Abstract

Il volume Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo offre una lettura interdisciplinare delle sparizioni contemporanee lungo le frontiere marittime europee, interpretandole non come fatalità ma come effetto strutturale di dispositivi politici, economici e giuridici che producono morte, vulnerabilità e invisibilità. Attraverso contributi provenienti da letteratura, pedagogia critica, studi decoloniali, scienze sociali, diritto, arti e testimonianze, il libro indaga le intersezioni tra necropolitica, politiche migratorie, razzializzazione e memoria pubblica. Il Mediterraneo emerge come necro-spazio, teatro di respingimenti, omissioni di soccorso e pratiche di esternalizzazione che generano “nuovi desaparecidos”, figure sospese tra vita e morte, sottratte all’ iscrizione simbolica e alla giustiziabilità. Il volume presenta l’Osservatorio sui Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, che documenta sistematicamente violazioni dei diritti umani, e raccoglie analisi sulle frontiere terrestri e marittime, sulla segregazione educativa, sullo sfruttamento lavorativo, sui crimini contro l’umanità implicati nelle politiche di controllo. Parallelamente, esplora la potenza delle pratiche memoriali e artistiche come forme di resistenza, nonché il ruolo dell’educazione nel disinnescare la pedagogia pubblica dell’indifferenza. La prospettiva comparativa con la desaparición argentina mostra continuità e differenze nei dispositivi di cancellazione delle vite. Il volume invita a una responsabilità condivisa: costruire contro-archivi, pratiche di cura e nuove geografie della speranza, affinché nessuna vita resti senza nome, senza verità e senza memoria.

This volume, Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, offers an interdisciplinary reading of contemporary disappearances along Europe’s maritime borders, interpreting them not as fatal events but as structural effects of political, economic, and legal dispositifs producing death, vulnerability, and invisibility. Drawing on literature, critical pedagogy, decolonial studies, social sciences, law, arts, and testimonies, the book examines the intersections of necropolitics, migration policies, racialization, and public memory. The Mediterranean emerges as a necro-space shaped by pushbacks, failures to rescue, and externalization practices that generate “new desaparecidos”: lives suspended between life and death, deprived of symbolic inscription and legal redress. The volume presents the Observatory on the New Mediterranean Disappeared, documenting systematic human rights violations, and includes analyses of land and sea borders, educational segregation, labor exploitation, and the crimes against humanity embedded in border governance. It highlights the role of memory and artistic practice as forms of resistance, as well as the transformative potential of education in countering the public pedagogy of indifference. A comparative lens with the Argentine desaparición illuminates continuities and differences in contemporary technologies of erasure. Ultimately, the book calls for shared responsibility: building counter-archives, practices of care, and new geographies of hope so that no life remains without a name, without truth, and without memory.