Democrazia e Sicurezza – 2023 n. 1

Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: gennaio 2024
Pagine: 188
ISBN: 2239-804X
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Abstract

«Democrazia e Sicurezza - Democracy and Security Review», ideata dal prof. Salvatore Bonfiglio, è nata come periodico scientifico dell'Università degli Studi Roma Tre all'interno del PRIN 2008 «Costituzioni e Sicurezza dello Stato: scenari attuali e linee di tendenza» e proseguito con il PRIN 2010-2011 «Istituzioni democratiche e amministrazioni d’Europa: coesione e innovazione al tempo della crisi economica». La rivista intende approfondire il rapporto tra democrazia e sicurezza: esso, se pur a volte conflittuale, non deve mai negare, a maggior ragione in un ordinamento democratico, i diritti fondamentali della persona.

«Democrazia e Sicurezza - Democracy and Security Review» has been founded by professor Salvatore Bonfiglio as a scientific review of the University of Roma Tre and part of the National Research Project «Constitutions and State Security: Present Scenarios and Perspectives» (2008). Subsequently the activities have continued within the National Research Project «European Democratic Institutions and Administrations: Cohesion and Innovation in Times of Economic Crisis» (2010-2011). This review aims to deepen the relationship between democracy and security: they could sometimes conflict, nonetheless, fundamental human rights may never be denied nor seriously altered in any democratic State.

Contributi

La guerra continua

Carlo Focarelli 

Perché la guerra, ora e in Ucraina. In altri termini: che cos’è l’Unione Europea e “a cosa serve”

Lorenzo Federico Pace 

Autocrazia, Ortodossia, Nazionalità. Le radici imperiali della Costituzione di Putin

Simone Benvenuti 

L’articolo descrive gli elementi principali del sistema costituzionale russo così come sviluppatosi nell’ultimo quarto di secolo. Esso evidenzia il riemergere di problemi storicamente radicati nella Russia imperiale e pre-imperiale, relativi alle contraddizioni intrinseche del modello imperiale-nazionale che guida tali sviluppi. L'analisi della dimensione statale con la nozione di “Stato forte”, della dimensione religiosa con la crescente importanza della Chiesa ortodossa russa, e della dimensione ideologica con l'ingombrante patrimonio della Grande Russia consente di distinguere più chiaramente due fasi di sviluppo del sistema costituzionale, corrispondenti al primo e al secondo decennio del governo di Putin, nonché i limiti dell'architettura nazionale-imperiale.

The article portrays the main elements of the Russian constitutional system as it developed in the last quarter-century. It highlights the resurgence of problems historically rooted in Imperial and pre-Imperial Russia, relating to the intrinsic contradictions of the Imperial-national model driving such developments. The analysis of the State dimension with the notion of “strong State”, of the religious dimension with the growing importance of the Russian Orthodox Church, and of the ideological dimension with the cumbersome Great Russia’s heritage, allows for a clearer distinction between two stages of development of the constitutional system, corresponding to the first and the second decade of Putin’s rule, as well as the limits of the Imperial-national architecture.

(Im)politica della guerra legittima. Considerazioni costituzionali a partire dal sostegno armato del Governo italiano all’Ucraina

Luca Dell’Atti 

L’Italia, insieme a diversi membri della NATO e dell’UE, supporta il governo ucraino, impegnato nella guerra di difesa contro l’aggressione russa, con varie forme di sostegno, compreso il rilascio di armi. L’articolo analizza, dal punto di vista del diritto costituzionale, tale forma di supporto sotto due profili distinti, ma connessi: quello sostanziale e quello procedurale. Si procede quindi con l’analisi dell’articolo 11 della Costituzione e della sua interpretazione estensiva dovuta all’appartenenza dell’Italia alla NATO e all’UE e al conseguente approccio unilaterale alla sicurezza internazionale. Di seguito viene esaminata la procedura ad hoc utilizzata dal governo italiano, evidenziando una certa distorsione rispetto ai principi costituzionali in materia di guerra, con un focus sulla classificazione dei decreti ministeriali che prevedono il rilascio delle armi. Infine, si offrono considerazioni sulle sfide lanciate alla teoria e al metodo costituzionale dall'emergenza bellica.

