Il codice civile. Gli anni della formazione. Vol 2

A cura di:  Francesco Astone, Giovanni Chiodi, Mauro Grondona, Stefano Solimano
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: Marzo 2026
Pagine: 447
ISBN: 979-12-5977-595-5
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Abstract

Il volume si inserisce nel ciclo di iniziative promosse dall’Istituto Emilio Betti di Teoria e Storia del diritto sul rapporto tra cultura giuridica e fascismo. In questa occasione l’attenzione è stata focalizzata sul codice civile, che ha celebrato ottant’anni nel 2022, e in particolare sugli anni della sua formazione. Accanto a contributi che hanno un taglio più generale, vengono approfonditi temi e problemi in relazione a ciascuno dei sei libri del codice civile, inquadrandoli nella cultura giuridica del tempo: matrimonio civile, diritti e doveri dei coniugi, separazione personale e divorzio, filiazione naturale, successioni, proprietà, obbligazioni e contratti, responsabilità contrattuale, responsabilità civile, lavoro, impresa, prova testimoniale, esecuzione forzata. Il filo conduttore principale degli scritti raccolti nel volume sta nel proposito di indagare il complessivo disegno sottostante al codice negli anni del regime, andando oltre la mitologia che lo rappresenta come un prodotto esclusivamente scientifico, e così disvelando la convergenza e la reciproca interazione tra tecnica e politica. I vari itinerari ricostruiti nel volume fanno emergere un dato fondamentale: quanto, al di là della retorica, «il codice civile del popolo italiano» fosse connotato da un’effettiva dimensione costituzionale all’interno delle strutture del regime, quale cardine del nuovo ordine instaurato dallo Stato totalitario e corporativo, nelle sue relazioni con gli individui e le loro comunità di riferimento all’interno della società.

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Il volume si inserisce nel ciclo di iniziative promosse dall’Istituto Emilio Betti di Teoria e Storia del diritto sul rapporto tra cultura giuridica e fascismo. In questa occasione l’attenzione è stata focalizzata sul codice civile, che ha celebrato ottant’anni nel 2022, e in particolare sugli anni della sua formazione. Accanto a contributi che hanno un taglio più generale, vengono approfonditi temi e problemi in relazione a ciascuno dei sei libri del codice civile, inquadrandoli nella cultura giuridica del tempo: matrimonio civile, diritti e doveri dei coniugi, separazione personale e divorzio, filiazione naturale, successioni, proprietà, obbligazioni e contratti, responsabilità contrattuale, responsabilità civile, lavoro, impresa, prova testimoniale, esecuzione forzata. Il filo conduttore principale degli scritti raccolti nel volume sta nel proposito di indagare il complessivo disegno sottostante al codice negli anni del regime, andando oltre la mitologia che lo rappresenta come un prodotto esclusivamente scientifico, e così disvelando la convergenza e la reciproca interazione tra tecnica e politica. I vari itinerari ricostruiti nel volume fanno emergere un dato fondamentale: quanto, al di là della retorica, «il codice civile del popolo italiano» fosse connotato da un’effettiva dimensione costituzionale all’interno delle strutture del regime, quale cardine del nuovo ordine instaurato dallo Stato totalitario e corporativo, nelle sue relazioni con gli individui e le loro comunità di riferimento all’interno della società.

This volume is part of a series of meetings promoted by the Emilio Betti Institute for Theory and History of Law on the relationship between legal culture and Fascism. This time, the focus is on the civil code, which celebrated its eightieth anniversary in 2022, and in particular on the years of its formation. Alongside more general contributions, the volume explores themes and key issues related to each of the six books of the code, placing them in the legal culture of the time: civil marriage; rights and duties of the spouses; separation and divorce, natural filiation; inheritance; property; obligations; contracts; contractual liability; civil liability; labour; enterprise; witness evidence; forced execution. The main thread running through the essays is the aim to explore the overall design underlying the code during the years of the Fascist regime, going beyond the mythology that portrays it as an exclusively scientific product, and thus revealing the convergence and mutual interaction between legal technique and politics. The various itineraries reconstructed in the volume highlight a fundamental fact: how, beyond the rhetoric, «the civil code of the Italian people» was marked by an effective constitutional dimension within the structures of the regime, as cornerstone of the new order established by the totalitarian and corporate State, in its relations with individuals and their communities of reference within the society.

