IMAGO. Studi di cinema e media. Nuova serie – Vol. 32. Cinema e pubblico reloaded. Vittorio Spinazzola e gli studi sull’industria del film

Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: luglio 2026
Pagine: 238
ISSN: 2038-5536
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Abstract

Il dossier celebra l’eredità intellettuale di Vittorio Spinazzola, concentrandosi sul suo testo pionieristico, Cinema e pubblico (1974). Sfidando i pregiudizi accademici, Spinazzola riconosce al pubblico un ruolo attivo, rifiutando la contrapposizione tra arte d’élite e intrattenimento popolare. I contributi raccolti in questo volume rilevano l’attualità del suo approccio, che invita a leggere il successo commerciale come un indicatore dei bisogni e delle trasformazioni sociali, offrendo un metodo rigoroso per comprendere la cultura di massa. Completano il volume un saggio sul ruolo di diversità, equità e inclusione nella fiction Rai contemporanea, un’analisi della ricezione critica statunitense e italiana del film The Blues Brothers (John Landis, 1980), oltre a tre riflessioni a partire da una recente installazione di Robert Wilson, Teorie del film documentario di Oliver Fahle (Einaudi, 2023) e la sezione Venice Immersive dell’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

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Il dossier celebra l’eredità intellettuale di Vittorio Spinazzola, concentrandosi sul suo testo pionieristico, Cinema e pubblico (1974). Sfidando i pregiudizi accademici, Spinazzola riconosce al pubblico un ruolo attivo, rifiutando la contrapposizione tra arte d’élite e intrattenimento popolare. I contributi raccolti in questo volume rilevano l’attualità del suo approccio, che invita a leggere il successo commerciale come un indicatore dei bisogni e delle trasformazioni sociali, offrendo un metodo rigoroso per comprendere la cultura di massa. Completano il volume un saggio sul ruolo di diversità, equità e inclusione nella fiction Rai contemporanea, un’analisi della ricezione critica statunitense e italiana del film The Blues Brothers (John Landis, 1980), oltre a tre riflessioni a partire da una recente installazione di Robert Wilson, Teorie del film documentario di Oliver Fahle (Einaudi, 2023) e la sezione Venice Immersive dell’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

The dossier celebrates the intellectual legacy of Vittorio Spinazzola, focusing on his pioneering work Cinema e pubblico (1974). Challenging academic prejudices, Spinazzola recognizes an active role for the audience, rejecting the contraposition between elite art and popular entertainment. The contributions collected in this volume highlight the relevance of his approach, which invites us to read commercial success as an indicator of social needs and transformations, offering a rigorous method for understanding mass culture. The volume is rounded out by an essay on the role of diversity, equity, and inclusion in contemporary Rai fiction, an analysis of the American and Italian critical reception of The Blues Brothers (John Landis, 1980), as well as three reflections inspired by a recent installation by Robert Wilson, Teorie del film documentario by Oliver Fahle (Einaudi, 2023), and the Venice Immersive section of the 82nd Venice International Film Festival.

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The dossier celebrates the intellectual legacy of Vittorio Spinazzola, focusing on his pioneering work Cinema e pubblico (1974). Challenging academic prejudices, Spinazzola recognizes an active role for the audience, rejecting the contraposition between elite art and popular entertainment. The contributions collected in this volume highlight the relevance of his approach, which invites us to read commercial success as an indicator of social needs and transformations, offering a rigorous method for understanding mass culture. The volume is rounded out by an essay on the role of diversity, equity, and inclusion in contemporary Rai fiction, an analysis of the American and Italian critical reception of The Blues Brothers (John Landis, 1980), as well as three reflections inspired by a recent installation by Robert Wilson, Teorie del film documentario by Oliver Fahle (Einaudi, 2023), and the Venice Immersive section of the 82nd Venice International Film Festival.

Contributi

Vittorio Spinazzola e Cinema e pubblico. Un’eredità da raccogliere

Andrea Minuz  Francesca Cantore 

«E lasciateci divertire!».La narrativa come ‘antidoto’ nella critica di Vittorio Spinazzola

Gianni Turchetta 

Rileggendo originalmente Gramsci, Vittorio Spinazzola ne deriva un “principio cardine”: il dovere di studiare e comprendere “i gusti e le preferenze della gente comune”. Il riconoscimento del gusto diffuso fa tutt’uno con la legittimazione del piacere estetico e con il rifiuto di ogni estetica intellettualistica. La lettura comporta una fatica, che deve essere motivata da una gratificazione. Questi principi generali si concretizzano nelle dinamiche della modernità letteraria, caratterizzata da un ampliamento del pubblico e da una correlativa moltiplicazione dei prodotti culturali, che Spinazzola studia a 360° senza pregiudizi. Mentre la divaricazione fra narrativa e poesia si radicalizza, la dimensione del “divertimento” si allarga in modo esponenziale: ma non chiamatela “evasione”.

