Il codice civile. Gli anni della formazione. Vol 1

A cura di:  Francesco Astone, Giovanni Chiodi, Mauro Grondona, Stefano Solimano
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: Marzo 2026
Pagine: 531
ISBN: 979-12-5977-593-1
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Abstract

Il volume si inserisce nel ciclo di iniziative promosse dall’Istituto Emilio Betti di Teoria e Storia del diritto sul rapporto tra cultura giuridica e fascismo. In questa occasione l’attenzione è stata focalizzata sul codice civile, che ha celebrato ottant’anni nel 2022, e in particolare sugli anni della sua formazione. Accanto a contributi che hanno un taglio più generale, vengono approfonditi temi e problemi in relazione a ciascuno dei sei libri del codice civile, inquadrandoli nella cultura giuridica del tempo: matrimonio civile, diritti e doveri dei coniugi, separazione personale e divorzio, filiazione naturale, successioni, proprietà, obbligazioni e contratti, responsabilità contrattuale, responsabilità civile, lavoro, impresa, prova testimoniale, esecuzione forzata. Il filo conduttore principale degli scritti raccolti nel volume sta nel proposito di indagare il complessivo disegno sottostante al codice negli anni del regime, andando oltre la mitologia che lo rappresenta come un prodotto esclusivamente scientifico, e così disvelando la convergenza e la reciproca interazione tra tecnica e politica. I vari itinerari ricostruiti nel volume fanno emergere un dato fondamentale: quanto, al di là della retorica, «il codice civile del popolo italiano» fosse connotato da un’effettiva dimensione costituzionale all’interno delle strutture del regime, quale cardine del nuovo ordine instaurato dallo Stato totalitario e corporativo, nelle sue relazioni con gli individui e le loro comunità di riferimento all’interno della società.

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Il volume si inserisce nel ciclo di iniziative promosse dall’Istituto Emilio Betti di Teoria e Storia del diritto sul rapporto tra cultura giuridica e fascismo. In questa occasione l’attenzione è stata focalizzata sul codice civile, che ha celebrato ottant’anni nel 2022, e in particolare sugli anni della sua formazione. Accanto a contributi che hanno un taglio più generale, vengono approfonditi temi e problemi in relazione a ciascuno dei sei libri del codice civile, inquadrandoli nella cultura giuridica del tempo: matrimonio civile, diritti e doveri dei coniugi, separazione personale e divorzio, filiazione naturale, successioni, proprietà, obbligazioni e contratti, responsabilità contrattuale, responsabilità civile, lavoro, impresa, prova testimoniale, esecuzione forzata. Il filo conduttore principale degli scritti raccolti nel volume sta nel proposito di indagare il complessivo disegno sottostante al codice negli anni del regime, andando oltre la mitologia che lo rappresenta come un prodotto esclusivamente scientifico, e così disvelando la convergenza e la reciproca interazione tra tecnica e politica. I vari itinerari ricostruiti nel volume fanno emergere un dato fondamentale: quanto, al di là della retorica, «il codice civile del popolo italiano» fosse connotato da un’effettiva dimensione costituzionale all’interno delle strutture del regime, quale cardine del nuovo ordine instaurato dallo Stato totalitario e corporativo, nelle sue relazioni con gli individui e le loro comunità di riferimento all’interno della società.

This volume is part of a series of meetings promoted by the Emilio Betti Institute for Theory and History of Law on the relationship between legal culture and Fascism. This time, the focus is on the civil code, which celebrated its eightieth anniversary in 2022, and in particular on the years of its formation. Alongside more general contributions, the volume explores themes and key issues related to each of the six books of the code, placing them in the legal culture of the time: civil marriage; rights and duties of the spouses; separation and divorce, natural filiation; inheritance; property; obligations; contracts; contractual liability; civil liability; labour; enterprise; witness evidence; forced execution. The main thread running through the essays is the aim to explore the overall design underlying the code during the years of the Fascist regime, going beyond the mythology that portrays it as an exclusively scientific product, and thus revealing the convergence and mutual interaction between legal technique and politics. The various itineraries reconstructed in the volume highlight a fundamental fact: how, beyond the rhetoric, «the civil code of the Italian people» was marked by an effective constitutional dimension within the structures of the regime, as cornerstone of the new order established by the totalitarian and corporate State, in its relations with individuals and their communities of reference within the society.