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This volume is part of a series of meetings promoted by the Emilio Betti Institute for Theory and History of Law on the relationship between legal culture and Fascism. This time, the focus is on the civil code, which celebrated its eightieth anniversary in 2022, and in particular on the years of its formation. Alongside more general contributions, the volume explores themes and key issues related to each of the six books of the code, placing them in the legal culture of the time: civil marriage; rights and duties of the spouses; separation and divorce, natural filiation; inheritance; property; obligations; contracts; contractual liability; civil liability; labour; enterprise; witness evidence; forced execution. The main thread running through the essays is the aim to explore the overall design underlying the code during the years of the Fascist regime, going beyond the mythology that portrays it as an exclusively scientific product, and thus revealing the convergence and mutual interaction between legal technique and politics. The various itineraries reconstructed in the volume highlight a fundamental fact: how, beyond the rhetoric, «the civil code of the Italian people» was marked by an effective constitutional dimension within the structures of the regime, as cornerstone of the new order established by the totalitarian and corporate State, in its relations with individuals and their communities of reference within the society.

Contributi

Il contratto negli anni della formazione del Codice civile

Ettore Battelli 

Il contributo ha per oggetto la travagliata formazione del Libro quarto del codice civile “Delle obbligazioni”, analizzandone in particolare l’evoluzione, dapprima nel passaggio dal codice del 1865 al codice del 1942, nato dall’unificazione con il codice di commercio del 1882, e successivamente nel passaggio dall’ordine liberale all’ordine corporativo. Lo studio si concentra sull’incidenza che le mutevoli condizioni sociali hanno avuto, nel corso degli anni, sulla disciplina del contratto in generale e delle obbligazioni nel codice civile italiano, mostrando come, anche in seguito al crollo del regime fascista, l’impianto codicistico sia sempre rimasto al passo con i tempi, dovendosi misurare con una realtà sociale caratterizzata dalle esigenze della c.d. post-modernità, per cui quella tradizione scientifica e la elevata tecnica giuridica, che ne hanno consentito la costante adattabilità, non possono che fungere – oggi più che mai – da modello.
The paper focuses on the troubled formation of Book IV of the Italian Civil Code "Of Obligations," analyzing in particular about its evolution, first from the 1865 Code to the 1942 Code, resulting from its unification with the 1882 Commercial Code, and subsequently from the liberal to the corporate order. The study focuses on the impact that changing social conditions have had, over the years, on the regulation of contracts in general and obligations in the Italian Civil Code. It shows how, even after the collapse of the Fascist regime, the code has always kept pace with the times, having to address a social reality characterized by the demands of so-called post-modernity. Therefore, the scientific tradition and the high legal technique, that has allowed its constant adaptability can only serve, can only represent - now more than ever—a model.

La responsabilità contrattuale nell’elaborazione del codice civile del 1942

Antonio Jannarelli 

Il saggio intende esplorare le soluzioni adottate nella codificazione del 1942 in ordine alla responsabilità contrattuale a causa della presenza da un lato dell’art. 1176 che, a proposito dell’adempimento dell’obbligazione, richiama la diligenza del buon padre di famiglia, dall’altro dell’art. 1218 che, in caso di inadempimento, esclude la responsabilità del debitore solo per sopravvenuta impossibilità della prestazione a lui non imputabile.  In particolare, l’indagine mira a ricostruire il percorso mediante il quale il conflitto,  già preesistente rispetto al processo codificatorio promosso dal regime fascista,   circa la natura soggettiva della responsabilità contrattuale, basata sulla colpa, e quella oggettiva – conflitto che sembrava avviato a  risolversi a favore della seconda –  è riemerso nel corso dell'elaborazione del nuovo codice civile, anche alla luce delle implicazioni dovute all’unificazione del codice civile e del codice di commercio con la conseguente scomparsa di questo ultimo.   Conflitto, a ben vedere, tutto interno, allora,  al faticoso passaggio ad una economia prevalentemente industrializzata nella produzione di massa di beni.