Re-reading Gramsci from a new point of view, Vittorio Spinazzola derives from him a “fundamental principle”: the duty to study and understand “the tastes and preferences of ordinary people.” The recognition of widespread taste goes hand in hand with the legitimization of aesthetic pleasure and with the rejection of any intellectualistic aesthetics. Reading envolves effort, which must be motivated by a reward. These general principles take solid form in the dynamics of literary modernity, characterized by an expansion of the audience and by a corresponding multiplication of cultural products, which Spinazzola studies comprehensively and without prejudice. While the divide between narrative and poetry becomes more radical, the dimension of “entertainment” expands exponentially- but don’t call it “escapism”.

Sciolto dal giuramento. L’esperienza di Film, 1961-1964

Alberto Pezzotta 

I quattro volumi di Film (1961-1964) sono una tappa importante nella biografia intellettuale di Vittorio Spinazzola dal punto di vista metodologico e del posizionamento all’interno del dibattito culturale dell’epoca. Spinazzola si affranca progressivamente dalle direttive di «Cinema Nuovo», promuove un allargamento di orizzonti, comincia a confrontarsi con la letteratura, e analizza il cinema popolare e di genere senza pregiudizi estetici o contenutistici, ma valorizzando il ruolo del divertimento e il dialogo con il pubblico.

The four volumes of Film (1961-1964) are an important stage in Vittorio Spinazzola's intellectual biography from a methodological point of view and regarding his position in the cultural debate of the time. Spinazzola progressively distances himself from the directives of «Cinema Nuovo», promotes a broadening of horizons, begins to engage with literature, and analyzes popular and genre cinema without aesthetic or content-related prejudices, but rather valuing the role of entertainment and the dialogue with the audience.

Alcune questioni di democrazia cinematografica. Vittorio Spinazzola e i primi studi culturali

Mauro Giori 

Vittorio Spinazzola viene spesso inquadrato come una sorta di precursore italiano degli studi culturali, sulla base però di ciò che sono oggi, con inevitabili distorsioni. A partire da una riconsiderazione dei suoi contributi a «Cinema Nuovo», questo saggio stringe il suo rapporto con gli studi culturali delle origini (così come li avevano intesi i loro fondatori) a partire dalla comune matrice comunista, in modo da riconoscere a Spinazzola la sua originalità sullo sfondo delle politiche culturali relative al cinema di quegli anni.

Vittorio Spinazzola is often framed as a sort of Italian precocious representative of cultural studies, on the basis of what they have become nowadays, with inevitable distortions. Reconsidering Spinazzola’s contribution to «Cinema Nuovo», this essay tightens up the relationship with early cultural studies, as intended by their founders and on the basis of common communist roots, in order to point out Spinazzola’s originality on the background of the cinematic and political culture of his years.

I figli di qualcuno. Vittorio Spinazzola e l’ ‘operazione Matarazzo’

Matteo Macaluso 

L’articolo ha l’obiettivo di sottolineare l’influenza che Vittorio Spinazzola ha avuto sulla rivalutazione dell'opera cinematografica di Raffaello Matarazzo durante la metà degli anni Settanta. Riassumendo la cronologia della cosiddetta ‘operazione Matarazzo’ (1976) e considerando gli interventi scritti di Spinazzola sul tema (a partire da un intero capitolo di Cinema e pubblico), il saggio si propone di suggerire una ascendenza del critico sulle modificazioni del gusto nella cinefilia e nella ‘giovane critica’ di quel periodo. 

The article aims to highlight the influence that Vittorio Spinazzola had on the re-evaluation of Raffaello Matarazzo's cinematographic work during the mid-1970s. Summarising the chronology of the so-called “Matarazzo operation” (1976) and considering Spinazzola's written contributions on the subject (starting with an entire chapter of Cinema e pubblico), the essay suggests that the critic had an influence on the changing tastes of film buffs and “young critics” of that period.

