Séduction et vengeance: La Cousine Bette de Balzac

Séduction et vengeance: la cousine bette de Balzac. Cinq Leçons
A cura di:  Luca Pietromarchi, .Agnese Silvestri
Editore: RomaTrE-Press
Data di pubblicazione: luglio 2020
Pagine: 89
ISBN: 979-12-80060-37-2
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Abstract

Nel mondo borghese nato dalle rovine dell’epopea napoleonica, eroso dai processi di democratizzazione e dalla domanda di eguaglianza, l’ordine sociale è messo più in pericolo dai baroni dell’Impero rimasti senza occupazione militare, dalle zitelle povere, o dalle cortigiane ad alto potenziale di seduzione? Cinque specialisti analizzano il primo esuberante volume dei Parents pauvres per seguire Balzac nei numerosi percorsi disegnati dalla Cousine Bette (1847), pronti a incontrare per strada Baudelaire o Proust.

Dans le monde bourgeois né des débris de l’épopée napoléonienne, rongé par la démocratisation et la demande d’égalité, l’ordre social est-il mis en danger par les barons désœuvrés de l’Empire, par les vieilles filles pauvres, ou par les coquettes à haut potentiel de séduction ? Cinq spécialistes se penchent sur ce foisonnant premier volet des Parents pauvres pour suivre Balzac dans les nombreux parcours de La Cousine Bette (1847), quitte à rencontrer sur le chemin Baudelaire ou Proust.

Contributi

La Belle et la Bette (en guise d’introduction)

Luca Pietromarchi 

DOI: 10.13134/979-12-80060-37-2/1

La France Louis-Philippe et le charme de Valérie

Francesco Fiorentino 

Nella Cousine Bette  viene rappresentato uno spaccato sociale della nuova borghesia Louis Philippe in cui tutti i desideri si modellano sull’invidia e il conformismo. Resistono solo i sopravvissuti napoleonici. In questo squallore, il romanzo è animato dal fascino di Valérie, prostituta borghese ma irresistibile seduttrice.

DOI: 10.13134/979-12-80060-37-2/2

Du baron Hulot au baron de Charlus, en passant par Samuel Beckett. Étude croisée de deux “frères par excès”

Ilaria Vidotto 

Il presente contributo si focalizza sulle affinità tra il personaggio balzacchiano del barone Hulot, uno dei protagonisti della Cousine Bette, e un altro celebre barone della letteratura, il baron de Charlus creato da Marcel Proust. Una prima somiglianza tra i due era stata rilevata, in modo allusivo, da Samuel Beckett, che in una lettera all'amico McGreevy scriveva : "Penso che l'elaborazione di Charlus debba molto a Hulot". Sulla scorta di quest'allusione, ci si propone in particolare di analizzare il processo di degradazione fisica e  morale che subiscono i due personaggi nel corso della loro esistenza ; tale processo è motivato dall'ossessione sessuale che li caratterizza, e che li porta a commettere azioni moralmente riprovevoli, nonché a mettere in pericolo la loro posizione sociale.

DOI: 10.13134/979-12-80060-37-2/3

Valérie Marneffe, ou la palme de la perversité

Andrea Schellino 

Questo articolo propone un percorso baudelairiano attraverso La Cousine Bette. Mme Marneffe, questa Mme de Merteuil borghese, è l’incarnazione parigina di un nuovo tipo di seduttrice: la cortigiana sposata.

DOI: 10.13134/979-12-80060-37-2/4

« Dieu livra le monde aux discussions » : La Cousine Bette, ou Le Catéchisme social romancé

Vincent Bierce 

Questo articolo propone di leggere La Cousine Bette come un’opera fondamentalmente politica che applica le tesi sviluppate da Balzac nel Catéchisme social e mostra nel e attraverso il romanzo dei danni della democrazia e dell’uguaglianza. L’autore dipinge uno stato degradato della società contemporanea che denuncia come un sintomo dei tempi moderni dovuto a una sola e unica causa: la condivisione del potere della parola. Il personaggio di Lisbeth appare allora come l’allegoria del principio democratico, principio dissolutore caratterizzato allo stesso tempo dal suo fondamentale ateismo e dal desiderio di ascensione sociale.

DOI: 10.13134/979-12-80060-37-2/5

Lisbeth, ou les limites de la vengeance populaire

.Agnese Silvestri 

La Cousine Bette pone, con inquietudine, la questione della domanda di ascensione sociale proveniente dalle classi lavoratrici e solo parzialmente realizzata nelle circostanze eccezionali della Rivoluzione francese e dell’Impero.  Bette rappresenta la forza distruttrice delle masse popolari in rivolta contro l’ordine sociale e la famiglia che lo incarna, ma un’ambiguità pesa sul trattamento di questo personaggio. Se Balzac insiste sulle motivazioni moralmente basse della cugina povera (l’invidia), illustra anche l’ingiustizia di un destino di eterna sacrificata dalle politiche familiari; se gli conferisce un potere diabolico, il personaggio ha però tutti i segni che nella Comédie Humaine rimandano all’impotenza delle classi lavoratrici e che lo condannano, a priori, alla sconfitta.

DOI: 10.13134/979-12-80060-37-2/6

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