This essay aims to explore the solutions adopted in the 1942 codification  with regard to  contractual liability due to the presence, on the one hand, of Article 1176, which, with regard to the fulfilment of obligations, refers to the to the diligence  of a good father of a family (good paterfamilias) , and, on the other hand, Article 1218, which, in the event of non-performance, excludes the debtor's liability only in the event of supervening impossibility of performance not attributable to him.  In particular, the investigation aims to reconstruct the path by which the conflict,  which already existed prior to the codification process promoted by the fascist regime,   concerning the subjective nature of contractual liability, based on fault, and the objective nature of contractual liability -  a conflict that seemed to be resolving in favour of the latter -  re-emerged during  the drafting of the new civil code, also in light of the implications of the unification of the civil code and the commercial code, with the consequent disappearance of the latter.   On closer inspection, this conflict was entirely internal to the difficult transition to a predominantly industrialised economy based on the mass production of goods. 

I fatti illeciti

Francesco Astone 

Il saggio muove dallo stato della dottrina della responsabilità civile tra gli anni Venti e Trenta – che lasciava questa materia afflitta da «un’incredibile decrepitezza» (utile alla conservazione di assetti sociali consolidati, che ponevano al centro dell’attenzione la tutela della proprietà e offrivano alla persona una protezione molto limitata) – per poi ripercorrere le limitate innovazioni introdotte nel nuovo Codice civile in questa materia. Quelle limitate innovazioni denotano la tendenza del sistema a contenere tutte le spinte che nuove tensioni sociali, da un lato, e l’innovazione tecnologica da un lato, lasciando al margine del sistema, nelle leggi speciali, le nuove regole che si andava sperimentando. L’espansione che la materia ha trovato negli anni Sessanta e Settanta non viene pertanto ricondotta a quelle innovazioni, ma al mutato clima culturale che – sotto la spinta delle nuove dinamiche sociali e politiche innescate dalla Costituzione – ha percorso il nostro Paese in questi due decenni. 

The essay opens by examining the doctrine of civil liability in the 1920s and 1930s, a period in which this field was burdened by an "incredible decrepitude" (a condition that proved functional to the preservation of consolidated social arrangements, which placed the protection of property at the centre of legal concern while affording only minimal protection to the individual). It then traces the modest innovations introduced by the new Civil Code in this area. These limited reforms reveal the system's tendency to contain the pressures generated, on the one hand, by emerging social tensions and, on the other, by technological innovation, relegating the new rules being experimentally developed to the margins of the system, within special legislation. Accordingly, the expansion of the field witnessed in the 1960s and 1970s is not attributed to those innovations, but rather to the changed cultural climate that, under the impetus of the new social and political dynamics unleashed by the Constitution, permeated the country during those two decades.

Il lavoro

Irene Stolzi 

Il testo analizza la trasformazione del diritto civile italiano nel Novecento, con particolare attenzione all'introduzione del Libro V del Codice Civile, riguardante l'impresa e il lavoro. Muovendo dall’idea di codice tessuto storicamente stratificato di regole (G. Alpa),  il testo cerca di esaminare la relazione tra diritto e politica, anche alla luce del rapporto immaginato tra le diverse fonti del diritto nella riflessione giuridica coeva, quella di formazione tradizionale e quella vicina all’ideologia del regime fascista.

The text analyzes the transformation of Italian civil law in the 20th century, with particular attention to the introduction of Book V of the Civil Code, concerning business and labor. Starting from the idea of a historically layered code of rules (G. Alpa), the text seeks to examine the relationship between law and politics, also in light of the relationship between the different sources of law in contemporary legal thinking, that of traditional formation and that close to the ideology of the fascist regime.

L’impresa. Una «stella luminosa» e molti padri

Nicola Rondinone 

Il contributo contiene, nella prima parte, una sintesi degli esiti della ricerca, illustrati analiticamente in altre opere dell’autore, relativa alla ricostruzione della complessa partita giocatasi nell’ambito dei lavori della codificazione civile del 1942 con riferimento all’estensione del concetto di impresa e al suo posizionamento sistematico fra i concetti-cardine del Libro V del codice civile italiano. Viene posta particolarmente in evidenza la contrapposizione fra la concezione pubblicistico-corporativa dell'impresa, finalisticamente unitaria secondo gli intenti del legislatore materiale, e la concezione privatistico-liberista dell'impresa, esposta alla frammentazione e al pluralismo semantico, alfine prevalsa non casualmente nell'agone scientifico. Nella seconda parte del contributo vengono formulate ipotesi e congetture ulteriori e sin qui inedite, suscettibili di fornire lo spunto e lo stimolo per nuove indagini, anche di altri studiosi, circa la questione della "paternità" della nomenclatura impiegata nella parte generale del Libro V, e più in generale circa la questione dell'individuazione dei responsabili della definizione della terminologia tecnica e della verifica del suo corretto impiego nell’intero codice civile.