Cinema e pubblico reloaded: rileggere il superspettacolo con le Digital Humanities. Industria, autorialità e cultura

Luana Fedele 

Il contributo mira a rileggere Cinema e pubblico (1974) di Vittorio Spinazzola in chiave metodologica, interrogando la possibilità di tradurre la nozione di «superspettacolo d’autore» in un quadro di ricerca delle Digital Humanities. Assumendo La dolce vita (Federico Fellini, 1960) come caso paradigmatico, lo studio analizza la costruzione del film come evento culturale attraverso tre dimensioni interrelate: la visibilità urbana della promozione, indagata con strumenti di analisi geospaziale; la temporalità della circolazione nelle sale di prima visione; e la legittimazione simbolica ricostruita mediante analisi testuale assistita della ricezione critica. Il saggio sostiene che l’approccio ‘ecologico’ di Spinazzola anticipi alcune istanze centrali delle Digital Humanities, offrendo ancora oggi un modello efficace per analizzare le interdipendenze fra autorialità, industria e discorso critico.

The paper aims to reinterpret Vittorio Spinazzola’s Cinema e Pubblico (1974) from a methodological perspective by examining the possibility of translating the concept of the «auteur super-spectacle» into a digital humanities research framework. Using La dolce vita (Federico Fellini, 1960) as an example, the study analyses the film's status as a cultural event by examining three interconnected aspects: the visibility of its promotion in urban spaces, analysed using geospatial techniques; the temporal dynamics of its release in cinemas; and its symbolic legitimisation, reconstructed through an assisted textual analysis of critical reception. It argues that Spinazzola’s 'ecological' approach anticipated some of the core concerns of the digital humanities and continues to offer an effective model for analysing the interdependencies between authorship, the film industry and critical discourse.

La crisi del 1956 e la produzione dei «supercolossi»: nuove fonti di studio

Cosimo Tassinari 

Il presente contributo si concentra sulla produzione dei supercolossi nel cinema italiano, mettendo in evidenza i meccanismi che ne hanno permesso la realizzazione. Analizzando e confrontando materiali archivistici inediti, la ricerca si concentra sulle dinamiche produttive attivatesi a seguito degli accordi Anica-Mpea, sulle operazioni di finanziamento, nonché su alcuni studi di caso. Il quadro tracciato conferma l’analisi economica proposta da Vittorio Spinazzola, ampliando e approfondendo il processo che permise all’industria cinematografica nazionale la realizzazione dei supercolossi.

This paper focuses on the realization of supercolossal in Italian cinema, highlighting the mechanisms that enabled their production. By analyzing and comparing unpublished archival materials, the research focuses on the production dynamics emerged after the anica-mpea agreements, the financing operations, and several case studies. The framework outlined confirms the economic analysis proposed by Vittorio Spinazzola, expanding the process that allowed the national film industry to realize supercolossal.

«Una verità inafferrabile e d’altronde scontata» Alberto Sordi come inconscio politico della storia repubblicana: genealogia e modelli

Gianni Crippa 

In Cinema e pubblico, Vittorio Spinazzola dedica un capitolo alla figura di Alberto Sordi, e ne mette in rilievo la natura divistica a dispetto di uno stile recitativo anti-naturalistico. Una particolare teoria della recitazione, che metta al centro il ruolo del corpo dell’attore, permette di comprendere come, proprio in virtù di una simile contraddizione apparente, Sordi sia riuscito al tempo stesso a elaborare film dopo film un macro-personaggio in cui gran parte degli italiani si è identificata e a proporre la ridondanza della sua presenza fisica nella forma del ritorno del rimosso, ovvero dell’inconscio politico dell’Italia repubblicana.

In Cinema e pubblico, Vittorio Spinazzola dedicates a chapter to Alberto Sordi, highlighting his star-like nature despite his anti-naturalistic acting style. A particular theory of acting, which places the actor's body at the center, allows us to understand how, precisely by virtue of this apparent contradiction, Sordi managed, film after film, to simultaneously develop a macro-character with whom a large portion of Italians identified, and to propose the redundancy of his physical presence as a return to the repressed, that is, the political unconscious of the Italian Republic.

