rispetto al diritto comparato presenta punti di significativo contatto con quella di Tullio Ascarelli.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/12

Fra Dante e Lutero. Emilio Betti e l’interpretazione teologica nella tradizione occidentale: un’analisi laicamente critica delle odierne posizioni canonistiche su cristianesimo, Occidente e modernità.

Francesco Zanchini 

Betti ha offerto una lettura laicamente critica delle correnti posizioni canonistiche sul rapporto fra cristianesimo, Occidente e modernità. Il presente saggio indaga il ruolo dell’ermeneutica nell’ambito del pensiero teologico a partire dalla metà del XX secolo. Sono esaminati i rapporti tra Betti e Capograssi. Si pone inoltre attenzione all’impatto che ebbe su Betti il confronto con l’esegetica biblica protestante sino a condurlo a riconoscere un’incompiutezza del sistema valoriale ‘cattolico’.

DOI: 10.13134/979-12-80060-21-1/13

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