Abstract

Il dossier che Imago dedica ad Adriano Aprà intende restituire la complessità di una figura centrale della cultura cinematografica italiana, affrontata attraverso una pluralità di sguardi e di approcci. I contributi, articolati nelle sezioni Saggi, Testimonianze e Inediti, ripercorrono il percorso di Aprà come storico, critico, programmatore, curatore, regista e teorico “indisciplinato” del cinema, mettendo in luce l’intreccio, nella sua pratica, tra militanza critica, passione cinefila e rigore filologico. I saggi combinano prospettive biografiche, vere e proprie operazioni di “montaggio” critico, tentativi di sistematizzazione e affondi tematici, seguendo in larga parte un ordine cronologico che ricostruisce le tappe del suo percorso intellettuale. Dai contributi e dai testi inediti emergono alcune direttrici comuni: l’interesse per “il cinema e il suo oltre”, inteso non solo come ricerca sul film sperimentale e le sue forme, ma anche come attenzione ai dispositivi della visione, alle condizioni materiali della produzione e della fruizione dei film, nonché come superamento di canoni consolidati e gerarchie mediali; la pratica critica come atto di cura, di selezione, archiviazione e classificazione, volta a contrastare l’indistinto delle immagini e dei discorsi; la tensione produttiva che attraversa il suo percorso di storico e di critico, fra l’amore per la sperimentazione e quello per il cinema medio, capace di muoversi entro le maglie dell’industria. Nel suo insieme, il dossier restituisce un ritratto sfaccettato di Aprà, evidenziandone tanto la coerenza quanto le contraddizioni, e riflettendo sulla sua eredità: quella di un pensiero aperto, antidogmatico, ancora capace di interrogare il presente del cinema e dei media.
Completano il volume un saggio sul rapporto fra Adriano Aprà e l’opera di Piero Bargellini e uno studio sulle rappresentazioni dell’Appia antica nel cinema italiano a cavallo fra anni Cinquanta e Sessanta, oltre a tre riflessioni a partire da Cultural analytics di Lev Manovich (mit Press, 2020), Stile cinematografico e tecnologia: storia e analisi di Barry Salt (Cue Press, 2025) e Fela, il mio dio vivente di Daniele Vicari (2023).

The dossier that Imago devotes to Adriano Aprà aims to convey the complexity of a central figure in Italian film culture through a plurality of perspectives and critical approaches. The contributions, organized into the sections Essays, Testimonies, and Unpublished Texts, trace Aprà’s work as a historian, critic, programmer, curator, filmmaker, and “undisciplined” cinema theorist, emphasizing the close interweaving, in his practice, of militant engagement, cinephile passion, and philological rigor. The essays bring together biographical perspectives, forms of critical “montage,” efforts at systematization, and focused thematic inquiries, broadly following a chronological trajectory that reconstructs the main stages of his intellectual path.
Across the essays and the unpublished materials, several shared lines of inquiry emerge: an interest in “cinema and its beyond,” understood not only as an engagement with experimental film and its forms, but also as sustained attention to viewing dispositifs, to the material conditions of film production and reception, and to the questioning of established canons and media hierarchies; a conception of critical practice as an act of care—of selection, archiving, and classification—aimed at resisting the undifferentiated flow of images and discourses; and the productive tension that runs through Aprà’s work, as both historian and critic, between a commitment to experimentation and an attachment to so-called “middlebrow” cinema, able to operate within the constraints of the industry. Taken as a whole, the dossier offers a multifaceted portrait of Aprà, highlighting both the coherence and the contradictions of his work, and reflecting on his legacy as an open, anti-dogmatic mode of thought that remains capable of engaging with the present of cinema and the media.
The volume is completed by an essay on the relationship between Adriano Aprà and the work of Piero Bargellini, and a study of representations of via Appia Antica in Italian cinema around the turn of the 1950s and 1960s, as well as three reflections inspired by Cultural Analytics by Lev Manovich (MIT Press, 2020), Film Style and Technology: History and Analysis by Barry Salt (Cue Press, 2025), and Fela, My Living God by Daniele Vicari (2023).