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This volume is part of a series of meetings promoted by the Emilio Betti Institute for Theory and History of Law on the relationship between legal culture and Fascism. This time, the focus is on the civil code, which celebrated its eightieth anniversary in 2022, and in particular on the years of its formation. Alongside more general contributions, the volume explores themes and key issues related to each of the six books of the code, placing them in the legal culture of the time: civil marriage; rights and duties of the spouses; separation and divorce, natural filiation; inheritance; property; obligations; contracts; contractual liability; civil liability; labour; enterprise; witness evidence; forced execution. The main thread running through the essays is the aim to explore the overall design underlying the code during the years of the Fascist regime, going beyond the mythology that portrays it as an exclusively scientific product, and thus revealing the convergence and mutual interaction between legal technique and politics. The various itineraries reconstructed in the volume highlight a fundamental fact: how, beyond the rhetoric, «the civil code of the Italian people» was marked by an effective constitutional dimension within the structures of the regime, as cornerstone of the new order established by the totalitarian and corporate State, in its relations with individuals and their communities of reference within the society.

Contributi

Scrivere il codice civile

Giovanni Chiodi 

Il codice al tempo del codice sotto l’angolazione della cultura delle riviste

Italo Birocchi 

La ricerca si è focalizzata sulla fase decisiva della storia del codice civile (1937-1942) attraverso lo spoglio di cinque riviste che ha consentito di conoscere il pensiero di giuristi finora trascurati dalla storiografia. Il codice doveva esprimere un sistema, non solo di carattere logico o tecnico, ma soprattutto costruito attorno a idee guida date dalla politica. Da qui un programma ideologico volto a tenere insieme tradizione e innovazione e ad affermare i principi della società corporativa secondo un assetto gerarchico (famiglia, inquadramento sindacale, imprese); da qui anche l’idea dei principi generali (Carta del Lavoro) da premettere alla codificazione. Diversamente dalla tradizionale ricostruzione storica di un codice moderno con orpelli fascisti, le discussioni allora emergenti mostrano che fu un codice di regime, fatto insieme dal legislatore fascista e dalla scienza giuridica. Si può tuttavia parlare di ambiguità del codice: astraendo dai principi generali e dallo spirito autoritario ed espellendo le norme discriminatorie, e dunque in un altro contesto politico e culturale, esso poteva avere – ed ebbe – un’altra valenza; ma sarebbe un altro codice e un’altra storia.

The research focused on the decisive phase in the history of the Civil Code (1937-1942) through the analysis of five journals, which provided insight into the thinking of jurists previously neglected by hostoriography. The code was intended to express a system, not merely logical or technical, but above all built around guiding ideas provided by politics. Hence, an ideological program aimed at reconciling tradition and innovation and affirming the principles of corporate society according to a hierarchical structure (family, union membership, business); hence also the idea of general principles (Carta del Lavoro) as a prerequisite to codification. Unlike the traditional historical reconstruction of a modern code with fascist trappings, the emerging discussions at the time demonstrate that it was a regime code, crafted jointly by the fascist legislator and legal science.However, one can speak of the code’s ambiguity: by abstracting from the general principles and authoritarian spirit and expelling discriminatory norms, and therefore in a different political and cultural context, it could have had – and did have – a different meaning; buti it would be a different code and a different story.

«L’imperialismo proprio del genio italico». Alle scaturigini del processo di codificazione civile italiano del 1942

Stefano Solimano 

Il contributo ricostruisce le origini del processo di revisione del codice civile italiano che sfocerà nel Codice del 1942, collocandole nel contesto dello State building nazionale e del confronto con la legislazione austriaca. Attraverso l’analisi delle commissioni attive tra il 1917 e il 1923 e del dibattito parlamentare sulla legge delega, il saggio mette in luce il ruolo decisivo di autorevoli civilisti, quali Vittorio Scialoja, Filippo Vassalli e Alfredo Ascoli. L’incorporazione delle nuove province e l’esperienza della legislazione di guerra emergono come fattori propulsivi della riforma, favorendo una riflessione su istituti centrali del diritto privato e sull’adeguatezza del codice del 1865. Ne risulta un quadro in cui istanze di modernizzazione, apertura comparativa e retorica nazionalistica si intrecciano, dando forma all’idea di un primato giuridico italiano da riaffermare attraverso la codificazione.