The first part of the paper summarizes the findings of the research, analytically illustrated in other works by the author, relating to the reconstruction of the complex game played out within the framework of the 1942 Italian Civil Code, with reference to the extension of the concept of enterprise and its systematic positioning among the key concepts of Book V of the Civil Code. Particular emphasis is placed on the contrast between the public-corporate conception of enterprise, aimed at a unitary purpose according to the intentions of the substantive legislator, and the private-liberal conception of enterprise, exposed to fragmentation and semantic pluralism, which ultimately prevailed, not coincidentally, in the scientific arena. The second part of the paper formulates further, previously unpublished hypotheses and conjectures, which may provide the basis and stimulus for further investigations, including by other scholars, into the question of the "authorship" of the nomenclature used in the general part of Book V, and more generally into the question of identifying those responsible for defining the technical terminology and verifying its correct use throughout the Civil Code

«Colla speranza di rivedervi, col desiderio di stare insieme» Spigolature d’archivio sul dibattito scientifico per l’unificazione dei codici

Annamaria Monti 

Due cartoline inviate da Cesare Vivante a Mario Rotondi nell’aprile del 1942, all’indomani dell’entrata in vigore del nuovo codice civile italiano, in un paese impegnato sui fronti della seconda guerra mondiale, offrono lo spunto per ripercorrere le vicende della codificazione del diritto privato e commerciale in Italia, lungo il ventennio, nella prospettiva dell’unificazione del diritto delle obbligazioni e dei contratti.

Drawing upon a pair of postcards exchanged between Cesare Vivante and Mario Rotondi in April 1942, a period coinciding with the advent of the new Italian Civil Code amidst the global upheaval of the Second World War, this chapter delves into the two-decade discourse surrounding the codification of private and commercial law in Italy. The analysis encompasses the debates on the unification of the law of obligations and contracts.

Della tutela dei diritti

Fabrizio Piraino 

Il saggio affronta la formazione del Libro VI del codice civile, anche alla luce del materiale critico ricavabile dalle “Osservazioni e Proposte sul progetto del Libro della tutela dei diritti”. Il Libro VI si presta da osservatorio privilegiato per verificare se vi sia stata, e in che misura, un’influenza dell’ideologia fascista sul codice civile del 1942. L’esame dei materiali di archivio offre, inoltre, elementi di riflessione anche per valutare più approfonditamente alcune soluzione tecniche adottate nel Libro VI, specie in tema di prova testimoniale e di tutela giurisdizionale dei diritti.

The essay deals with the formation of Book VI of the Civil Code, also in the light of the critical material to be found in the “Observations and Proposals on the Protection of Rights Book Project”. Book VI lends itself as a privileged observatory to verify whether there was, and to what extent, an influence of fascist ideology on the 1942 Civil Code. Examination of the archive materials also offers food for thought for a more in-depth evaluation of some of the technical solutions adopted in Book VI, especially with regard to the testimonial proof and the judicial protection of rights.

Il Convegno La codificazione del diritto nel nuovo ordine politico e sociale e la Mostra Dalle Dodici Tavole alla Carta del Lavoro. Storia di due storie mancate (1941-1942).

Saverio Gentile 

Il regime fascista avrebbe voluto accompagnare – ed esaltare – la codificazione del 1942 con due grandi eventi: un convegno scientifico, per cui era prevista la partecipazione di tutti i maggiori giuristi del continente e che era volto ad illustrare le direttive dell’auspicato nuovo ordine giuridico europeo, ed una Mostra dedicata al diritto, dai fasti di Roma a quelli di Mussolini. Il presente contributo – basandosi su rilevante documentazione archivistica inedita – esamina queste due significative vicende, che rimasero allo stadio di progetto.

The Fascist regime intended to accompany—and exalt—the 1942 codification with two major events: a scientific conference, envisaged to include the participation of all the leading jurists of the continent and aimed at illustrating the guiding principles of the hoped-for new European legal order; and an exhibition devoted to law, from the glories of Rome to those of Mussolini.
Drawing on substantial unpublished archival documentation, this contribution examines these two significant initiatives, which ultimately remained at the planning stage.

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