Il punto centrale di crisi del neorealismo? Roberto Rossellini nelle pagine di Cinema e pubblico

Elena Dagrada 

Questo studio si discosta dall’interpretazione tradizionale di Cinema e pubblico come libro di mera sociologia del cinema. Al contrario, dimostra che si tratta anche di un importante saggio critico, condotto sul filo del gusto del suo autore, ben consapevole dei valori estetici in gioco. In questa prospettiva, l’originalità di Spinazzola non consiste solo nell’aver studiato con serietà i film e i generi che piacciono al pubblico, ma non alla critica. Consiste semmai nell’aver indagato in egual misura anche ciò che al pubblico non piace, quando invece dovrebbe. Fra tutti, spiccano i film diretti da Rossellini, il regista a cui Spinazzola riserva i giudizi più elogiativi, nonostante l’insuccesso al botteghino a partire da Germania anno zero.

This study departs from the traditional reading of Cinema e pubblico as a book of sociology of film. On the contrary, it demonstrates that it is also an important critical essay, conducted in accordance with the author’s taste, well aware of the aesthetic values at stake. From this perspective, Spinazzola's originality lies not only in having studied seriously films and genres that appeal to audiences, but not to critics. Rather, it lies in his equally thorough investigation of what audiences dislike, even when they should. Among them, there stand out the films directed by Rossellini, the director Spinazzola reserves the most laudatory judgments, despite the lack of success starting from Germany Year Zero.

Non c’è rosa senza Spina(zzola). Vittorio Spinazzola e la fenomenologia del neorealismo rosa

Francesco D’Asero 

Il saggio analizza la prospettiva di Vittorio Spinazzola sul cinema popolare italiano, concentrandosi sul neorealismo rosa e sul ruolo centrale del pubblico nella definizione del filone. Attraverso l’esame della produzione critica, in particolare della rubrica Termometro degli incassi su «Cinema Nuovo» (1957-1958) e del volume Cinema e pubblico, lo studio mira ad analizzare il metodo spinazzoliano, capace di coniugare osservazioni empiriche e riflessione di natura storico-culturale, superando il dualismo tra cinema d’autore e consumo di massa tipico del dibattito coevo. In questo contesto, il neorealismo rosa emerge come terreno di mediazione trasversale, capace di evidenziare le dinamiche di consenso, le preferenze spettatoriali e le interazioni tra cultura popolare e processi sociali nell’Italia del dopoguerra.

This essay explores Vittorio Spinazzola’s interpretation of popular Italian Cinema, focusing on Pink Neorealism and the central influence of the audience in defining the genre. By examining Spinazzola’s critical writings — most notably his “Cinema Nuovo” column Termometro degli incassi (1957–1958) and his book Cinema e Pubblico — the essay highlights a method that blends empirical analysis with historical and cultural reflection. This approach transcends the traditional divide between auteur cinema and mass entertainment that dominates contemporary discourse. Within this framework, Pink Neorealism is understood as a mode of interclass mediation that reveals the mechanisms of consensus, audience tastes, and the interplay between popular culture and social dynamics in post-war Italy.

Pubblico e/o popolo. Spinazzola vs. Asor Rosa

Giacomo Manzoli 

Il testo mette in relazione la nozione di popolo, e di conseguenza quella di cinema e cultura popolare, che si può desumere da un testo come Cinema e pubblico di Vittorio Spinazzola, con quelle coeve espresse da Alberto Asor Rosa nella sua celebre critica alla letteratura populista in Italia, intitolata Scrittori e popolo. In particolare, viene affrontato il rapporto che entrambi intrattengono con l’eredità di Antonio Gramsci, che conduce il primo a un approccio non dissimile per molti aspetti a quello dei cultural studies britannici, mentre il secondo appare problematicamente orientato verso un radicale ripensamento delle categorie gramsciane.

The text relates the notion of the people, and consequently that of cinema and popular culture, which can be inferred from a text such as Cinema e pubblico by Vittorio Spinazzola, with those expressed by Alberto Asor Rosa in his famous critique of populist literature in Italy, entitled Scrittori e popolo. In particular, it addresses the relationship that both have with the legacy of Antonio Gramsci, which leads the former to an approach not dissimilar in many respects to that of British cultural studies, while the latter appears problematically oriented towards a radical rethinking of Gramscian categories.