This article examines the origins of the process that led to the revision of the Italian Civil Code, culminating in the enactment of the 1942 Code, and situates them within the broader context of national state-building and the confrontation with Austrian legislation. Through an analysis of the commissions operating between 1917 and 1923 and of the parliamentary debates surrounding the enabling act, the study highlights the decisive role played by prominent Italian civil lawyers such as Vittorio Scialoja, Filippo Vassalli, and Alfredo Ascoli. The incorporation of the newly annexed provinces and the experience of wartime legislation emerge as key drivers of the reform, prompting renewed reflection on fundamental institutions of private law and on the shortcomings of the 1865 Civil Code. Overall, the article reveals a complex interplay of aspirations for modernization, openness to comparative legal models, and nationalist rhetoric, which together shaped the project of reaffirming Italian legal primacy through codification.

Il codice svelato. Progetti e varianti d’autore di Filippo Vassalli nei primi tre libri (matrimonio civile, successioni legittime, proprietà)

Giovanni Chiodi 

Il saggio indaga il contributo di Filippo Vassalli nella scrittura dei primi tre libri del codice, utilizzando i materiali inediti conservati nel suo archivio. Tali documenti, sottoposti ad approfondita analisi in connessione all’intera mole dei lavori preparatori, consentono in particolare di evidenziare gli obiettivi di politica del diritto di Vassalli nei progetti e nelle varianti d’autore in materia di matrimonio civile (celebrazione, errore, impotenza a generare); diritti e doveri dei coniugi; separazione e divorzio; successione legittima del coniuge e dei figli naturali; definizione del diritto di proprietà (dall’art. 18 del primo progetto del 1936 all’art. 23 dell’ultimo del gennaio 1941). Le fonti studiate contengono anche significativi elementi sulla sua concezione del codice civile, in relazione con le altre fonti dell’ordinamento giuridico fascista (leggi speciali, diritto corporativo, Carta del lavoro, diritto canonico), sulla sua visione dei rapporti tra tecnica giuridica e politica nel processo di elaborazione di un codice e sull’uso delle definizioni da parte del legislatore. Nel saggio si ricostruiscono i diversi stadi di formazione dei singoli progetti affidati alla responsabilità di Filippo Vassalli, inserendoli nel dibattito del tempo ed entrando all’interno della complessa macchina legislativa del fascismo, e si pone attenzione ai diversi attori coinvolti nella codificazione, che riuscirono spesso a far prevalere nel testo definitivo idee diverse da quelle originariamente sostenute da Vassalli.

This essay explores Filippo Vassalli’s contribution to the writing of the first three books of the civil code, drawing on unpublished materials preserved in his archive. These documents, subjected to in-depth analysis in connection with the whole mass of drafting works, highlight Vassalli’s legal policy objectives in authorial projects and variants, regarding civil marriage (celebration, error, impotence to generate); the rights and duties of spouses; separation and divorce; legitimate succession of spouses and illegitimate children; and the definition of property rights. The sources studied also contain significant insights into his conception of the civil code, in relation to other sources of the Fascist legal system (special laws, corporate law, the Labour Charter, canon law), and his vision of the relationship between legal technique and politics in the process of drafting a code, and about the use of definitions by the legislator. The essay reconstructs the various stages of development of the individual projects entrusted to Filippo Vassalli, inserting them into the debate of the time and delving into the complex legislative machinery of fascism. It also focuses on the various actors involved in the codification, who often succeeded in ensuring that ideas different from those originally supported by Vassalli prevailed in the final text.

