Abstract

Il presente studio analizza il pensiero pedagogico e l’opera di Anna Lorenzetto, figura di rilievo nella storia dell’educazione italiana del secondo dopoguerra. Attraverso una ricostruzione storico-biografica, il lavoro esamina il suo contributo alla lotta contro l’analfabetismo come strumento di emancipazione individuale e di riscatto sociale, con particolare riferimento al Mezzogiorno. L’alfabetizzazione è interpretata non come mero apprendimento tecnico, ma come processo trasformativo orientato alla cittadinanza attiva e alla partecipazione democratica. Lo studio approfondisce l’esperienza dell’Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo (UNLA) e dei Centri di cultura popolare, evidenziandone l’originalità metodologica e l’approccio partecipativo. Particolare attenzione è dedicata alla distinzione tra “alfabeto minore” e “alfabeto maggiore”, chiave interpretativa della pedagogia lorenzettiana. In conclusione, viene messa in luce l’attualità del suo pensiero rispetto alle nuove forme di analfabetismo e alle sfide educative contemporanee.

This study analyses the pedagogical thought and work of Anna Lorenzetto, a significant figure in the history of Italian education in the post-war period. Through a historical and biographical reconstruction, the article examines her contribution to the fight against illiteracy as a tool for individual emancipation and social empowerment, with particular reference to Southern Italy. Literacy is interpreted not merely as a technical skill, but as a transformative process oriented toward active citizenship and democratic participation. The study explores the experience of the National Union for the Fight against Illiteracy (UNLA) and the Popular Culture Centres, highlighting their methodological originality and participatory approach. Particular attention is devoted to the distinction between “minor literacy” and “major literacy”, which represents a key interpretative framework of Lorenzetto’s pedagogy. In conclusion, the study highlights the contemporary relevance of her thought in relation to new forms of illiteracy and current educational challenges.