Moralismo sallustiano e moralismo pliniano. Dalla tarda Repubblica all’alto Impero

A cura di:  Angelo Luceri
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: ottobre 2026
Pagine: 104
ISBN: 979-12-5977-650-1
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Abstract

ll volume raccoglie le relazioni presentate alla Giornata di Studi svoltasi presso l’Università dell’Aquila il 18 ottobre 2024 e si propone di analizzare l’evoluzione del pensiero moralistico romano da Sallustio a Plinio il Vecchio, indagando le categorie morali utilizzate dagli autori latini per interpretare la crisi politica, sociale e culturale di Roma.
I contributi evidenziano come Sallustio individui nella corruzione dei costumi, nell’ambizione e soprattutto nell’avidità le cause principali del declino della Repubblica, elaborando una lettura della storia fondata sul contrasto tra il mos maiorum e la degenerazione morale successiva alla distruzione di Cartagine (Marcone). Plinio il Vecchio rielabora l’eredità sallustiana trasferendo il discorso moralistico dal piano prevalentemente politico a quello economico e sociale, attraverso una riflessione che intreccia osservazione della natura e giudizio etico. I saggi esaminano inoltre temi specifici quali i personaggi “catilinari” in Plinio (Urso), il realismo politico nelle Historiae di Sallustio (Funari), i modelli femminili nelle opere di Seneca (Cotrozzi), la tradizione moralistica tra Plinio e Giovenale (Grazzini) e la funzione esemplare degli animali nella zoologia pliniana (Luceri).
Nel complesso, il volume offre un quadro organico della continuità e delle trasformazioni del moralismo latino tra tarda Repubblica e primo Impero, mostrando come la riflessione morale sia stata uno strumento privilegiato per interpretare i mutamenti della società romana e per costruire modelli di comportamento destinati a influenzare profondamente la tradizione culturale successiva.

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ll volume raccoglie le relazioni presentate alla Giornata di Studi svoltasi presso l’Università dell’Aquila il 18 ottobre 2024 e si propone di analizzare l’evoluzione del pensiero moralistico romano da Sallustio a Plinio il Vecchio, indagando le categorie morali utilizzate dagli autori latini per interpretare la crisi politica, sociale e culturale di Roma.
I contributi evidenziano come Sallustio individui nella corruzione dei costumi, nell’ambizione e soprattutto nell’avidità le cause principali del declino della Repubblica, elaborando una lettura della storia fondata sul contrasto tra il mos maiorum e la degenerazione morale successiva alla distruzione di Cartagine (Marcone). Plinio il Vecchio rielabora l’eredità sallustiana trasferendo il discorso moralistico dal piano prevalentemente politico a quello economico e sociale, attraverso una riflessione che intreccia osservazione della natura e giudizio etico. I saggi esaminano inoltre temi specifici quali i personaggi “catilinari” in Plinio (Urso), il realismo politico nelle Historiae di Sallustio (Funari), i modelli femminili nelle opere di Seneca (Cotrozzi), la tradizione moralistica tra Plinio e Giovenale (Grazzini) e la funzione esemplare degli animali nella zoologia pliniana (Luceri).
Nel complesso, il volume offre un quadro organico della continuità e delle trasformazioni del moralismo latino tra tarda Repubblica e primo Impero, mostrando come la riflessione morale sia stata uno strumento privilegiato per interpretare i mutamenti della società romana e per costruire modelli di comportamento destinati a influenzare profondamente la tradizione culturale successiva.

The volume collects the proceedings of the Study Day held at the University of L’Aquila on 18 October 2024 and aims to examine the development of Roman moralistic thought from Sallust to Pliny the Elder, investigating the moral categories employed by Latin authors to interpret the political, social, and cultural crisis of Rome.
The contributions highlight how Sallust identified the corruption of morals, ambition, and above all greed as the principal causes of the decline of the Roman Republic, developing a historical interpretation grounded in the contrast between the mos maiorum and the moral degeneration that followed the destruction of Carthage (Marcone). Pliny the Elder reworked Sallust’s legacy by shifting moral discourse from a predominantly political sphere to an economic and social one, through a reflection that intertwines the observation of nature with ethical judgment. The essays also examine specific topics such as “Catilinarian” characters in Pliny (Urso), political realism in Sallust’s Historiae (Funari), female models in Seneca’s works (Cotrozzi), the moralistic tradition between Pliny and Juvenal (Grazzini), and the exemplary function of animals in Pliny’s zoology (Luceri).
Taken as a whole, the volume offers a coherent overview of both the continuities and transformations of Latin moralism between the Late Republic and the Early Empire, showing how moral reflection served as a privileged instrument for interpreting changes in Roman society and for constructing behavioural models that profoundly influenced subsequent cultural traditions.

 

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The volume collects the proceedings of the Study Day held at the University of L’Aquila on 18 October 2024 and aims to examine the development of Roman moralistic thought from Sallust to Pliny the Elder, investigating the moral categories employed by Latin authors to interpret the political, social, and cultural crisis of Rome.
The contributions highlight how Sallust identified the corruption of morals, ambition, and above all greed as the principal causes of the decline of the Roman Republic, developing a historical interpretation grounded in the contrast between the mos maiorum and the moral degeneration that followed the destruction of Carthage (Marcone). Pliny the Elder reworked Sallust’s legacy by shifting moral discourse from a predominantly political sphere to an economic and social one, through a reflection that intertwines the observation of nature with ethical judgment. The essays also examine specific topics such as “Catilinarian” characters in Pliny (Urso), political realism in Sallust’s Historiae (Funari), female models in Seneca’s works (Cotrozzi), the moralistic tradition between Pliny and Juvenal (Grazzini), and the exemplary function of animals in Pliny’s zoology (Luceri).
Taken as a whole, the volume offers a coherent overview of both the continuities and transformations of Latin moralism between the Late Republic and the Early Empire, showing how moral reflection served as a privileged instrument for interpreting changes in Roman society and for constructing behavioural models that profoundly influenced subsequent cultural traditions.

 

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