“Qui comando io” Asimmetria dei diritti e dei doveri dei coniugi nei lavori preparatori del codice del 1942. Continuità e discontinuità con l’Italia liberale

Loredana Garlati 

In tema di diritti e doveri tra i coniugi, il codice del 1942 riproduce gli articoli del codice del 1865, lasciando immaginare una sostanziale continuità tra i due testi. In realtà le norme assunsero un nuovo significato alla luce dell’ideologia politica che le ispirò e consentì di mantenere a un livello implicito il processo di fascistizzazione della famiglia. È soprattutto l’esame dei lavori preparatori ad evidenziare che il percorso che condusse alla redazione di tali articoli fu infiammato da dibattiti relativi a temi quali la separazione, il divorzio, il lavoro femminile che avrebbero richiesto un adeguamento del diritto di famiglia alla mutata realtà. Rimasero voci inascoltate, ma riascoltarle oggi svela un mondo giuridico più variegato e multiforme di quello che si è soliti rappresentare.

The 1942 code reproduces the articles of the 1865 code on the rights and duties of spouses, suggesting substantial continuity between the two texts. In reality, the rules took on a new meaning in light of the political ideology that inspired them and allowed the process of fascistisation of the family to be maintained at an implicit level. It is above all the examination of the preparatory work that highlights how the process that led to the drafting of these Articles of the Civil Code was inflamed by debates on issues such as separation, divorce and women's work, which would have required an adaptation of family law to the changed reality. These voices went unheard, but listening to them again today reveals a legal world that is more varied and multifaceted than is usually portrayed.

La ricerca della paternità naturale

Chiara Valsecchi 

A partire dalla disciplina della ricerca della paternità nel codice civile del 1865, caratterizzata da un divieto quasi assoluto e per questo molto criticata dalla dottrina giuridica, il saggio ripercorre l’iter legislativo del nuovo codice, dalla prima delega del 1923 al testo definitivo. Le nuove norme intendono superare il divieto, ma solo in alcune ben definite ipotesi. Il testo del primo progetto, gli interventi delle Commissioni ministeriali, i pareri degli avvocati, magistrati e Facoltà universitarie, rivelano il contrasto tra istanze di una maggiore tutela dei figli naturali e chiusure, tecniche e politiche, in nome della difesa della famiglia legittima.

Starting with the rules governing the search for paternity in the 1865 Civil Code, which were characterized by an almost total ban and therefore heavily criticized by legal scholars, the essay traces the legislative process of the new code, from the first delegation in 1923 to the final text. The new rules aim to overcome the ban, but only in certain well-defined cases. The text of the first draft, the interventions of the ministerial commissions, and the opinions of lawyers, magistrates, and university faculties reveal the contrast between demands for greater protection of natural children and technical and political resistance in the name of defending the legitimate family.

La proprietà e la sua funzione (spigolando tra le ‘Osservazioni e proposte sul progetto del libro secondo’)

Mauro Grondona 

Lo scritto si prefigge di fare emergere le linee di fondo e le differenze di prospettive del progetto di riforma del 1937 e delle osservazioni di cui esso fu destinatario. In particolare, si prenderanno le mosse dal messaggio del 14 agosto 1937 con cui Mariano d’Amelio trasmette il progetto al ministro Solmi e dalla Relazione di Roberto De Ruggiero sulle disposizioni generali del progetto, con ampio spazio dedicato all’art. 18, in materia di proprietà, per soffermarsi poi, analiticamente, sui principali spunti emersi dal ricchissimo corpus di osservazioni, sia di carattere generale, sia di taglio specifico, in relazione agli articoli di cui si compone il progetto e ai caratteri della proprietà privata all’interno di un’economia corporativa.

The paper aims to highlight the basic principles and differences in perspective between the 1937 reform project and the comments it received. In particular, it will start from the message of August 14, 1937, in which Mariano d’Amelio sent the draft to Minister Solmi, and from Roberto de Ruggiero’s report on the general provisions of the draft, with ample space devoted to Article 18 on property, before focusing analytically on the main points that emerged from the rich corpus of comments, both general and specific, in relation to the articles that make up the draft and the characteristics of private property within a corporatist economy.

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