Italy, together with several NATO and EU members, supports the Ukrainian government, engaged in the defence war against Russian aggression, with various forms of support, including the release of weapons. The article analyses, from the constitutional law’s point of view, this form of support under two distinct but connected profiles: substantive and procedural. Hence, it proceeds with the analysis of Article 11 of the Constitution and its extensive interpretation due to Italy’s membership of NATO and the EU and the following unilateral approach to international security. Hereafter, the ad hoc procedure used by the Italian government is examined, highlighting a certain distortion with the constitutional principles dealing with war, with a focus on the classification of ministerial decrees providing for the release of weapons. Finally, considerations are moved on the challenges launched to the constitutional theory and method by the war emergency.

Dall’ordine pubblico alla sicurezza: una prospettiva di teoria costituzionale

Omar Caramaschi 

Il contributo affronta il quadro teorico generale dei concetti di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, con riguardo alla loro evoluzione legislativa, specie alla luce delle disposizioni della Costituzione del 1948. Viene così sottolineata la “dimensione” costituzionale della sicurezza pubblica, soprattutto in riferimento alla sua evoluzione dottrinale e giurisprudenziale, da cui emerge la più recente questione – riapparsa a causa delle politiche di sicurezza degli ultimi anni – circa la possibilità di individuare un “diritto alla sicurezza” o, più propriamente, una “sicurezza dei diritti”.

This paper deals with the general theoretical framework of the concepts of public order and public security, with regard to their evolution of legislation, especially in the light of the provisions of the 1948 Constitution. The constitutional “dimension” of public security is thus emphasized, mainly in reference to its doctrinal and jurisprudential evolution, from which emerges the most recent question – reappeared because of the security policies of recent years – about the possibility of identifying a “right to security” or, more properly, a “security of rights”.

Municipalities at work. Contrasting Radicalisation at local level: the case of Milan

Francesco Antonelli  Pina Sodano  Valeria Rosato 

Mentre molti studi sono stati dedicati all’analisi della P/CVE nazionale italiana, pochissime indagini sistematiche si sono concentrate sul livello locale. Partendo da questa considerazione generale, l’obiettivo del presente contributo è analizzare un caso specifico e significativo di P/CVE locale italiana: quello della Regione Lombardia con un particolare approfondimento sul Comune di Milano, al fine di valutarne punti di forza e criticità e identificare le raccomandazioni più generali per lo sviluppo di programmi di prevenzione nazionali/locali più integrati. Dall’analisi emerge che in Italia manca una strategia nazionale chiara e strutturata nella prevenzione della radicalizzazione e questa limitazione ha ricadute negative anche sulle politiche a livello locale: nonostante esistano “isole felici” di attuazione di progetti di prevenzione che coinvolgono soprattutto giovani e studenti , questi sforzi pagano il prezzo di non avere garanzie di continuità e sostenibilità nel tempo.

Whereas many studies have been dedicated to the analysis of national Italian P/CVE, very few systematic investigations have focused on the local level. Starting from this general consideration, the aim of this paper is to analyse a specific and significant case of Italian local P/CVE: that of the Lombardy Region with a particular in-depth analysis of the Municipality of Milan, in order to evaluate strengths and critical issues and to identify the most general recommendations for the development of more integrated national\local preventive programmes. The analysis shows that Italy lacks a clear and structured national strategy in the prevention of radicalisation and this limitation also has negative repercussions on policies at the local level where, although there are “happy islands” of implementation of prevention projects involving mainly young people and students, these efforts pay the price of not having guarantees of continuity and sustainability over time.

Luigi Ferrajoli, Per una Costituzione della Terra. L’umanità al bivio, Feltrinelli, Milano, 2022, pp. 197

Gianluca Ruggiero 

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