Rai: ‘di tutto, di tutti’? Rappresentazioni inclusive nelle serie Rai tra streaming e prime time

Paola Brembilla  Stefano Guerini Rocco 

Netflix e altre piattaforme ott hanno trasformato il panorama mediatico italiano attraverso approcci innovativi alla diversità, equità e inclusione (dei). In questo contesto, la Rai cerca di adattarsi ai cambiamenti socio-culturali e alla concorrenza delle piattaforme di streaming, integrando i temi della dei nelle proprie produzioni seriali. La Rai affronta per una doppia sfida: soddisfare il pubblico tradizionale della prima serata e attrarre una fascia demografica più giovane e progressista, attraverso RaiPlay. L’analisi di tre casi di studio – Le indagini di Lolita Lobosco (Rai1, 2021-), 5 minuti prima (RaiPlay, 2022) e Un professore (Rai1, 2021-) – evidenzia il netto divario tra la programmazione di prima serata della Rai e le narrazioni più progressiste e inclusive. In questo modo si fa luce su come il duplice approccio della Rai rifletta tensioni più ampie tra tradizione e innovazione. 

Netflix and other ott platforms have reshaped the Italian media landscape through innovative approaches to diversity, equity, and inclusion (dei). Meanwhile Rai is navigating the current socio-cultural shifts and the streamers’ new competitive pressures by striving to integrate dei themes into its serial productions. In doing so, Rai faces the dual challenge of catering to its traditional prime-time audience while appealing to the younger, more progressive demographic drawn to RaiPlay. Examining three case studies – Le indagini di Lolita Lobosco (Rai1, 2021-), 5 minuti prima (RaiPlay, 2022) and Un professore (Rai1, 2021-) – this paper highlights the stark divide between Rai’s prime-time programming and the more progressive, inclusive storytelling. This analysis sheds light on how Rai’s dual approach reflects broader tensions between tradition and innovation. 

A racist movie in the United States, a progressive masterpiece in Italy? The American and Italian critical receptions of The Blues Brothers (1980)

Stefano Darchino 

Le recensioni americane e italiane di The Blues Brothers (Id., John Landis, 1980) furono influenzate dai rispettivi contesti storici nazionali. Dopo il movimento per i diritti civili e durante una nuova ondata di razzismo, negli Stati Uniti la rappresentazione dei neri da parte del film fu considerata problematica ed esso ricevette numerosi giudizi negativi. Invece l’Italia stava attraversando un’epoca politicizzata e la critica italiana si concentrò sulla distruzione delle auto della polizia e sulle azioni contro i neonazisti da parte dei Blues Brothers; di conseguenza, il film fu interpretato come progressista e quasi tutte le recensioni furono positive.

American and Italian reviews of The Blues Brothers (John Landis, 1980) from the time of the film’s theatrical release were influenced by each country’s historical context. After the civil rights movement and a new proliferation of white supremacist organizations in the United States, The Blues Brothers’ representation and treatment of black people was judged problematic, and the movie received several negative evaluations. Meanwhile, Italy was going through a politically polarized era, and Italian critics focused on The Blues Brothers’ destruction of police cars and actions against neo-Nazis; consequently, the movie was interpreted as a progressive production, and most reviews were positive. 

Mother o delle asincronie della luce. Robert Wilson in dialogo con Michelangelo

Mattia Cinquegrani 

Riflessioni a partire dall’installazione Mother di Robert Wilson sulla Pietà Rondanini di Michelangelo e accompagnata dallo Stabat Mater di Arvo Pärt (Castello Sforzesco – Museo della Pietà Rondanini, Milano 6 aprile 2025 – 18 maggio 2025 / Maxxi – Museo nazionale delle arti del xxi secolo, Roma 12 dicembre 2025 – 18 gennaio 2026)

Reflections inspired by the installation Mother by Robert Wilson on Michelangelo’s Pietà Rondanini, accompanied by Stabat Mater by Arvo Pärt (Castello Sforzesco – Museo della Pietà Rondanini, Milan, April 6, 2025 – May 18, 2025 / Maxxi – Museo nazionale delle arti del xxi secolo December 12, 2025 – January 18, 2026).

Cos’è la teoria? Intorno a Teorie del film documentario di Oliver Fahle

Daniele Dottorini 

Riflessioni a partire dal libro Teorie del film documentario di Oliver Fahle (Einaudi, 2023) 

Reflections inspired by the book Teorie del film documentario by Oliver Fahle (Einaudi, 2023) 

Corpi e spazi nei media immersivi Il caso di Venice Immersive 2025

Anja Boato 

Riflessioni a partire dalla sezione Venice Immersive dell’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Reflections inspired by the Venice Immersive section of the 82nd Venice International Film Festival.

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